Ilva Genova. Solidarieta’ alla lotta degli operai! Ma la battaglia vera inizia adesso!

IlvaGe

Qui di seguito trovate la bella presa di posizione del SI-Cobas sui tre giorni di lotta degli operai Ilva a Genova [fonte immagine http://www.quotidiano.net/ilva-poliziotta-genova-1.1679238]

I tre giorni di mobilitazione dei lavoratori dell’ILVA di Genova – a fronte dell’arrogante atteggiamento del Governo Renzi sulla vertenza in atto – sono il termometro reale della determinazione di questi lavoratori, scesi generosamente in lotta contro l’ennesima operazione che, con l’apertura del bando d’acquisto del gruppo, prepara sottobanco le condizioni per tagli salariali, esuberi e ristrutturazione degli impianti.

Tre giorni di battaglia operaia, aperta e generosa, che non possiamo che salutare calorosamente e con cui solidarizziamo! Tre giorni di battaglia dove gli operai- a fronte del muro innalzato dal Governo, a fronte degli opportunisti inviti alla calma da parte delle istituzioni locali, a fronte delle provocazioni della Questura e delle forze dell’ordine nell’ultima giornata di sciopero – hanno saputo reagire, rispondendo con fermezza e spingendo perché venissero chiamati alla lotta gli operai di altre fabbriche.

Ma i tre giorni di battaglia ci raccontano qualcosa di più. Ci raccontano dell’esemplificarsi della chiusura di un’intera stagione politico–sindacale, dove ancora tatticismi, mediazioni e politica concertativa potevano trovare spazio. Oggi, qui come in tante altre vertenze, il dato è l’acquirsi dello scontro, dove le controparti (padroni e/o Stato) spingono come non mai, non volendo concedere nulla, non arretrando di un millimetro, utilizzando fino all’osso il rapporto di forza nudo e crudo a loro disposizione.

Il fatto che dopo tre giorni consecutivi di mobilitazione, il risultato “strappato” sia la presenza al futuro tavolo delle trattative di un sottosegretario del Governo, al netto dei tatticismi e dei limiti delle dirigenze sindacali, da’ comunque il senso della durezza dello scontro in atto e in cui la partita, al di là del rispetto di passati accordi e intese, é la futura ristrutturazione dell’intero settore siderurgico.

La battaglia comincia, dunque, adesso! E da subito vanno, quindi, raccolte e concentrate forze ed energie, individuati obiettivi e posizioni su cui poter attestarsi nella difesa, costruiti rapporti per allargare la lotta e la battaglia ad altri lavoratori! Ma questo significa, innanzitutto, rompere in maniera permanente l’isolamento aziendale, coinvolgere per davvero (e non solo a parole!) nella mobilitazione gli altri stabilimenti, ma soprattutto, essere in grado di saldare la combattività operaia messa in campo, a una tattica sindacale che non abbia come unico orizzonte la conquista del tavolo (tecnico o politico che sia), ma in grado di dare prospettiva generale di lotta, attestandosi su un terreno di classe!

Anche perché i padroni non stanno a guardare. E se all’orizzonte già si scorgono le nubi della probabile ristrutturazione, scaricata (naturalmente) sulle spalle dei lavoratori, già oggi subiamo un pesantissimo attacco sul rinnovo del CCNL di settore! Una vera e propria “contropiattaforma” presentata dal padronato che trova i propri capisaldi nel completo svuotamento del contratto collettivo, nel prolungato rimando degli aumenti salariali e nell’estensione della flessibilità su orari e straordinari. Una dichiarazione di guerra che non ammette prigionieri, né tanto meno mediazioni. Federmeccanica, in questo, é stata chiarissima: o si chiude il rinnovo a queste condizioni o non c’é rinnovo. Ricatto talmente netto che pure Fim e Uilm paiono essere in difficoltà ad apporre la firma.

Di fronte a questo treno che, a tutta velocità, ci stà venendo addosso pensare per l’ennesima volta di potersi rinchiudere nel prosprio settore, nella propria categoria o nella propria azienda, impegnandosi in una lotta, magari anche radicale, ma votata all’autoconservazione, è una strada senza sbocchi.

Il tentativo di costruzione di un coordinamento di lotta dei lavoratori metalmeccanici, portato avanti in questi mesi, vuole proprio guardare a una prospettiva altra, in grado di costruire solidarietà e complicità operaia al di là degli steccati aziendali e di sigla sindacale, individuando il comun denominatore nell’impostazione di una battaglia sindacale e politica di prospettiva, a partire dalla  lotta sul rinnovo del CCNL e dall’elaborazione e discussione di una piattaforma di lotta alternativa a quella che è la proposta padronale.

Il nostro saluto e la nostra solidarietà ai compagni dell’Ilva si colloca proprio in questa prospettiva, lavorando per la condivisione di comuni percorsi lotta ricompositivi, alternativi al grigiore, alla rassegnazione e all’immobilismo cui, negli anni, ci ha abituato – e a volte ingabbiato – certo sindacalismo burocratizzato!

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