Il Cuneo rosso a Genova. Resoconto di un’assemblea su crisi globale e scontro di classe in Europa

redwChe cosa è questa crisi? Quali orizzonti politici e sociali apre? Uscire dall’Euro è una soluzione per i lavoratori? Una difesa collettiva e di classe è possibile? Proviamo ad affrontare alcuni di questi nodi – sempre più stringenti nella fase attuale per i compiti che pone alla classe – cercando di cogliere gli elementi che la stessa attualità ci pone di fronte e che parlano di natura della crisi capitalistica, di euro e politiche monetarie, di Grecia e delle eterne illusioni riformiste, di debito e sovranità, ma anche degli scioperi nella logistica e alla Fincantieri …

Lo scorso 11 aprile a Genova ne hanno discusso insieme la redazione del Cuneo rosso, il Collettivo Lanterna Rossa, Sin.Base e GCR. Di seguito riproponiamo dal blog di Lanterna rossa il resoconto della presentazione-dibattito.

Crediamo che, nel marasma di attività immediata in cui ogni militante e lavoratore cosciente è quotidianamente immerso – e a volte sommerso – il riuscire a ritagliarsi momenti collettivi di riflessione, approfondimento, sforzo di ricostruzione del quadro generale, attorno a temi come crisi capitalistica, attacco al salario e alle generali condizioni di vita del proletariato, debito, sovranità, Euro ed Europa, sia vitale nel garantire preparazione, formazione e strumenti nella continua e sempre più pressante battaglia politica e sindacale dentro e fuori i posti di lavoro, a cui tutti noi siamo chiamati.

Senza vacui trionfalismi, nella fase attuale veramente fuori luogo, Sabato – con la presentazione del secondo numero della rivista militante “Il Cuneo Rosso” e con il dibattito con i compagni della redazione giunti da Marghera – crediamo d’esserci avvicinati a uno di questi momenti; una piccola tappa nella crescita di coscienza e organizzazione per e tra proletari. Certo, ancora insufficienti i pezzi di classe che riusciamo a toccare, ancora troppo ristretta la sfera d’influenza che possiamo vantare ma, nonostante ciò, la buona partecipazione all’iniziativa, la buona presenza di lavoratori e proletari lontani da quel milieu intellettuale solo interessato a parlarsi addosso, la ricchezza di contenuti emersa sia dalle relazioni dei compagni che dal dibattito che ne è seguito ci fanno essere assolutamente soddisfatti.

Da questo punto di vista, l’intervento d’apertura del compagno del Sin.Base, che qui potete leggere, crediamo abbia colto bene lo spirito e l’approccio con cui ci siamo collettivamente avvicinati all’organizzazione dell’iniziativa, soprattutto nel passaggio in cui si sottolinea come il doveroso approfondimento teorico, l’affinare la capacità di cogliere le dinamiche all’interno della crisi, rifornire i compagni di coordinate e bussole per provare a ricostruire il complesso quadro di fase è uno dei nostri compiti pratici più pressanti; a patto di non scollegare tale sforzo collettivo dal “grigio” lavoro organizzativo e militante, come l’opportunismo di ogni epoca e latitudine ha sempre provato a fare, spesso riuscendoci.

Le due relazioni che hanno esposto – riuscendo a tenere assieme profondità e chiarezza – i compagni della redazione hanno poi fornito, in questo senso, altrettanto materiale e spunti su cui poter ragionare, riflettere e orientare l’attività.

Il primo intervento è stato dedicato, da una parte, alla ricostruzione del quadro di crisi capitalistica, dall’altra, a delineare, per lo meno a livello europeo, la risposta della classe dominante alla propria crisi, la sua inevitabile traduzione nel processo d’intensificazione dell’attacco alle condizioni di vita proletarie, nonché i nodi politici che essa stessa pone.

La generale operazione di rimettere al centro il metodo d’analisi marxista, cioè la critica all’economia politica borghese, e all’interno di essa la centralità della caduta tendenziale del saggio di profitto è stato l’elemento trasversale e strategico, sulla base del quale poter innestare tutta un’altra serie di ragionamenti. Notevole la capacità di cogliere la multidimensionalità dell’attuale crisi capitalistica che è allo stesso crisi di profittabilità (cioè inceppamento del meccanismo di valorizzazione), crisi politica del quadro internazionale (cioè del modo in cui il plusvalore viene ripartito tra le le centrali imperialistiche), crisi ecologica (cioè d’evidente incompatibilità tra i cicli di riproduzione del capitale e cicli di riproduzione della biosfera).

Da qui le risposte di una classe dominante, all’eterna ricerca di un’uscita capitalistica alla crisi, ma in cui i tradizionali strumenti (i famosi meccanismi di controtendenza di Marx) stentano a incidere sulla dinamica generale, entrando loro stessi in crisi e approfondendo le contraddizioni. L’attacco generale al proletariato è il dato generale che poi chiaramente si diversifica e si declina nelle sue varie stratificazioni; ma dai Pigs, all’Europa Orientale, fino ad arrivare ai proletari tedeschi questa è la tendenza che si conferma.

Una dinamica che pone altrettanti nodi politici da dover affrontare da una posizione di classe: dal debito, al sempre più pesante dominio del capitale internazionale, dalla doverosa battaglia alle politiche anti – operaie del “proprio” governo, a come rendere pratica un’impostazione coerentemente internazionalistica.

La seconda relazione si è quindi voluta incentrare proprio sull’analisi di una parola d’ordine – uscire dall’Euro – che non affascina solo la destra sociale, ma che penetra sempre di più settori di lavoratori e realtà di classe. La denuncia del carattere antioperaio di tale rivendicazione, l’evidenziare gli interessi delle differenti frazioni di classe dominante su questo terreno, sono compiti di cui dovremo incaricarci sempre più nella riconquista di un’indipendenza, anche ideologica, rispetto i nostri aguzzini e sfruttatori, a partire da quelli di “casa nostra”.

Il dibattito che ne è seguito è stato prezioso nel riprendere e saper sviluppare alcuni punti affrontati negli interventi iniziali, sapendo ricondurli, sempre e comunque, alla pratica del lavoro politico e sindacale quotidiano; operazione che si riassume nel sapere misurare la nostra capacità d’analisi e d’individuazione delle dinamiche sul terreno della lotta di classe: nei posti di lavoro, nei territori, nei quartieri, ecc.

Un accenno particolare è stato riservato, da questo punto di vista, alla battaglia che si sta articolando alla Fincantieri, sia perché i compagni di Marghera, non da oggi, stanno portando avanti un ammirevole intervento politico/sindacale in quel contesto, sia perché il tentativo qui da Genova vuole proprio essere quello di mettersi in contatto e in collegamento con questa positiva esperienza. Il fatto che, alla fine dell’iniziativa, siano stati tanti i compagni e lavoratori che hanno voluto acquistare il numero della rivista è buon segno dell’interesse suscitato e della consapevolezza dello sforzo che la fase attuale impone a tutti noi nello studiare, propagandare, organizzare!

Info & contatti, anche per ricevere il n. 2 del Cuneo rosso: com.internazionalista@gmail.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...