Solidarietà ai compagni anarchici arrestati

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
In una sola cosa il governo Conte-bis si è rivelato in questi mesi pronto ed efficiente: nel reprimere ogni forma di resistenza e di protesta politica contro il suo operato a sostegno delle pretese padronali, e nel negare l’esercizio della libertà di sciopero e organizzazione sindacale sui luoghi di lavoro e fuori dai luoghi di lavoro, come con i disoccupati.
Così, per circoscrivere e isolare i primi momenti di necessaria rottura della quarantena sociale imposta alla classe lavoratrice e ai movimenti sociali, sono fioccati da Nord a Sud fermi, multe, denunce, sgomberi di magazzini (come alla TNT di Peschiera Borromeo fino ai disoccupati di Napoli), divieti, minacce, in un’azione volta ad intimidire e prevenire l’allargamento del fronte delle lotte di massa.
Questa macchina della repressione di stato e di classe, che protegge i responsabili dei disastri sanitari, dello sfruttamento, della precarietà e dei massacri nelle carceri, si è abbattuta nei giorni scorsi su 12 compagni anarchici colpevoli, agli occhi dei detentori del potere economico e politico, di essersi ribellati contro i loro crimini, di rifiutare la logica capitalistica che si identifica con il dio-profitto, e di volere “un altro mondo possibile e necessario”, basato su rapporti sociali di autentica fratellanza, uguaglianza, cooperazione sociale.
Ma più avanza questa doppia, devastante crisi, più impossibile sarà per il governo, per il padronato, per gli apparati dello stato, coprire le proprie responsabilità nella produzione e nella gestione anti-proletaria della crisi stessa.
Né potranno impedire che si dispieghi la risposta di lotta degli operai e degli sfruttati, italiani e immigrati, e che si rafforzino i legami tra quanti, organismi sindacali e politici, sono determinati a resistere, a rifiutare ogni forma di patto sociale con i capitalisti, a respingere razzismo e nazionalismo, e ad affermare la prospettiva di una coerente lotta al sistema capitalistico.
Oltre quello che può unirci o dividerci, perciò, solidarietà e fratellanza con i compagni anarchici arrestati, e con tutti e tutte coloro che la repressione di stato cerca in vario modo di intimidire.
15 maggio 2020
Fronte unico anti-capitalista

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