Fincantieri. Perché è importante che lo sciopero di domani riesca bene

strike

Lavoratori e lavoratrici della Fincantieri e degli appalti,

domani, per la prima volta da anni, è indetto uno sciopero in tutti gli stabilimenti di Fincantieri in Italia. Noi del Comitato lo abbiamo richiesto per mesi e mesi perché la ripresa della lotta con l’unità tra tutti i cantieri è il solo mezzo che abbiamo per fermare l’attacco del padrone e costringerlo ad accettare le nostre rivendicazioni.

Abbiamo fatto in passato e possiamo ripetere qui tutte le nostre critiche ai dirigenti della FIOM per come stanno conducendo questa vertenza e per avere preso con ritardo questa decisione. Sappiamo bene che tra gli operai più combattivi c’è un giustificato malumore anche nei loro confronti, e non solo verso i dirigenti di FIM e UIL asserviti in tutto e per tutto all’azienda.

Ma la piena riuscita dello sciopero di domani non riguarda la FIOM, riguarda tutti noi, il nostro salario (tagliato di 1.500-2.500 euro l’anno), i nostri diritti, le “flessibilità” che Bono&C. pretendono da noi, il nostro futuro.

In questi mesi di tregua, noi lavoratori ci siamo fermati, ma l’azienda è andata avanti come un carroarmato arrivando, nel cantiere di Palermo, all’estremo ricatto: “se volete lavorare, dovete rinunciare per sempre a scioperare”. E con la sua arroganza ha incitato i padroni e padroncini degli appalti – a Marghera e ovunque – a fare i loro porci comodi: due mesi in media di ritardo nel pagare i salari, per giornate di lavoro di dodici ore, spesso sette giorni su sette!

In questa azienda crescono solo i bonus dei dirigenti e il numero dei capi e dei controllori! E così si va sempre più verso un sistema di lavoro neo-schiavistico: meno dipendenti diretti Fincantieri, esternalizzazione degli scafi, brutale super-sfruttamento del lavoro degli immigrati.

Dobbiamo fermare questa tendenza prima che sia troppo tardi! E dobbiamo farlo insieme i dipendenti Fincantieri dei diversi stabilimenti e gli operai degli appalti.

Per questo è importante che lo sciopero di domani riesca bene. Il padrone sta facendo di tutto per farlo fallire: richiami individuali, intimidazioni, minacce. Ma non può fare promesse, perché non ha alcuna intenzione di fare concessioni sul salario. La ‘voce’ messa in giro dai dirigenti FIM e FIM: cediamo sulle flessibilità, così l’azienda ci restituisce il premio di produzione, è totalmente falsa.

Macché! Come Marchionne alla Fiat, Bono&C. vogliono tutto: tagliare il salario, aumentare l’orario, azzerare il diritto all’organizzazione operaia in fabbrica (perché hanno smontato il palco in mensa?), abbassare il costo del lavoro negli appalti, controllarci con i chip nelle scarpe …

FERMIAMOLI, RICACCIAMOLI INDIETRO RIPRENDENDO CON FORZA LA LOTTA!

1 ottobre 2015
COMITATO DI SOSTEGNO AI LAVORATORI FINCANTIERI
Piazzale Radaelli, 3 – Marghera
comitatosostegno@gmail.com

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