Francia. [art.] 49-3? Ma noi siamo milioni!

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DI UNIONE SINDACALE SOLIDALE [version originelle FR]

Milioni di manifestanti e numerose giornate di scioperi inter-categoriali: è da più di due mesi che il progetto di legge “Lavoro” viene respinto in massa.

Allo scopo di vincere ci si sta confrontando sull’organizzazione di un movimento nazionale di lotte ad oltranza. Il dibattito vede impegnati numerosi attivisti e attiviste sindacali nelle aziende e nei territori, appartenenti a Confédération générale du travail, Force Ouvrière, Solidaires, Fédération Syndicale Unitaire, Confédération Nationale des Travailleurs – Solidarité ouvrière, CNT, LAB [Langile abertzaleen batzordeak – Pais Basco], e anche qualcuno della Confédération française démocratique du travail o della Union nationale des syndicats autonomes. Contribuiscono anche i giovani impegnati nell’UNEF, UNL o nella FIDL. Anche il Coordinamento nazionale studentesco, Solidaires studentesse/studenti, nonché i sindacati CGT e SUD Lycéens, difendono questa posizione di lotta. Si iscrivono in questa dinamica anche i collettivi di lavoratori precari dello spettacolo. I sindacalisti firmatari dell’appello On bloque tout! / Blocchiamo tutto! vi contribuiscono fin da marzo. La questione della lotta ad oltranza ha infine attraversato le numerose mobilitazioni Nuit debout in centinaia di città.

Temendo di non ottenere la maggioranza dei voti sul progetto legge “Lavoro”, il governo si avvale di una delle armi fornitegli dalla Costituzione con l’articolo 49-3: perché il progetto di legge non passi i parlamentari dovrebbero votare una mozione di censura, dovrebbero in pratica far cadere il governo. Dunque sono sempre i parlamentari a decidere, ma senza una discussione di fondo sul progetto di legge, senza emendamenti e modificando l’oggetto della votazione stessa. Il governo strumentalizza l’istituzione repubblicana; sa che così ce la può fare: lo scorso novembre, infatti, solo 6 parlamentari su 906 hanno votato contro lo Stato di emergenza.

Che sia approvata o no dal Parlamento, noi rifiutiamo il regresso sociale causato dalla legge Lavoro:

  • Messa in discussione della “gerarchia delle norme” nella contrattazione collettiva.
    Un contratto collettivo non può, allo stato attuale, contenere disposizioni che pongano lavoratori e lavoratrici salariati in una condizione peggiore rispetto a quanto previsto dal quadro normativo generale. A sua volta, un contratto aziendale non può imporre disposizioni peggiori di quelle previste dal contratto nazionale per un dato settore. Questa “gerarchia delle norme” è da decenni oggetto degli attacchi padronali ed è stata di recente depotenziata da altre leggi. Il progetto legge “Lavoro” la attacca in modo frontale e definitivo.
  • Il padronato potrà licenziare ancora più facilmente
  • Soppressione delle 35 ore di lavoro settimanale, allungamento del tempo di lavoro, straordinari pagati di meno, conseguente perdurare della disoccupazione per un gran numero di lavoratrici e lavoratori, con tutto quel che ciò comporta: povertà, precarietà ed esclusione sociale per i disoccupati, e riscattabilità’ degli occupati, minacciati con la perdita del posto e sul livello del salario.
  • Attacchi alla medicina del lavoro, e in particolare riduzione degli obblighi della parte padronale rispetto alle visite mediche.

La settimana prossima sarà decisiva!
L’organizzazione intersindacale nazionale (CGT, FO, Solidaires, FSU e delle organizzazioni giovanili) chiama a “due nuove giornate di scioperi e manifestazioni, martedì 17 e giovedì 19 maggio”. Per queste stesse giornate sono in preparazione degli scioperi ad oltranza nei settori delle ferrovie, autostrade, nella chimica, nell’edilizia, nell’energia, negli aeroporti di Parigi ecc. In numerosi dipartimenti degli appelli inter-categoriali allo sciopero insistono sulla necessità di uno sciopero generale.

9 marzo, 12 marzo, 17 marzo, 24 marzo, 31 marzo, 9 aprile, 12 aprile, 14 aprile, 20 aprile, 28 aprile, 12 maggio, 17 maggio, 19 maggio … Ora bisogna organizzare uno sciopero ad oltranza!

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