Il brutale assassinio di George Floyd

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo testo scritto d’impeto.

Guardare prima il video del distretto 3 della Polizia dato alle fiamme tra la notte del 28 e del 29 maggio 2020: https://m.youtube.com/watch?v=f4z3KA8mbys

La gente afro-americana di Minneapolis è in rivolta dopo il brutale assassinio di George Floyd da parte degli agenti di polizia.

Alla protesta non ci sono solo gli afro-americani, partecipa stavolta anche molta gioventù bianca proletaria e precaria.

L’assassinio di George Floyd non solo è l’ennesimo, brutale omicidio razzista compiuto dalle forze dello Stato; oggi più che mai è l’altra faccia di un sistema sociale che ha in disprezzo la vita umana, e obbedisce solo alla sete di profitto.

E’ l’altra faccia della violenza delle grandi imprese dell’agro-industria e della produzione della carne che impongono a migliaia di lavoratori, principalmente immigrati latinos, di rischiare la salute senza alcuna protezione, per cui più di 15 mila lavoratori si sono ammalati in fabbrica di Covid-19 e centinaia ne sono morti: https://paydayreport.com/immigrant-farm-workers-strike-across-wash-state-hackers-crash-ohios-unemployment-fraud-reporting-system-cleveland-plain-dealer-busts-union/

Sono gli Stati Uniti di Trump che sostiene che gli impianti industriali di lavorazione della carne e dell’agro-industria devono produrre costi quel che costi.

Ce lo dicono i più di 60.000 operatori sanitari che si sono ammalati di Covid-19.

Ce lo dicono i più di 100.000 morti a causa del Covid-19.

Ce lo dice l’omicidio di George Floyd.

Ma gli Stati Uniti hanno anche una anima proletaria – in quanti lo dimenticano! -, che non vuole soggiacere a questo stato di cose.

Ce lo dicono gli scioperi degli Essential Workers della logistica, di Amazon, di FedEx, degli ospedali, delle fabbriche dell’agro-industria, dei centri commerciali, della Ford.

Ce lo dice la rabbia proletaria di Minneapolis di questi giorni, di queste ore, e di altre città solidali nella protesta, New York, Denver, Oakland, San Francisco, Chicago…

Nel video i giornalisti TV si domandano: sono ore che la violenza e la distruzione del distretto di polizia va avanti, senza che né altre forze di polizia, né i pompieri, né la “Guardia Nazionale” (chiamata lì ad intervenire e rimettere ordine nelle strade con i militari) sono lì ad impedirlo.

Per quanto “primordiale”, questa rabbia già ora provoca le defezioni nel corpo del mostro che non appare così  invincibile ed intoccabile come in certe apologie geo-politiche.

Il distretto di polizia brucia con i manifestanti che alimentano le fiamme…

E qui in Europa, in Italia? Anche qui, governo Conte, banche e padroni, non vi vedo così sbruffoni.

‘This Is Something None Of Us Have Seen In Our Lifetimes’

 

2 pensieri su “Il brutale assassinio di George Floyd

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