Sgomberi a Bologna e Roma: un agosto di guerra antiproletaria

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Si-Cobas nazionale

L’escalation di sgomberi che nel pieno della calura agostana ha colpito spazi sociali e occupazioni a scopo abitativo è la riprova del carattere reazionario  del pacchetto- sicurezza di Minniti e del clima di caccia alle streghe che il governo a guida Pd sta scatenando contro l’intero movimento proletario. 8 agosto: sgomberati a Bologna i centri sociali Crash e Labas con un azione repentina della Questura; 10 agosto: sgombero dell’occupazione dei movimenti per il diritto all’abitare a Cinecittà con tanto di caccia all’uomo e manganellate fin dentro la chiesa SS Apostoli; 19 e 24 agosto: doppio blitz della Questura di Roma contro la comunità di rifugiati e dei richiedenti asilo di Piazza Indipendenza, prima con lo sgombero dell’occupazione senza scrupolo alcuno per le decine di bambini li’ presenti, poi con l’infame aggressione al presidio degli occupanti, che presidiavano la piazza in segno di protesta e per richiedere risposte immediate alla loro condizione di senzatetto.

Gli abitanti delle occupazioni sono in prevalenza operai che si svegliano alle 5 di mattina e trascorrono in un magazzino, in un supermercato o in un bar l’intera notte per creare la ricchezza che permette il consumo a domicilio del “popolo italiano” e genera profitti enormi.

Per noi del SI Cobas la solidarietà con queste lotte colpite dalla repressione è un fatto più che scontato: con queste esperienze ci lega un lungo percorso di condivisione di mille battaglie dentro e fuori i luoghi di lavoro. Il Laboratorio Crash di Bologna è da sempre una componente centrale del movimento di sostegno alle lotte dei lavoratori della logistica nell’area emiliana; le occupazioni sgomberate a Roma sono in gran parte composte da facchini immigrati, militanti del SI Cobas in numerosi magazzini.

Dunque, più di lotte “altre” a cui dare solidarietà, consideriamo questi sgomberi come un attacco diretto a tutti gli effetti anche nei nostri confronti.

Alla faccia delle falsificazioni e della propaganda xenofoba che oramai unisce in un sol coro la destra salviniana, i partiti di governo e l’oramai palese e smascherato populismo reazionario dei 5 stelle, gli abitanti delle occupazioni sono in prevalenza operai che si svegliano alle 5 di mattina o addirittura trascorrono in un magazzino, in un supermercato o in un bar l’intera notte per creare e far circolare quella ricchezza che permette il consumo a domicilio del “popolo italiano” e genera profitti enormi alla classe dominante … Altro che 35 euro gratis al giorno come nella propaganda razzista; altro che retorica pietistico-assistenziale come quella propinata ipocritamente dal PD e da una certa “sinistra” che lucra sulla pelle degli immigrati col business dei centri di prima accoglienza. Di fronte alle narrazioni tossiche dei media asserviti occorre ristabilire la realtà qual’essa e’, nuda e cruda: quel che in queste settimane il governo e le questure stanno scatenando contro le occupazioni non e’ altro che lotta di classe. Da un lato i padroni, gli speculatori finanziari e immobiliari e il loro stato armato fino ai denti; dall’altro chi è costretto a lottare ogni giorno per la propria sopravvivenza, sfruttato e ricattato sia dentro che fuori il luogo di lavoro.

Il diritto a un tetto e a un salario dignitoso non passano attraverso le leggi e le mediazioni istituzionali, ma attraverso l’unica legge funzionante nel sistema capitalistico: i rapporti di forza.

Le lotte di questi anni, in primis proprio quelle nella logistica e per il diritto all’abitate, dimostrano che con l’unita’, la determinazione e la solidarietà di classe non solo e’ possibile resistere agli attacchi padronali e alla feroce repressione dello stato borghese, ma anche contrattaccare e vincere importanti battaglie sul terreno dei diritti e del miglioramento delle condizioni di vita.

Questi sgomberi non possono restare e non resteranno impuniti. I proletari sotto attacco sono ormai consapevoli che il diritto a un tetto e a un salario dignitoso non passano attraverso le leggi, le delibere e le mediazioni istituzionali, bensì attraverso l’unica legge funzionante nel sistema capitalistico: quella dei rapporti di forza che impongono i propri obiettivi.

Come SI Cobas daremo come sempre il nostro contributo per la difesa e l’allargamento delle lotte, per il diritto all’abitare e degli spazi autogestiti. I prossimi appuntamenti autunnali, dalle iniziative contro il G7 a Torino di fine settembre allo sciopero generale del sindacalismo di base del 27 ottobre, saranno degli importanti banchi di prova per testare la compattezza del movimento di classe e rilanciare una nuova stagione di lotte contro un sistema capitalistico che a parte la repressione e il manganello, ha poco o nulla da offrire agli sfruttati.

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