Per un primo maggio proletario e internazionalista

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Comunicato Si-Cobas per il 1 maggio, Milano
Concentramento h. 15.00, piazzale Loreto

Il Primo Maggio da più di un secolo è la giornata di lotta dei lavoratori di tutto il mondo per la riduzione dell’orario di lavoro, la difesa del salario e delle condizioni di lavoro, nella prospettiva di un mondo migliore, senza padroni e senza guerre, con l’abolizione della schiavitù del lavoro salariato.

Questa lotta è più attuale che mai oggi che il padronato, appoggiato dai governi, in tutto il mondo porta avanti una doppia guerra: all’interno contro i lavoratori e tutti i proletari, per riprendersi le loro conquiste del passato, e accrescere lo sfruttamento, all’esterno per imporre il proprio dominio sui proletari di altri paesi – vedi il Jobs Act e gli attacchi alla contrattazione nazionale da una parte, e dall’altra le spedizioni in Iraq e in Libia, dopo quelle in Libano e Afghanistan, ma anche gli infami accordi imperialisti tra UE e Turchia per respingere nella galera dei campi o dei paesi di provenienza gli immigrati che cercano una vita migliore, accordi che Renzi vuole replicare con la Libia.

Gran parte dei lavoratori subiscono senza difese questa offensiva padronale, perché privi di organizzazione o diretti dalle confederazioni sindacali ufficiali, divenute appendici dello Stato borghese e succubi agli interessi padronali.

Per affermare un sindacalismo di classe, che unifichi i lavoratori di ogni settore e categoria, di ogni paese e lingua di provenienza, nella lotta comune contro lo sfruttamento la guerra.

Onorare con la lotta, (vera e viva) questo primo maggio 2016 – la memoria dei proletari uccisi a Chicago dalla violenza borghese nel 1886, mentre rivendicavano la riduzione d’orario per lavorare meno e vivere meglio: è questa la migliore risposta che possiamo dare ai governi borghesi di tutto il mondo. Questa risposta, soprattutto, mette in evidenza che quei proletari non sono morti invano, e che la loro esperienza di lotta e sacrificio viene riproposta e continua con noi fino a quando non avremo eliminato le cause dello sfruttamento con l’abbattimento degli stati borghesi.

Questo lo potrà fare solo la classe operaia unita e organizzata sul piano politico e sindacale contro tutte le tendenze riformiste che ne annacquano obbiettivi e lotta.

Guerra alla guerra è il grido che rappresenta la volontà di rispondere alle politiche borghesi in una prospettiva classista per una società senza classi.

IL PROLETARIATO NON HA NAZIONE, INTERNAZIONALISMO, RIVOLUZIONE!

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