Elezione di Bolsonaro: costruire la più ampia unità di azione in difesa dei diritti e delle libertà democratiche (Conlutas)

Pubblichiamo qui un appello del sindacato Conlutas alla lotta contro il nascente governo Bolsonaro, che riprendiamo dal sito www.alencontre.org – un sito in lingua francese che contiene sulla situazione economica, sociale e politica del Brasile una ricca documentazione con testi di analisi molto interessanti di Ch.-A. Udry, V. Arcary, J.E. Diniz Alves, R. Zibecchi ed altri ancora.

Ci può essere, e c’è, da parte nostra una riserva, un dissenso sul fatto che nell’appello di Conlutas si mettano assieme il destino della classe operaia e quello del paese-Brasile, mentre non stanno insieme. Ma è sacrosanto l’invito di Conlutas alla lotta per la difesa dei diritti e delle libertà democratiche dei lavoratori contro un nuovo governo che si appresta a radicalizzare le politiche anti-operaie già messe in atto dal governo Temer e annuncia una fascistizzazione dell’ordine pubblico che si abbatterà innanzitutto contro gli sfruttati, e questo invito va perciò diffuso e appoggiato. Bolsonaro, fautore di politiche ultra-liberiste, ha già dichiarato che il MST (il movimento dei contadini e braccianti senza terra) e il MTST (il movimento dei senza tetto) saranno trattati alla stregua di “movimenti terroristici”. Più che naturale, quindi, l’esultanza di Trump, Netanyahu (subito gratificato con la decisione di spostare l’ambasciata brasiliana in Israele a Gerusalemme) e Salvini per la sua elezione…

E’ evidente che gli avvenimenti brasiliani degli ultimi anni, l’evoluzione sempre più catastrofica della situazione in Venezuela e in Nicaragua, l’avvento di Macri in Argentina, etc. impongono un serio bilancio del “ciclo progressista” in America del Sud e del cosiddetto “socialismo del XXI secolo”, fatto dal punto di vista della classe lavoratrice – impossibile aspettarselo dai nostrani “popul-sovranisti”.

***

Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro (PSL) è stato eletto presidente del Brasile domenica (28), dopo una campagna caratterizzata da una profonda polarizzazione sociale nel paese.

Bolsonaro sale al potere con 57.797.456 voti (il 55,13% dei voti validi), contro i 47.440.829 voti del PT Fernando Haddad (44,87% dei voti validi). Le schede bianche, le nulle e le astensioni hanno raggiunto la cifra record di oltre 42 milioni di elettori.

Le elezioni, con molte contraddizioni, hanno dimostrato la grande insoddisfazione della classe operaia e della maggioranza della popolazione nei confronti  dei politici e dei loro partiti. Ma la mancanza di una prospettiva di fronte alla crisi economica, e la disillusione nei confronti dei governi PT (Partito dei lavoratori, il partito di Lula e D. Rousseff – n.) e il loro adattamento alla logica del sistema marcio, inclusa la corruzione, hanno rafforzato un’opzione di estrema destra.

Tuttavia, la lotta contro l’elezione di Bolsonaro ha mobilitato ampi settori di lavoratori, studenti, settori oppressi e democratici della società civile, dal momento che il suo programma di governo rappresenta ciò che è più dannoso per la classe operaia e il paese: gli attacchi alle libertà democratiche e ai diritti; una politica economica ultraliberista e la cessione della ricchezza e della nostra sovranità con le privatizzazioni di tutte le compagnie statali; la mancanza di rispetto per i diritti umani e le prese di posizione contro i settori più oppressi della società.

I discorsi del nuovo presidente e della sua squadra, poco dopo il risultato delle elezioni, riaffermano le posizioni e le misure che il nuovo governo intende mettere in pratica, che rappresentano minacce ai lavoratori, come la realizzazione di una riforma delle pensioni  già all’entrata in carica del prossimo governo.

In una nota per il secondo turno delle elezioni, il Segretariato esecutivo nazionale di CSP-Conlutas ha espresso la posizione secondo cui era necessario sconfiggere Bolsonaro nelle urne e nelle strade. Indipendentemente dal governo che è stato eletto, CSP-Conlutas si è già posto come un’opposizione e ha chiesto di intensificare la resistenza, l’organizzazione e la lotta contro chiunque attacchi i lavoratori.

Riaffermiamo la nostra posizione. Ribadiamo la consapevolezza che la nostra principale arena per sconfiggere i progetti dittatoriali e gli attacchi ai diritti delle persone è la lotta diretta, basata sull’indipendenza di classe e sulla democrazia dei lavoratori.

Il risultato elettorale polarizzato mostra che Bolsonaro non ha ricevuto  “carta bianca” dalla stragrande maggioranza dei brasiliani.

È per questo che chiediamo ai lavoratori e ai poveri, a prescindere dal candidato che hanno votato, di assicurare l’unità della nostra classe e prepararci a combattere, perché nessun lavoratore vuole la fine del sistema pensionistico, come pensano di fare Bolsonaro e i suoi, o peggiorare la crisi sociale del paese.

Facciamo anche un immediato appello alle Centrali sindacali e alle organizzazioni del movimento per costruire la più ampia unità di azione contro gli attacchi ai nostri diritti e in difesa delle libertà democratiche.

La lotta è appena iniziata. È tempo di resistenza, organizzazione e lotta!

Segretariato Esecutivo nazionale di CSP-Conlutas

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...