Al fianco delle masse palestinesi in lotta. Contro i nuovi piani di guerra di Israele, Usa e Unione Europea!

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La decisione dell’amministrazione Trump di riconoscere Gerusalemme come la capitale dello Stato di Israele è una nuova, frontale aggressione ai palestinesi, che apre un altro cammino di sangue in Palestina e nel Medio Oriente.

Gerusalemme capitale non è solo un ulteriore passo in avanti del disegno sionista. Nelle intenzioni di Trump e di Netanyahu questa dovrebbe essere l’umiliazione definitiva, la cancellazione definitiva dell’aspirazione dei palestinesi ad avere un proprio stato in Palestina. Nessuna aspirazione, nessuna rivendicazione, nessuna forma di resistenza deve essere concessa al popolo palestinese. L’unica alternativa al suo martirio deve essere la rinuncia e l’abbandono del suo territorio nazionale, a Gerusalemme, in Cisgiordania, a Gaza.

Ma l’immediato scoppio delle proteste di massa nell’intero territorio di Palestina prova, ancora una volta, la straordinaria forza di resistenza delle masse palestinesi. Nonostante le infinite vessazioni subite, nonostante l’isolamento in cui li hanno lasciati i regimi arabi, a trenta anni dalla prima grande Intifada i lavoratori, i giovani, le donne palestinesi sono di nuovo nelle strade e nelle piazze della loro terra occupata dallo stato colonialista di Israele. E con la loro lotta chiedono la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo.

Come sempre, infatti, la Palestina è il mondo. Per l’imperialismo statunitense e occidentale colpire i palestinesi significa colpire la volontà di resistenza di tutte le genti del mondo arabo. Nell’area medio-orientale si avvicinano infatti nuove guerre. E queste guerre servono a contrastare l’asse nascente tra Russia-Siria-Iran, ma soprattutto a schiacciare le lotte e le aspirazioni delle masse sfruttate di tutta l’area che tanto filo da torcere hanno dato e continuano a dare ai potenti della terra. Attraverso i loro fidi complici israeliani e sauditi, gli Stati Uniti soffiano sul fuoco e promettono nuovi uragani di morte e distruzione.

Ma non si tratta solo di Trump, di Netanyahu, dei monarchi del Golfo. La responsabilità di questa situazione è di tutti i governi e gli stati che hanno contribuito a soffocare la lotta e l’esistenza stessa del popolo palestinese. Tra questi, in prima fila l’Unione europea e l’Italia, sempre e comunque dalla parte di Israele, sempre al fianco dei regimi che hanno schiacciato le lotte proletarie e popolari del 2011-2012, in Egitto, in Tunisia, in Siria, e che alimentano ora la guerra nello Yemen…

L’Italia, che è legata da cento accordi economici e militari con lo stato di Israele; che si è rifiutata di riconoscere la Palestina; che ha votato contro la risoluzione dell’Unesco; che farà partire il prossimo giro d’Italia proprio da Gerusalemme, assecondando i mega-progetti turistici e immobiliari che sono l’altra faccia di una nuova ondata di espropriazioni e di espulsioni di palestinesi da Gerusalemme Est. L’Italia che è in prima fila nella guerra agli emigranti dall’Africa e dal Medio Oriente…

Ecco perché manifestiamo oggi insieme, lavoratori e giovani immigrati e italiani, la nostra piena, incondizionata solidarietà ai palestinesi in lotta, in appoggio alla loro lotta di liberazione dallo stato di Israele, e denunciamo i nuovi piani di guerra di Israele, Stati Uniti e Unione europea.

Viva la resistenza palestinese!
Viva la lotta delle classi lavoratrici arabe e mediorientali contro l’imperialismo occidentale e i loro sfruttatori!
Viva l’internazionalismo proletario!

Marghera, 8 dicembre 2017
Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
comitatopermanente@gmail.com

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