Contro la violenza e l’ipocrisia dell’Europa, solidarietà agli emigranti dal Medio Oriente e dall’Africa!

Nelle ultime settimane migliaia di emigranti dal Medio Oriente e dall’Africa, con le loro proteste e marce in Ungheria, Serbia, Grecia, Macedonia, Spagna, Austria, all’imbocco dell’eurotunnel, hanno dato una grande prova di coraggio, di forza, di determinazione collettiva. Vogliono a tutti i costi una vita dignitosa, un futuro che nei loro paesi è negato dai nostri e dai loro governi.

Sfidando barriere, posti di blocco, polizie, e l’indifferenza e l’ostilità diffuse ad arte contro di loro, hanno messo a nudo la violenza e l’ipocrisia delle democrazie europee, che si riempiono la bocca dei diritti universali, e poi bastonano chi fugge dalle guerre e dalla povertà da loro provocate, marchiano la pelle di adulti e bambini, riempiono il Mediterraneo di cadaveri di emigranti.

Preoccupati da queste proteste, i governi europei hanno dovuto fare qualche piccola concessione, per salvare la faccia davanti al mondo intero. Ma la questione resta più che mai aperta.

“Fermate la guerra, e noi non veniamo in Europa”, ha detto un bambino siriano. Qui è il punto! Le imprese europee (a cominciare da quelle italiane), gli stati europei (a cominciare dallo stato italiano) prosperano sulle guerre seminate in Africa (Libia, Sudan, Eritrea…), in Medio Oriente (Iraq, Palestina…), in tutto il mondo arabo-islamico (Afghanistan), sulla rapina delle loro terre e delle loro ricchezze, sulla devastazione ambientale di quei paesi, sul super-sfruttamento dei lavoratori africani e medio-orientali. Questi processi producono a ciclo continuo milioni e milioni di emigranti, costretti a lasciare le loro terre – e vanno denunciati e aggrediti.

La rabbia e la forza dimostrate dai nostri fratelli di classe emigranti forzati ha svegliato un po’ di giovani e di lavoratori in molte città europee, portandoli a manifestare qualche forma di solidarietà a loro. Ma non possiamo limitarci a questo. Dobbiamo finalmente metterci in marcia anche noi, tutti insieme, lavoratori autoctoni e lavoratori immigrati, contro il fronte dei padroni e del governo Renzi, che ci vogliono divisi e contrapposti per nazionalità, “razza”, religione, per meglio spremerci sui luoghi di lavoro – secondo il noto “modello” neo-schiavista di Bono e della Fincantieri.

Dobbiamo tornare a chiedere l’abrogazione della Bossi-Fini, la chiusura dei CIE, a lottare contro ogni tipo di discriminazione degli immigrati, contro il loro super-sfruttamento nelle fabbriche e nelle campagne, a manifestare
contro le nuove aggressioni militari dell’Europa alle popolazioni della Siria, della Libia, dell’Ucraina …

Noi – la classe dei lavoratori di tutto il mondo, la classe che manda avanti il mondo – dobbiamo ritrovare nella lotta la via dell’unità, dell’organizzazione, la fiducia nella nostra straordinaria forza. Noi, soltanto noi!, possiamo mettere fine al dramma delle migrazioni forzate, travolgere frontiere, pregiudizi, polizie, padroni, governi e stati nelle mani dei padroni, e conquistare un mondo nuovo senza né sfruttamento né guerre, né discriminazioni né l’oppressione di una nazione sull’altra.

Marghera, 15 settembre 2015

Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri
comitatosostegno@gmail.com
Centro di iniziativa comunista internazionalista
com.internazionalista@gmail.com
Piazzale Radaelli, 3 – Marghera

Di seguito la convocazione del Si-Cobas alla manifestazione a Bologna sabato prossimo.

Ogni minuto si spendono nel mondo per scopi militari 4,9 miliardi di dollari al giorno con il solo scopo di accrescere i profitti e difendere i privilegi della classe dominante.

Ci uccidono per rapinare le materie prime presenti nei nostri Paesi. Ci uccidono perché cerchiamo un lavoro per sopravvivere attraversando mari e terre. Ci uccidono lentamente nei loro magazzini, fabbriche, per la loro sete di profitti. Ci uccidono perché hanno paura della nostra forza se ci organizziamo.

Noi non li lasceremo fare!

Noi, classe lavoratrice li affronteremo lottando contro il loro dominio basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Ci batteremo perché finisca questa barbarie, contro tutti i governi borghesi per una società d’uguali. Noi uniamo la nostra forza contro il nostro nemico borghese in ogni Paese del mondo. Noi sfileremo in manifestazione il giorno 19 settembre per chiamare alla lotta i proletari e le masse povere di ogni Paese.

SABATO 19 SETTEMBRE 2015 MANIFESTAZIONE A BOLOGNA ALLE ORE 15
Partenza da Piazza Dell’Unità

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