Non è l’umanità in generale, è il capitalismo che sta uccidendo la fauna selvatica del mondo – Anna Pigott

Riprendiamo dal sito Climate&Capitalism questo breve testo, segnalato anche da Alencontre, che mostra in modo semplice e chiaro come tante denunce documentate ed utili di organismi quali il WWF, finiscono per annullare o svuotare l’importanza di ciò che mettono in luce nella misura in cui evitano di andare alla fonte ultima dei disastri ambientali in corso: il capitalismo. E indirizzano così il pubblico verso false soluzioni, anziché verso la lotta di massa determinata e organizzata al sistema sociale capitalistico, per regolare finalmente i conti con esso.

L’ultimo rapporto Living Planet del WWF recita cupamente: un calo del 60% delle popolazioni di fauna selvatica dal 1970, il collasso dell’ecosistema e una chiara possibilità che la specie umana non sia molto lontana da questo traguardo. Il rapporto sottolinea ripetutamente che il consumo dell’umanità è responsabile di questa estinzione di massa e i giornalisti si sono affrettati ad amplificare il messaggio. Il “Guardian” titola: “L’umanità ha spazzato via il 60% delle popolazioni animali”, mentre la BBC riporta la notizia nel modo seguente: “Massiccia perdita di fauna selvatica causata dal consumo umano”.

Non c’è da stupirsi: in questo rapporto di 148 pagine, la parola “umanità” appare 14 volte, e la parola “consumo” ben 54 volte.

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24 ottobre – Tutti in piazza! Giornata di mobilitazione in tante città

IL GOVERNO CONTE CI VUOLE DOCILI E RASSEGNATI

CONFINDUSTRIA CI VUOLE SCHIAVI E AFFAMATI

IL 24 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA

Mentre in tutta Europa dilaga la seconda ondata pandemica, nel nostro paese il governo e le amministrazioni locali si trovano a fronteggiare la nuova emergenza con un sistema sanitario disastrato come in primavera: pochissime nuove risorse, strutture fatiscenti, gravi carenze d’organico e un personale medico-infermieristico che a dispetto delle fatiche sfiancanti del lockdown continua ad essere umiliato dal mancato rinnovo del CCNL di categoria e da livelli salariali da fame.

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Governo Conte e Regioni: prevenzione primaria rispetto al ritorno del coronavirus? Zero spaccato – di Vittorio Agnoletto

In questa breve trasmissione Facebook di Vittorio Agnoletto troverete la piena conferma dell’articolo che abbiamo appena pubblicato sulla politica assassina del governo Conte bis, conferma che viene da uno studioso serio e competente. Per chi frequenta questo sito, è inutile sottolineare cosa non condividiamo delle sue posizioni.

La politica assassina del governo Conte-bis di fronte alla ripresa del coronavirus

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo testo – comparso su noinonabbiamopatria.blog – che mette in luce come il governo Conte bis non abbia attuato “nessuna necessaria preparazione sanitaria e sociale preventiva alla ripresa della curva epidemiologica” e, ora più che mai, di tutto si occupa fuorché della salute dei “forzati del lavoro”. A questo tema cruciale della mancata prevenzione (primaria, avrebbe aggiunto Giulio Maccacaro, la sola che davvero meriti il nome di prevenzione) abbiamo dedicato nei mesi scorsi due interventi che qui richiamiamo:

Con questo titolo non c’è alcuna possibilità di essere fraintesi. Non c’è alcuna contiguità con la teoria che il covid-19 non esiste o non faccia male. Esiste e fa male! La teoria negazionista è una visione sociale determinata dalle necessità del processo di riproduzione delle relazioni complessive del valore del capitale che rendono impossibile contrastare la pandemia, in quanto è un elemento endogeno del processo stesso dell’accumulazione del capitale e della distruzione delle forze produttive naturali che ne consegue. In sostanza il capitale impersonale, stretto tra rincorsa all’accumulazione e creazioni delle condizioni di riproduzione della forza lavoro, oscilla tra DPCM e negazionismo.

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I decreti-Salvini sono stati cancellati? Assolutamente no.

L’impostazione poliziesca, repressiva, discriminatoria, razzista della legislazione italiana in materia di immigrazione è ribadita nella sostanza. Le popolazioni immigrate erano e restano sottoposti a una legislazione speciale.

Sulle poche modifiche di modesto rilievo apportate ai decreti-Salvini nei giorni scorsi dal Conte-2 è stata imbastita un’incredibile campagna di disinformazione. “Cancellati i decreti Salvini, tornano accoglienza e integrazione” (“la Repubblica”, 6 ottobre), “L’umanità prima di tutto” (“la Repubblica”, 7 ottobre), “Sull’immigrazione si volta pagina” (“il manifesto”, 8 ottobre, lo scrivono il Pd Orfini e il segretario di Sinistra italiana Fratoianni). Il falso è talmente clamoroso che debbono smentirsi da sé il giorno dopo, e perfino il giorno prima, parlando di “svolta a metà” (“la Repubblica”, 7 ottobre) o di decreti “quasi umani” (“il manifesto”, 7 ottobre). È disinformazione anche questa, però. Perché le nuove disposizioni in materia di immigrazione targate Lamorgese/Conte-2 non cancellano nulla di essenziale dei decreti-Salvini. Si limitano a pochi ritocchi secondari, confermando l’intero impianto repressivo e criminalizzante verso gli emigranti e verso le lotte operaie e sociali di quei decreti. Decreti che impropriamente prendono il nome da Salvini, ma sono stati in realtà il prodotto dell’asse Lega-Cinquestelle, dal momento che la masnada di Di Maio/Di Battista/Grillo è stata determinante nel loro varo.

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