Aldo Milani assolto: gli unici estorsori sono i padroni

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Finalmente una buona notizia: Aldo Milani, coordinatore nazionale del SI Cobas, è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Riportiamo qui di seguito il comunicato del Si-Cobas e del centro sociale Vittoria; e qui potete trovare un’intervista rilasciata da Aldo dopo l’assoluzione.

La sentenza non era per nulla scontata, nonostante l’intero impianto accusatorio fosse ridicolo. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che un anno fa un’insegnante è stata licenziata per aver espresso il proprio dissenso e la propria rabbia durante una carica della polizia, e che un’altra, in questi giorni, rischia la stessa sorte per aver paragonato il pacchetto sicurezza di Salvini alle leggi razziali.

Lo spazio per il dissenso e per l’opposizione attiva alle politiche governative e statali si sta sempre più restringendo ed il processo ad Aldo Milani era un chiaro messaggio politico, di cui si e’ incaricata direttamente uno degli strumenti statali della repressione, la magistratura: e’ per noi intollerabile, questo il messaggio, il significato e la forza di classe delle lotte e delle rivendicazioni del SI Cobas.

Rispetto all’esito del processo a Milani, è stato estremamente importante, l’attivarsi, in Italia e dall’estero, di giuristi, avvocati, docenti, organismi sindacali e compagni, che hanno risposto all’appello pubblico per l’assoluzione; ma decisive sono state anzitutto le migliaia di lavoratori del SI Cobas, immigrati ed autoctoni, che, insieme a singoli ed associazioni solidali, a più riprese hanno manifestato con determinazione per difendere non solo la totale estraneità di Milani all’accusa di estorsione, ma il sindacato tutto, e le sue lotte; perche’ questa era la posta in gioco.

Ad un attacco politico si risponde con la piazza, e per ora si registra una grande vittoria grazie alla mobilitazione di classe. Certo, e lo stiamo vedendo a pochi giorni dall’assoluzione di Aldo, il capitale e lo stato che lo difende con ogni mezzo, non hanno certo intenzione di battere in ritirata quanto alle misure repressive. Pensiamo per esempio alle cariche ordinate a Firenze contro i manifestanti che, con slogan anti-razzisti, hanno rovinato la festa, ossia il comizio elettorale, a Salvini. Tuttavia la mobilitazione in favore di Milani, come del resto le battaglie condotte in prima persona dai lavoratori Si-Cobas e le risposte, sia pure più delimitate, che altri episodi di repressione statale e padronale stanno ricevendo, mostrano che si e’ creato un patrimonio di esperienza militante: mostrano che e’ via via migliorata la capacita’, e cresciuta la volonta’, di rispondere colpo su colpo e dare battaglia. E questo ci dice che dobbiamo organizzarci per allargare il raggio della solidarietà, della partecipazione e dell’azione politica.

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Assolto per non aver commesso il fatto: così si sono espressi stamani i giudici del Tribunale di Modena sull’accusa di estorsione ad Aldo Milani scaturita dalla vertenza Levoni-Alcar Uno.

Come affermavamo in tutte le sedi, l’intera vicenda era solo un’enorme castello di carta, utile solo a demonizzare chi come il SI Cobas ha osato scoperchiare il “sistema-Modena” e svelare come dietro un’apparenza virtuosa e produttiva si nascondesse un’immensa cloaca fatta di sfruttamento, ricatti, truffe, evasione fiscale, infiltrazioni criminali e soprattutto collusioni tra i padroni e i piani alti degli apparati istituzionali e statali.

Il teorema accusatorio della Questura di Modena contro Aldo Milani è stato costruito in maniera talmente goffa da non risultare minimamente credibile ai giudici.

La sentenza di oggi, nel mettere una pietra tombale sulle infamanti accuse a carico del nostro coordinatore nazionale, rappresenta una forte battuta d’arresto per le strategie repressive di questo governo, per il fronte padronale e i suoi sindacati asserviti, i quali hanno più volte calunniato e diffamato il SI Cobas nel (vano) tentativo di fermarne l’avanzata. Sappiamo che queste strategie non finiranno con la sentenza di oggi, ma anzi tenderanno ad intensificarsi di pari passo con l’intensificarsi del conflitto e delle lotte contro lo sfruttamento.

L’esito del Teorema-Levoni è però la prova indelebile (l’ennesima) che con l’unità, la coerenza e la determinazione è possibile sconfiggere i padroni e tutti i loro servi, sia nei luoghi di lavoro che nelle aule di Tribunale.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che in questi mesi si sono battuti per far luce e verità su questa vicenda, su tutti ovviamente le migliaia di lavoratori del SI Cobas che non hanno mai abboccato alla propaganda del nemico di classe e dei suoi reggicoda. In secondo luogo, ma non meno importante, alle migliaia e migliaia di solidali, sindacalisti, giuristi, compagni, movimenti e singoli proletari che in questi 2 anni, e da ogni parte del mondo, hanno sostenuto la campagna per l’innocenza di Aldo, culminata con le migliaia di adesioni all’appello pubblico per la sua assoluzione e contro la criminalizzazione degli scioperi.

Gli unici estorsori sono i padroni. 
Solo la lotta paga!
Toccano uno: toccano tutti!

SI Cobas nazionale

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Repressione di Stato: unità proletaria e lotta di classe uniche armi per rispondere a provocazioni e attacchi

14 maggio 2019

Lunedì 13 maggio il tribunale di Modena ha definitivamente assolto Aldo e affossato il teorema accusatorio e la provocazione orchestrata dagli organi  repressivi al servizio dell’odio di classe.

Non abbiamo certo fiducia nella magistratura e nella sua presupposta indipendenza, ma questa sentenza ha oggettivamente evidenziato che chi impone le regole del comando classista voleva solo sbarazzarsi di un compagno e di un sindacato, il Sicobas, che ne ha messo in discussione le fondamenta.

Le fondamenta dell’egemonia di un potere economico e politico Modenese che ha nel suo dna capitalista il disprezzo per la vita dei lavoratori e delle lavoratrici e che è arrivato addirittura ad inventarsi un’accusa di estorsione (lo sciopero come strumento di estorsione?) per poi derubricarla ad un’ estorsione “… a fin di bene” per poi scoppiare in una bolla… di merda che gli è ricaduta addosso.

Siamo veramente felici dell’assoluzione di Aldo e ci piacerebbe molto che questa notizia fosse su tutte le prime pagine e sui telegiornali nazionali come al momento dell’arresto.

Sappiamo però che questo non sarà possibile perché la repressione e l’inganno sono le uniche armi in mano ai padroni per provare a fermare un ciclo invece inarrestabile di lotte.

Conosciamo bene invece  l’importanza e il peso della mobilitazione della classe come elemento sostanziale e centrale di un possibile fronte di classe che possa combattere  il dominio capitalista e  il nuovo volto del fascismo del razzismo e del sessismo ben interpretato dal governo Lega / 5stelle.

L’assoluzione di Aldo dimostra, oltre l’inconsistenza della provocazione, che l’unità della classe, la mobilitazione e la lotta sono invece le nostre uniche armi per rispondere alle provocazioni e agli attacchi repressivi.

La nostra solidarietà e il nostro più caldo abbraccio vanno ad Aldo e al Sicobas.

I compagni e le compagne del Csa VittoriaMilano

info@csavittoria.org – www.csavittoria.org

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