Mestre. Assemblea regionale delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi – Sabato 19/9, h 17:00

Lavoratori, lavoratrici, studenti, alla lotta!

A distanza di alcuni mesi dal suo scoppio, una cosa è certa: i padroni e il governo hanno gestito la pandemia del Covid 19 mettendo al primo posto il profitto a discapito della salute: decine di migliaia di morti e di lavoratori contagiati, la sanità al collasso, e la didattica a distanza che ha lasciato indietro il 15% degli studenti più disagiati. Ha continuato a lavorare il 55,7% dei lavoratori (con punte del 73% in Lombardia, l’epicentro della pandemia), quasi mai nel pieno rispetto delle misure di sicurezza. Il lockdown totale non c’è mai stato perché Confindustria si è opposta grazie anche al sistema di deroghe. Anche ora continuano ad esserci focolai nelle fabbriche (Aia, Elettrolux), nei magazzini, nelle aziende agricole. Gli ultimi ad essere tutelati sono stati e sono i lavoratori, come sanno bene infermiere, infermieri, Oss e medici.

Alla crisi sanitaria è seguita una grande crisi economica, che già stava incubando per le contraddizioni insolubili dell’economia capitalistica. Ora, a crisi esplosa, anche in Italia, come negli altri paesi europei, è partito forte il tam-tam: unità nazionale! Dobbiamo restare uniti! Ma dietro questo appello all’unità, è chiara la volontà delle imprese e del governo di imporci altri sacrifici, nuovo lavoro precario e sottopagato, altra disoccupazione. Vogliono scaricare sui lavoratori, in particolare sulle lavoratrici gravate pure da pesanti compiti domestici, i costi della crisi, le loro perdite sulle nostre spalle. E i sindacati confederali sono di fatto complici di questo massacro sociale.

Non possiamo farci illusioni: contro di noi lavoratori, precari, studenti delle classi popolari, si muove un fronte padronale disposto a tutto pur di riprendere a macinare profitti su profitti sulla nostra pelle, e appoggiato dalle strutture dello stato e della Unione europea. A questo fronte dello sfruttamento e della precarietà, che ci prepara nuovi lutti, dobbiamo contrapporre una risposta organizzata dei lavoratori e degli studenti.

Il 6 giugno scorso c’è stata una prima risposta: migliaia di lavoratori e studenti sono scesi in piazza in venti città (tra cui Torino, Milano, Mestre, Bologna, Roma, Napoli) dietro lo slogan: “Facciamo pagare la crisi ai padroni, per il fronte unico di classe”. È stata una ventata di aria fresca, che è arrivata soprattutto sotto la spinta dei lavoratori della logistica, in maggioranza immigrati, e dei metalmeccanici, tra i primi a scioperare in piena pandemia senza farsi intimidire dalla repressione della polizia e di squadracce aziendali dotate di taser (come alla TNT-Fedex di Milano).

Ma una ventata d’aria fresca non basta. Dobbiamo vincere il sentimento di delusione oggi diffuso, superare la frammentazione, far convergere le spinte di lotta in un solo fronte di classe contro il padronato e il governo Conte su un programma di rivendicazioni chiaro e unificante, e rivolgerci alla massa della classe lavoratrice.

Costruiamo una assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi il giorno 27 settembre a Bologna. Prepariamola con l’Assemblea Regionale a Mestre il 19 settembre c/o Tutti In Piedi, Piazza Canova, ore 17.00.

CI VOGLIONO DIVISI. CI FAREMO TROVARE UNITI, SPALLA A SPALLA!

FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI:

  • Salario garantito a disoccupati e disoccupate, stabilizzazione di tutti i precari
  • Blocco immediato di mutui, bollette, sfratti e sgomberi delle occupazioni legate alla emergenza abitativa
  • Patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione
  • Drastico taglio delle spese militari, immediato ritiro di tutte le missioni militari all’estero

LAVORARE TUTTI, LAVORARE MENO, VIVERE MEGLIO:

  • Aumenti salariali, sganciati da presenza e produttività
  • Riduzione generale e drastica dell’orario di lavoro a parità di salario
  • Stop al lavoro precario, sottopagato e totalmente gratuito
  • Abolizione della giungla dei contratti di lavoro, degli appalti e dei subappalti; no alla intermediazione della manodopera
  • Regolarizzazione immediata per tutti gli immigrati e chiusura dei centri di detenzione

DALLA PARTE DELLE LAVORATRICI

  • Per il diritto di aborto assistito e l’autodeterminazione delle donne
  • Per il diritto al lavoro, contro la precarizzazione e il lavoro a distanza
  • Per il potenziamento del welfare, contro la logica della conciliazione tra lavoro domestico ed extra-domestico
  • Per la piena regolarizzazione delle lavoratrici immigrate
  • Contro il sessismo e la violenza sociale e domestica

LA NOSTRA SALUTE VALE PIÙ DEI LORO PROFITTI

  • Ricostruzione della sanità pubblica, con al centro l’obiettivo della prevenzione delle malattie e la tutela della salute sui luoghi di lavoro
  • Piano di assunzioni nazionale di infermieri e personale medico con stabilizzazione dei precari
  • Contratto unico della sanità pubblica e privata
  • Abolizione dei sistemi di “welfare” aziendale e di ogni altra forma di finanziamento indiretto alla sanità privata
  • Esproprio senza indennizzo delle cliniche private

CONTRO LA SCUOLA DI CLASSE, PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

  • Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzioni di personale docente e non docente per garantire la salute degli studenti e la didattica in presenza
  • Per la critica della cultura capitalistica e della scienza (anche della scienza medica) al servizio del profitto
  • Fine dell’interferenza delle aziende nella scuola e nelle università
  • Abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, istituzione di programmi di formazione pagati a salario pieno
  • PC e accesso ad internet gratuiti per tutti gli studenti
  • Piano alloggi gratuiti per gli studenti universitari fuori-sede bisognosi

CONTRO CHI CI VUOLE DISARMATI, ORGANIZZIAMO IL CONTRATTACCO!

Fronte unico anti-capitalista – Coordinamento del Veneto

fronteunico.anticapitalista@gmail.com

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