Il movimento dei facchini. Breve analisi di una lotta vera

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E’ di pochi giorni fa la notizia che i lavoratori della Rhiag, un’azienda nel basso Milanese, hanno iniziato a lottare con determinazione suscitando la reazione dei padroni, una reazione tanto violenta quanto nervosa [vai al comunicato del SI-Cobas].

La lotta alla Rhiag si inserisce di fatto nel grande movimento dei facchini, una lotta finalmente vera, questa, a cui va data grande attenzione. Una lotta vera, perché determinata, capace in certi casi di spostare i rapporti di forza nel settore nevralgico della logistica. Una lotta fatta dai lavoratori in prima persona organizzandosi in modo autonomo con il SI-Cobas. Una lotta che ha avuto il merito di portare il conflitto dentro il fetente trust delle cooperative, oggi ben rappresentato, dentro il governo Renzi, dal ministro del Jobs act Poletti. Una lotta che ha visto protagonisti i lavoratori immigrati e ci indica quindi la strada da seguire, quella internazionalista.

Ma di cosa si tratta in particolare? Di seguito trovate l’analisi contenuta nel n. 2 del Cuneo rosso uscito lo scorso novembre.

Info & contatti, anche per ricevere il n. 2 del Cuneo rosso: com.internazionalista@gmail.com

 
 
Le lotte dei facchini e il SI­Cobas

Le lotte dei facchini della logistica meritano l’attenzione e la piena solidarietà dei comunisti e degli anti‐capitalisti per almeno cinque buone ragioni.

Perché sono state, sono, delle lotte vere, in anni di riduzione delle lotte al lumicino o di azioni sindacali meramente simboliche, in anni contrassegnati, anche tra i compagni, dalla sfiducia nella capacità di lotta della classe operaia. Lotte vere, fatte di scioperi veri, di picchetti veri, di coordinamenti tra le diverse aziende veri, con piattaforme di lotta vere, e non solo esibite per poi dimenticarle. Lotte che hanno saputo spostare, in date realtà, i rapporti di forza a favore degli operai della logistica e hanno conseguito in alcuni casi dei significativi miglioramenti della condizione lavorativa e contrattuale. Lotte che, non a caso, sono state colpite da una repressione altrettanto vera (e non solo simulata), fatta di interventi costanti della polizia e dei carabinieri ai picchetti, di arresti, denunce (388, fino ad aprile 2014, nella sola Bologna), processi, fogli di via, intimidazioni mafiose, pestaggi, multe pecuniarie pesanti, etc. – una repressione a cui, e non era e non è semplice, hanno saputo tenere testa con coraggio, con fermezza, con dignità di classe …

Scarica qui l’articolo integrale del Cuneo rosso sulle lotte dei facchini.

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