Abd Elsalam, a Piacenza un altro operaio assassinato in nome del profitto

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Nei giorni scorsi ai magazzini GLS a Piacenza è stato assassinato Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un operaio egiziano, padre di 5 figli, e un altro facchino è stato ferito. È stato ucciso a un picchetto organizzato dall’USB, mentre protestava contro la precarietà degli appalti e per il rispetto degli accordi contrattuali, costantemente messi in discussione dalla GLS. È stato schiacciato da un tir guidato da un crumiro, istigato dai dirigenti GLS a sfondare il picchetto per ripristinare la macchina, inceppata, dei profitti aziendali. Tutto è avvenuto sotto l’occhio delle forze dell’ordine, presenti in questa occasione, come in tante altre, fuori e dentro le fabbriche, a difesa degli interessi delle imprese.

Ad Ahmed, a sua moglie, alla sua famiglia, come ai tanti altri nostri compagni di lavoro che ogni giorno vengono ammazzati nelle fabbriche, nei campi, nel sistema degli appalti-subappalti-cooperative, in Italia come nel mondo, va la nostra calda solidarietà di classe!

Le istituzioni locali e nazionali e i loro tirapiedi nei mezzi di informazione e nella magistratura stanno tentando di minimizzare l’episodio dando tutta la colpa al camionista, per sviare l’attenzione dai veri responsabili di questo assassinio: le grandi imprese, i padroni delle cooperative, e il governo che dà loro carta bianca. Sperano che la morte di Ahmed sia presto dimenticata, e con essa gli scioperi proclamati dai lavoratori della logistica da multinazionali come SDA, BRT, GLS.

Questa propaganda fa a cazzotti con la realtà! Leggi tutto Abd Elsalam, a Piacenza un altro operaio assassinato in nome del profitto

GLS Piacenza. Un lavoratore ucciso mentre lottava

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Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore egiziano, e’ morto schiacciato da un tir questa notte (14 settembre), mentre partecipava ad un picchetto organizzato dal sindacato Usb alla GLS di Piacenza. Secondo la testimonianza di un sindacalista, “il conducente del camion è stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. Gli urlavano parti, vai!, e quello è partito investendo il nostro aderente”. La logistica diventa per l’ennesima volta teatro di un fatto di violenza gravissima ai danni dei lavoratori. Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Abd Elsalam Ahmed. La sua morte ci da’ nuova forza per lottare a difesa dei nostri compagni e fratelli.

Comunicato Usb – Piacenza 14 settembre ore 23.45
Si muore per lottare si muore per i diritti

“Ammazzateci tutti”  è il grido dei lavoratori della logistica di Piacenza.
Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori della SEAM, ditta in appalto della GLS questa notte davanti ai magazzini dell’azienda.

Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni, la USB aveva indetto una assemblea dei lavoratori per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato.

Di fronte al comportamento dell’azienda i lavoratori, che erano rimasti in presidio davanti ai cancelli, hanno iniziato lo sciopero immediato. Proprio durante l’azione di sciopero, un lavoratore, padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato assassinato,  sotto lo sguardo degli agenti di polizia da un camion in corsa che ha forzato il blocco.

Questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo. L’USB si impegna alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore.

Oggi 15 settembre alle ore 11.00 conferenza stampa davanti al magazzino di Piacenza. Prosegue comunque il presidio dei lavoratori che si è formato dopo la tragedia e si sta arricchendo sempre più con l’arrivo di altri lavoratori degli stabilimenti vicini.

Sullo sciopero generale in India

Workers from various trade unions shout slogans during an anti-government protest rally organised as part of a nationwide strike in Mumbai

[Articolo preso da http://www.combat-coc.org/, foto da telesur e bbc]

India, 2 settembre 2016, i sindacati calcolano che 180 milioni di lavoratori indiani abbiano protestato contro la politica “anti-operaia, anti-popolare” del governo di centro destra NDA (Alleanza Nazionale Democratica) capeggiato dal partito BJP del primo ministro di Narendra Modi “che sta portando la vita di tutti i lavoratori e l’economia nazionale verso il disastro”.

È il 4° sciopero generale dal 2009, il maggiore sciopero mai visto al mondo, che ha coinvolto un numero di salariati pari a metà della popolazione degli Usa, e maggiore a quella complessiva di UK, Canada e Australia; esso ha arrecato un danno per la classe al potere che sarebbe di circa 2,4 miliardi di €. Leggi tutto Sullo sciopero generale in India

India. The Importance of the September 2nd General Strike

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Ieri, il 2 settembre, c’e’ stato uno sciopero generale nazionale in India, a cui hanno aderito piu’ di 140 milioni di lavoratori. Secondo gli organizzatori e’ lo sciopero “piu’ grande di sempre nel mondo”, con una partecipazione addirittura superiore a quella dello sciopero generale dello scorso anno (120-140 milioni). E’ il diciassettsesimo sciopero generale nazionale dal 1991, quando l’India ha preso la strada fatta di liberalizzazioni, privatizzazioni, globalizzazione; una strada che, tanto piu’ dopo lo scoppio della crisi nel 2008, abbiamo imparato a conoscere bene anche in Occidente. Lo sciopero indiano e’ la nuova tappa di una lotta contro le “politiche anti-lavoratori e anti-popolari” che affliggono la popolazione lavoratrice ovunque nel mondo. Lo sciopero indiano ci mostra un esempio da seguire.

Scorrendo qui di seguito trovate dei materiali di approfondimento in inglese (alcune notizie in italiano sul profilo FB Rosa Lux),  e qui c’e’ un aggiornamento sull’All-India strike 2016.

1) The Importance of the September 2nd General Strike.  What every working Indian needs to know about the all-India trade union strike – and why it matters (Socialist Project • E-Bulletin No. 1299  September 2, 2016)

Since India embraced what trade unions call the LPG route to growth (that is liberalization, privatization and globalization) in 1991, the country has seen 16 general strikes. And the 17th all India workers’ strike falls on September 2nd. The last general strike, observed on 2 September 2015, saw participation from nearly 150 million workers – that’s half the population of the entire U.S., or more than the combined population of the UK, Canada and Australia. This year, the unions expect a better turnout given the controversial labour policies pursued by the Narendra Modi-led NDA government. Leggi tutto India. The Importance of the September 2nd General Strike

Un’estate calda nei magazzini H&M

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Da alcune settimane, nel polo delle provincie di Piacenza, Pavia e Lodi, i lavoratori della logistica conducono degli scioperi contro H&M. Questa e’ la loro voce: http://de.labournet.tv/video/7053/heisser-august-bei-hm-italien

La multinazionale dell’abbigliamento H&M era gia’ tristemente famosa per le condizioni di lavoro disumane  imposte nelle sue fabbriche in Bangladesh, condizioni su cui molti hanno dovuto aprire gli occhi dopo i mille morti e duecento feriti causati dal crollo del Rana Plaza nel 2013. Ma anche di recente H&M ha ammesso di aver impiegato dei bambini siriani nella raccolta di cotone nei suoi campi in Turchia.

In Italia, contro H&M sono scesi in lotta i lavoratori della logistica organizzandosi col sindacato Si-Cobas, che ha anche lanciato una campagna di boicottaggio. Questi lavoratori lottano per delle condizioni di lavoro degne, perche’ le cooperative direttamente collegate ad H&M li sfruttano con turni e orari massacranti, fino a 15 ore al giorno, a fronte di paghe da miseria. Questa lotta e’ molto importante. Dei lavoratori italiani, e anzitutto delle giovani lavoratrici, cominciano infatti a mobilitari a fianco ai lavoratori immigrati, che da anni costituiscono la spina dorsale delle lotte nella logistica in Italia. Contro ogni veleno razzista, ci mostrano che, autoctoni e immigrati, dobbiamo organizzarci e unirci nella lotta. Solo cosi’ possiamo veramente difendere i nostri interessi e affermare i nostri bisogni.

Di seguito trovate un’inchiesta di Infoaut con delle interviste ai lavoratori in sciopero.

Stralci di inchiesta: una composizione emergente nei magazzini della logistica?
Il 23 agosto è una nuova giornata di sciopero e blocco davanti al magazzino di H&M a Casalpusterlengo. L’azienda ha risposto con una serrata dopo aver tentato, il giorno precedente, di mettere uni contro gli altri i lavoratori in sciopero e il resto dei dipendenti. Quando i lavoratori si sono confrontati nel picchetto, l’effetto è stato però differente da quello sperato dalla dirigenza, con addirittura trenta nuovi tesserati passati in pochi minuti col S.I. Cobas. A quel punto i manager hanno detto ai lavoratori di andarsene e minacciato gli scioperanti di far intervenire le forze dell’ordine.

Durante la mattina a presidiare e monitorare gli ingressi abbiamo realizzato un’intervista collettiva ad alcune lavoratrici e lavoratori che segue sbobinata integralmente. Prima di lasciare direttamente la parola ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero, alcune annotazioni. Leggi tutto Un’estate calda nei magazzini H&M