Verso la manifestazione di Roma: l’assemblea di Mestre 27/10

Un’assemblea molto riuscita, quella di sabato 13 a Mestre in preparazione del corteo nazionale del 27 ottobre convocato dal SI Cobas a Roma.

Molto riuscita per la partecipazione (circa 70 presenti), per la sua composizione (un folto gruppo di giovani, un gruppo ancora più folto di proletari e di salariate/i del pubblico impiego), per l’intensità dei lavori dall’inizio alla fine, per il comune sentire di voler rispondere unitariamente al governo Lega-Cinquestelle, alle sue aggressioni contro gli immigrati e al suo complessivo disegno anti-operaio e anti-popolare (altro che “governo del popolo”!).

La relazione di apertura del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo è partita dalla denuncia della rapina neo-coloniale in atto ai danni dell’Africa e delle sue masse sfruttate, che è la principale causa dei grandi movimenti migratori in corso, dentro l’Africa e dall’Africa verso l’esterno. Una rapina nella quale l’Italia è in prima linea in Libia, in Tunisia, in Nigeria, in Niger, nel Corno d’Africa, e agisce da spalla degli Stati Uniti e della NATO nella contesa, sempre più armata, in atto tra i vecchi e i nuovi predoni colonialisti per spartirsi le risorse naturali, i mercati e la forza-lavoro dei paesi arabi e di quelli sub-sahariani. Continua a leggere Verso la manifestazione di Roma: l’assemblea di Mestre 27/10

Annunci

Lucca. Assemblea antirazzista, 20/10

In appoggio allo sciopero generale nazionale del 26 ottobre, indetto dal sindacalismo di base, e alla manifestazione nazionale di Roma di sabato 27 ottobre, promossa dal S.I. Cobas.

Sabato 20 ottobre ore 15.00

Capannori P.za Aldo Moro, Lucca

(Sala riunioni di fronte al palazzo comunale)

ASSEMBLEA

DI LAVORATORI IMMIGRATI E LAVORATORI ITALIANI

CI SONO SOLO DUE RAZZE:

LA RAZZA SFRUTTATRICE E LA RAZZA SFRUTTATA NON CI DIVIDE LA “RAZZA”, MA LA CLASSE SOCIALE

Interverranno alcuni lavoratori immigrati militanti del S.I. Cobas che presenteranno l’opuscolo Contro il razzismo, arma dei padroni e le politiche governative sull’immigrazione. Per l’unità nella lotta tra lavoratori italiani e immigrati. È prevista la proiezione del documentario “immigrazione: storia, S.I. Cobas, la lotta e la prospettiva”.

Contro le cause delle emigrazioni forzate, in particolar modo dall’Africa, che sono: l’estrema povertà ereditata dal colonialismo, il debito estero dei paesi dominati e controllati, prodotto della loro spoliazione storica ad opera del colonialismo, il fenomeno del land-grabbing, cioè  del furto delle terre africane, asiatiche e sudamericane, i cambiamenti climatici, le acute diseguaglianze sociali prodotte dal capitalismo, le guerre di aggressione imperialiste, ecc.

Per l’appoggio incondizionato alle lotte operaie, contadine e sociali che anche in Africa si scon- trano con i governi fantoccio locali asserviti all’imperialismo.

Contro il razzismo di stato del Governo Di Maio-Salvini e di quelli precedenti: per l’abolizione non solo del decreto sicurezza Salvini, ma di tutte le leggi anti-immigrati.

Per il permesso di soggiorno unico europeo incondizionato a tutti gli immigrati che risiedono in territorio europeo, pre-condizione per spezzare il ricatto della “clandestinità” e per favorire l’unità nella lotta tra lavoratori europei e lavoratori immigrati.

Contro l’aumento dello sfruttamento capitalistico di tutto il proletariato: “stabile”, precario, disoccupato, immigrato, femminile, giovanile, pensionato.

Per l’internazionalizzazione e l’unificazione della contrattazione collettiva, il cui perno dovrà essere la drastica, generalizzata e incondizionata (svincolata dalla produttività, dalla flessibilità e dalla competitività) riduzione dell’orario e del tempo di lavoro a parità di “salario sociale di classe”.

Collettivo “Il cuneo rosso”

Per la lotta dei lavoratori contro il razzismo di Stato. Assemblea a Mestre, 13/10

Assemblea pubblica
sabato 13 ottobre – ore 20
Via Piave n. 67 – Mestre

afiufaf.jpg

Contro il decreto Salvini, il razzismo di stato, la repressione
Contro il governo Lega-Cinquestelle e le sue truffe “populiste”
Per l’unità tra lavoratori italiani e immigrati nella lotta contro i poteri forti interni ed esteri, per imporre i bisogni e le aspettative comuni

Intervengono:

Aldo Milani (coordinatore nazionale SI Cobas)
Papis Ndiaye (delegato SI Cobas)

Organizza: Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
Piazzale Radaelli 3, Marghera – comitatopermanente@gmail.com
Aderiscono:Il cuneo rosso, Assemblea antifascista bassanese, Tuttinpiedi Mestre, Collettivo lavoratori comunisti Zeno Sorgato

Impoverimento reale e cause immaginarie, di M. Donato

Trovate qui di seguito un articolo dell’economista Maurizio Donato dell’università di Teramo sull’impoverimento della popolazione lavoratrice e la questione dell’euro. Quest’articolo sferra un bel colpo alla tesi dei “sovranisti di sinistra” secondo cui è stato l’euro a far impoverire i lavoratori abbassando il potere d’acquisto dei salari. Dati alla mano, Donato mostra come il fatto dell’impoverimento relativo e assoluto di chi vive e lavora in Italia sia cominciato ben prima dell’introduzione dell’euro nel 1999. L’impoverimento e’ iniziato nella seconda meta’ degli anni Settanta ed e’ stato particolarmente forte proprio nel periodo che va dalla meta’ degli anni Settanta fino al 1999, con la lira come moneta. In altri termini, Donato mostra come additare l’euro come causa dell’impoverimento “serv[a] a nascondere l’aumento dello sfruttamento” da parte della classe capitalistica: questa e’ la causa del peggioramento delle condizioni di vita e lavoro,  non il cambio della moneta. Non all’euro bisogna guardare, ma alla necessità del capitale, italiano e globale, di contrastare la caduta tendenziale del saggio di profitto, e in particolare alla necessità dei capitalisti italiani di restare competitivi in un mercato mondiale in cui si è fatta insidiosa la concorrenza della Cina e altri colossi, puntando molto sulla riduzione dei salari.

***

Impoverimento reale e cause immaginarie. L’euro come capro espiatorio che serve a nascondere l’aumento dello sfruttamento

Maurizio Donato

3 ottobre 2018

L’impoverimento assoluto e relativo di chi vive e lavora in Italia è un fenomeno reale, evidenziabile da numerosi indicatori relativi alla dinamica del reddito pro-capite, dei salari nominali, dei salari reali in riferimento alla produttività del lavoro, della quota del lavoro sul PIL. Non emergono, al contrario, evidenze empiriche che possano mettere tali dinamiche in rapporto all’introduzione dell’euro, dal momento che la compressione dei redditi da lavoro è cominciata molto tempo prima del 1999.

Fig. 1 La crescita del reddito pro-capite in Italia (1951-2011)

1

Il reddito pro-capite è uno degli indicatori economici più semplici da interpretare per consentirci di rispondere a questa domanda: da quando il reddito pro-capite in Italia cresce di meno? La risposta semplice: dalla fine degli anni ’60. Non da pochi anni, ma da molto tempo, anche se non ce ne accorgevamo, o almeno non tutti, per ragioni diverse. Ci sono stati e ci sono ancora cicli, ossia periodi brevi, di cinque, sei o sette anni in cui il reddito pro-capite cresce un poco di più e altri in cui cresce di meno, ma esiste un trend, una tendenza di lungo periodo, rappresentata nella Fig. 1 da quella semiretta a pendenza negativa che attraversa tutti i cicli e che sta a significare che, al di là delle oscillazioni di breve periodo, che sono certamente importanti e sono quelle che le persone notano e ricordano di più proprio perché influenzano la nostra memoria a breve termine, il reddito pro-capite di chi vive in Italia aumenta sempre meno da quasi 60 anni, e dunque per ragioni che non hanno e non possono avere niente a fare con l’euro. Tuttavia, nonostante si tratti di un indicatore importante, il reddito pro-capite soffre – come molte altre variabili economiche – di un ‘difetto’: trattandosi di una media, ha un significato statisticamente significativo solo se le differenze dalla media, le ‘diseguaglianze’, sono piccole, altrimenti conviene utilizzare aggregazioni diverse, rispetto alle quali le diseguaglianze – pur presenti – sono meno significative. Continua a leggere Impoverimento reale e cause immaginarie, di M. Donato

Decreto-Salvini: regali a padroni e mafiosi, bastonate per chi lotta. Rispondiamo in massa, il 27 ottobre a Roma.

Con il decreto-Salvini, il presunto governo “anti-sistema” dimostra di servire fedelmente gli interessi della classe dominante (del sistema). Il decreto prevede infatti:

  1. Abolizione del permesso per protezione umanitaria. Questo permesso, estendibile da 6 mesi a 2 anni, tutelava persone fuggite da paesi martoriati da guerre, disastri naturali o persecuzioni politiche. Al suo posto viene introdotto un permesso per “casi speciali”, così eccezionali da poter essere contati sulle dita di una mano. Per esempio, potrà essere concesso alle vittime di “grave sfruttamento lavorativo” … ma in un paese come l’Italia in cui il super-sfruttamento del lavoro degli immigrati è la norma, chi mai potrà ottenerlo?
  2. Estensione e indurimento delle misure restrittive contro richiedenti asilo e immigrati. Richiedenti asilo e immigrati in attesa di rimpatrio potranno essere trattenuti nei Cpr per 180 giorni, anziché 90. Sarà ancor più facile negare o revocare lo status di rifugiato o di titolare di protezione internazionale. Ai richiedenti asilo è vietato iscriversi all’anagrafe dei comuni e chiedere la residenza. Può essere negato l’accesso alla cittadinanza anche ai coniugi di italiani, e si introduce la revoca della cittadinanza per i reati di “terrorismo”.
  3. Svuotamento degli SPRAR – le sole strutture che talvolta fanno qualcosa per l’integrazione lavorativa degli immigrati – e potenziamento delle strutture di reclusione amministrativa (Cpr, Cas, Hotspot): proprio i luoghi in cui gli abusi delle “forze dell’ordine” non si contano, i diritti più elementari vengono calpestati, le truffe e le irregolarità contabili sono quasi la regola. Continua a leggere Decreto-Salvini: regali a padroni e mafiosi, bastonate per chi lotta. Rispondiamo in massa, il 27 ottobre a Roma.