Il decreto-Salvini bis è un attacco frontale alle lotte. E dà il via libera alle aggressioni poliziesche, padronali e fasciste. A quando la risposta che merita?

Il decreto-sicurezza bis, voluto dalla Lega, sottoscritto da 5S, e firmato da Mattarella l’11 giugno, completa e indurisce la normativa anti-proletaria contenuta nel primo decreto-sicurezza.

Il primo decreto-Salvini (del giugno 2018) aveva come suo bersaglio anzitutto i richiedenti asilo e i lavoratori immigrati, ma colpiva con altrettanza durezza i picchetti e le occupazioni di case, cioè le lotte. Il secondo decreto-Salvini concentra il fuoco proprio contro la libertà di manifestare e contro il diritto elementare di difendersi dalle aggressioni delle “forze dell’ordine”.

Ogni forma di opposizione e di resistenza un minimo attiva alle “forze dell’ordine” diventa reato (da violazione amministrativa che era), e viene punita anche se l’offesa arrecata è lieve. L’uso di caschi, fumogeni, petardi e materiali “imbrattanti” (!) è punito con l’arresto, se in flagranza, fino a 3 anni (anziché 2) e con l’ammenda fino a 6.000 euro (invece che 2.000). Sono inasprite le sanzioni per danneggiamenti o devastazioni (che sono equiparati tra loro) compiuti nel corso di manifestazioni. Manifestare senza preavviso diventa, da contravvenzione, delitto. La pena prevista per interruzione, o anche solo ostacolo, di pubblico servizio nel corso di manifestazioni o eventi pubblici (ad esempio un intervento o una protesta durante un consiglio comunale), può arrivare a 2 anni (anziché 1). Mentre l’oltraggio a pubblico ufficiale è ora punibile con pene fino a 3 anni e sei mesi.

Queste misure aggravano le pene previste dalla legislazione fascista (T.U. sulla pubblica sicurezza del 1931), dai decreti di emergenza del 1944 in periodo di guerra, e dalla liberticida legge Reale del 1975. Il tutto in nome della “straordinaria necessità e urgenza di rafforzare le norme a garanzia del regolare e pacifico svolgimento di manifestazioni in luogo pubblico e aperto al pubblico”. Poiché la conflittualità sociale in Italia è oggi ad un livello bassissimo, si tratta – è evidente – di un insieme di misure essenzialmente preventive per contrastare e scoraggiare il più possibile la ripresa in grande delle lotte quando non basterà più la squallida demagogia “sovranista” o pentastellata a deviarla, e l’intervento di Cgil-Cisl-Uil e del Pd (e soci) a contenerla e svuotarla (Mancando chiaramente i requisiti di “straordinaria necessità e urgenza”, diversi giuristi ritengono che il decreto possa essere giudicato incostituzionale – vedremo, ma non crediamo che tali obiezioni siano in grado di fermare il Salvini-bis, come non hanno fermato il primo decreto).

Nel decreto-sicurezza bis ce n’è, naturalmente, anche per gli emigranti e gli immigrati. Continua a leggere Il decreto-Salvini bis è un attacco frontale alle lotte. E dà il via libera alle aggressioni poliziesche, padronali e fasciste. A quando la risposta che merita?

I Gilets Noirs in Francia occupano la Torre Elior, impresa leader nello sfruttamento dei Sans Papiers

di Gilets Noirs, 13 giugno 2019, fonte: dinamopress 

Dopo aver denunciato le politiche di rimpatrio della Francia con un’azione contro AirFrance all’aeroporto Charles de Gaulle, i collettivi di Migranti e Sans Papiers, riuniti sotto la sigla “Gilets Noir” tornano a farsi sentire con un’azione di blocco della sede dell’impresa Elior. L’altra faccia delle politiche di gestione dei flussi migratori sono quelle che consentono che i sans papiers siano messi a lavoro all’interno dei settori economici a più alto tasso di sfruttamento addirittura all’interno dei CRA (Centre Rétention Administrative), come avviene nell’impresa di ristorazione e pulizie Elior. Perché la produzione di clandestinità, come avviene anche in Italia, svolge una funzione precisa all’interno dell’economia e consente l’impiego dei migranti in tutti i segmenti inferiori del mercato del lavoro. Più di 400 Gilets Noirs si sono radunati sotto la sede di Elior, una delegazione è stata ricevuta dalla direzione e ha ottenuto che sarà esaminata una lista delle persone da regolarizzare. I Gilets Noir rilanciano con la loro mobilitazione, e annunciano che torneranno con altre azioni nelle prossime settimane.

Pubblichiamo di seguito il video e il comunicato dell’azione che si è tenuta ieri 12 giugno.

Oggi non siamo venuti a pulite la torre di Elior, oggi l’attacchiamo!

Attacchiamo la Défense perché è il cuore dell’imperialismo.

Qui ci sono tutti quei grattacieli che puliamo la mattina alle 6: quelli di Total e Areva che saccheggiano l’Africa, di Suez che ruba la sua acqua, della Société Genérale che ruba il suo argento e che finanzia l’inquinamento dell’Africa con le sue centrali a carbone, di Thalès che costruisce le armi con le quali loro fanno la guerra. Continua a leggere I Gilets Noirs in Francia occupano la Torre Elior, impresa leader nello sfruttamento dei Sans Papiers

Dopo le elezioni europee. In Italia, in Europa, e nel mondo, cresce il caos. E cresce il nazionalismo di marca trumpista. È ora di contrapporsi a questa deriva catastrofica!

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In Italia, in Europa (e nel mondo) cresce il caos. E cresce il nazionalismo di marca trumpista. È ora di contrapporsi a questa deriva catastrofica!

Nel ventunesimo secolo e nei paesi di vecchia democrazia le elezioni decidono ben poco. Un peso ancora minore hanno le elezioni per un parlamento come quello europeo che non decide quasi nulla. L’Unione europea, infatti, è governata da tre istituzioni non elettive: Banca centrale europea, Commissione europea (quella presieduta oggi da Juncker) e Consiglio europeo (dei capi di stato e di governo). Tuttavia anche le elezioni per il parlamento europeo rimangono un termometro che misura la temperatura del “corpo sociale”, delle diverse classi sociali, un test su cui riflettere.

Il responso delle ultime elezioni europee è, nell’insieme (che rimane comunque piuttosto variegato), chiaro: cresce il caos e cresce il nazionalismo di marca trumpista, in un contesto in cui una metà del “corpo elettorale”, composto in larga parte da lavoratori salariati e giovani, rimane indifferente, se non ostile, al carnevale delle schede – ma non trova in campo alcuna vera alternativa di classe a cui fare riferimento. Veniamo dopo all’astensionismo di massa. Ci occupiamo prima del caos e del nazionalismo montanti.

Cresce il caos

Il caos politico è già totale in Gran Bretagna, dove vince le elezioni un “partito” del tutto virtuale fondato appena 40 giorni prima delle elezioni dall’avventuriero Farage, protesi di Steve Bannon e amico dei grillini, mentre i due partiti storici (conservatori e laburisti) tracollano, e – a differenza di tre anni fa – le posizioni contro la Brexit sembra siano diventate maggioritarie. Continua a leggere Dopo le elezioni europee. In Italia, in Europa, e nel mondo, cresce il caos. E cresce il nazionalismo di marca trumpista. È ora di contrapporsi a questa deriva catastrofica!

Boicotta Italpizza! Solidarietà ai lavoratori in lotta!

Dal novembre 2018 è in corso a Modena una vera e propria battaglia tra il colosso delle pizze surgelate Italpizza e i lavoratori.

Tutto è cominciato con un piccolo gruppo di donne-coraggio, per lo più lavoratrici immigrate. Queste donne si sono iscritte al sindacato SI.Cobas per chiedere all’azienda di essere pagate con il contratto degli alimentaristi, visto che invece venivano, e vengono tuttora, pagate con il contratto delle pulizie. Hanno poi chiesto di non avere più turni massacranti, turni anche di 16 ore, e di poter stare a casa la domenica e nelle feste. Hanno cioè chiesto di poter avere una vita fuori dal luogo di lavoro.

A queste rivendicazioni, sacrosante, Italpizza ha risposto con trasferimenti punitivi, licenziamenti, minacce e rappresaglie: le lavoratrici, che erano addette all’impasto e alla farcitura, sono state comandate a pulire i cessi degli uomini; sono state derise dai caporali; sono state obbligate a lavare vetri a 15 metri di altezza su una scala pericolosa. A un delegato del SI.Cobas è stata bruciata la macchina, un avvertimento dato dall’azienda in perfetto stile mafioso. Come se questo non bastasse, a sostegno dell’azienda sono intervenute prefettura e questura con violente e sistematiche cariche della polizia contro i picchetti; hanno fatto contusi, feriti, intossicati, con denunce e arresti di lavoratori e di giovani che hanno portato solidarità.

Perché tanto accanimento? Forse perché il SI.Cobas è un sindacato che si oppone e resiste alle pretese padronali? Ma nonostante tutto, la lotta continua contro una situazione di super-sfruttamento e dispotismo padronale intollerabile. Continua a leggere Boicotta Italpizza! Solidarietà ai lavoratori in lotta!