Piena solidarietà ai lavoratori SDA di Carpiano e ai compagni del SI-Cobas. Contro Poste italiane, governo, multinazionali e provocatori

La sera del 25 settembre i lavoratori in sciopero della SDA di Carpiano, organizzati nel SI-Cobas, sono stati vittime di un’aggressione che non può lasciare indifferente nessun lavoratore e nessun compagno.

Lo avevano minacciato da giorni – le prove portate dal Si-Cobas sono inconfutabili – e il 25 sera un folto gruppo di individui (padronici e crumiri) venuti da tutta Italia ha attaccato con spranghe e coltelli il presidio dei lavoratori in lotta, immigrati e italiani. Due lavoratori sono stati feriti. Questa è una vile aggressione di stampo mafioso, ed è soprattutto un’aggressione filo-padronale.

L’obiettivo – fallito – era ed è chiaro. Sono SDA e Poste italiane a perseguirlo e quindi, visto che SDA è semi-pubblica, sono anche il governo e lo Stato italiano. Vogliono spezzare la lotta dei lavoratori SDA, che da giorni gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote con picchetti partecipati e assemblee fuori dai magazzini a Milano, a Bologna, a Roma – sostenuti dalla solidarietà di molti militanti. I padroni vorrebbero imporre di nuovo, col metodo del cambio di appalto, l’inferno di sfruttamento e precarietà estremi basato sul sistema di appalti e sub-appalti che esisteva nella SDA di Carpiano ed ovunque prima del ciclo di lotte dei lavoratori della logistica – lotte che hanno visto in prima fila, con battaglie sindacali esemplari, il SI-Cobas. Vogliono cancellare le garanzie contro i licenziamenti in questi hub, dove grazie alle lotte il Jobs Act è stato escluso. Vogliono azzerare i progressi ottenuti dai lavoratori in termini di salari, sicurezza sul lavoro e certezza degli orari; tentano di calpestare la dignità che facchini e driver si sono conquistati.

SDA e Poste italiane hanno deciso di radicalizzare lo scontro, imponendo la serrata e confezionando a Bologna una vera lista di proscrizione per colpire i lavoratori appartenenti al SI-Cobas. Pochi mesi fa il gruppo Levoni e la procura di Modena avevano cercato di zittire il coordinatore nazionale del SI-Cobas Aldo Milani con un’inchiesta che è soltanto una squallida montatura. E l’altro ieri a Carpiano si è passati all’aggressione fisica, pianificata; accompagnata dall’aggressione verbale dei parlamentari PD e della Filt- CGIL nazionale, che chiedono alla polizia di risolvere con la forza il conflitto sindacale. Stanno cercando in ogni modo di sradicare il SI-Cobas dai magazzini SDA. Lo fanno probabilmente su commissione: per rendere appetibile ad Amazon l’acquisto di SDA, perché Amazon, si sa, non vuole i sindacati nei suoi magazzini, figurarsi un sindacato militante e coerente nella organizzazione e difesa dei lavoratori.

Che dietro ci sia Amazon o meno, la vicenda SDA ha il significato d’uno scontro politico generale, al quale non si sfugge. O si sta coi lavoratori in lotta, o si è contro di loro. Si è contro di loro se si boicottano gli scioperi, ma si è contro i lavoratori in lotta anche con il semplice silenzio. Hanno subito dichiarato la loro solidarietà ai lavoratori del SI-Cobas aggrediti la CUB, l’SGB, l’AdL e diversi settori della CGIL-Il sindacato è un’altra cosa. Di più, l’USB della FCA di Melfi ha preso la decisione importante di indire oggi uno sciopero di solidarietà. Dobbiamo però denunciare con ancora più forza il significato politico dell’aggressione di Carpiano e della condotta che sta tenendo l’SDA, che non riguarda solo la logistica, ne’ solo il Si-Cobas.

Non è un caso che quest’aggressione venga all’indomani della grande assemblea di Milano di sabato 23 settembre (a cui abbiamo partecipato), che aveva all’ordine del giorno lo sciopero unitario del sindacalismo “di base” e di classe del prossimo 27 ottobre, che era nelle aspettative di tanti lavoratori e lavoratrici anche della CGIL. Rispetto a quest’obiettivo il SI-Cobas ha svolto, e svolgerà, un ruolo trainante, spingendo la discussione sullo sciopero sul piano dei contenuti, dell’impostazione anti-capitalistica cioè, facendo il possibile per disincagliarla dalle contrapposizioni furbe o formalistiche.

È un fatto: in tempi di bassa conflittualità e anche, al fondo, di sfiducia nella lotta, la stagione di lotte aperta dai lavoratori della logistica organizzati nel SI-Cobas ha dimostrato invece che la lotta paga, incoraggiando tanti lavoratori precari e “garantiti”, giovani e meno giovani, delle più varie appartenenze sindacali. Per questa ragione è nel mirino di governo e padronato, che sembrano decisi a cancellare l'”anomalia”, prima che si diffonda il contagio.

Per questa ragione dobbiamo unire le forze al di là delle appartenenze sindacali e delle logiche di bottega dei vari organismi. Dobbiamo prendere parte attiva in questo scontro, sentirlo fino in fondo nostro, di tutta la classe lavoratrice. Dobbiamo fare in modo che chi ha lanciato l’attacco sia sconfitto. È già successo con la stessa SDA e con Granarolo, ed è quindi possibile. Facciamo in modo che diventi reale.

Marghera, 27 settembre 2017
Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri
comitatosostegno@gmail.com

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