Giovedì 18 febbraio, in piazza a Roma contro il governo Draghi (Patto d’azione, SI Cobas)

Nessuna fiducia al governo dei padroni e delle banche!

Tra mercoledì e giovedì il nuovo governo presieduto da Draghi riceverà la fiducia in Parlamento da tutte le principali forze politiche, con il sostegno aperto della totalità degli industriali, delle associazioni datoriali, dell’UE, di CGIL-CISL-UIL e con l’acclamazione trasversale di tutti gli organi di informazione. 

Il nascente governo di unità nazionale ha già annunciato un’ampia ristrutturazione, a partire dalla spartizione delle centinaia di miliardi del Recovery Fund. Un passo ulteriore verso la direzione già segnata negli ultimi mesi di voler scaricare i costi di questa crisi sui lavoratori e sugli sfruttati autoctoni e immigrati.

I lavoratori, i disoccupati, i precari e la grande maggioranza degli studenti, stremati da un decennio di crisi economica e immiserimento, non possono riporre alcuna speranza in questo nuovo governo che, tramite la vuota retorica dell’unità nazionale, ha il compito di imporre ulteriori politiche antipopolari.

E’ necessario prepararsi ad una lotta serrata per la difesa del lavoro, a partire dalla battaglia contro lo sblocco dei licenziamenti, dei salari e dei diritti sociali.

Al netto dei cambi di governo, bisogna dare seguito ai mesi di scioperi nazionali e di comparto, alle mobilitazioni nazionali per la patrimoniale sulle grandi ricchezze e contro la messa al macello della classe lavoratrice.

Giovedì dalle 14 saremo in Piazza San Silvestro per dire a chiare lettere che non rimarremo a guardare e risponderemo a questa offensiva con la mobilitazione sin dal primo giorno. 

Al fronte unico dei padroni è ora di contrapporre il fronte unico dei lavoratori e delle classi oppresse: non pagheremo la vostra crisi!

Patto d’azione anti-capitalista per il fronte unico di classe

***

Dopo 10 anni di lotte quotidiane nei magazzini, nelle fabbriche e nei quartieri, e dopo anni di di mobilitazioni contro le politiche antiproletarie dei governi di ogni colore, nel parlamento dei padroni stiamo per assistere all’incoronazione plebiscitaria di un governissimo che è espressione diretta degli interessi del grande capitale industriale e bancario.

L’euforia unanime nei confronti di Draghi, alimentata dei politicanti di destra, centro, “sinistra” e 5 stelle e dal codazzo strisciante della Triplice (Cgil-Cisl-Uil), fa a cazzotti con la cruda realtà di una crisi economica rovinosa, e con la storia recente che ha visto il neopremier come il più scrupoloso e zelante attuatore delle politiche di austerity e di tagli alla spesa sociale in nome dei rigidi dettami imposti dalla UE e dalla BCE.

Il SI Cobas non ha mai nutrito illusioni in nessun partito istituzionale e in nessuna scorciatoia elettorale e siamo stati tra i pochi che si sono opposti nelle piazze alle politiche dei governi Conte 1 e 2, nel mentre la gran parte dello stesso sindacalismo di base avallava la tesi dei “governi amici”, o seminava nefaste illusioni sul ruolo “antisistema” dei 5 stelle.

Oggi che tutte le maschere e le finzioni del teatrino parlamentare borghese cadono impietosamente e tutti fanno a gara per genuflettersi all'”uomo della provvidenza”, noi lavoratori e proletari abbiamo la  responsabilità di chiarire che gli sfruttati non hanno niente da perdere se non le proprie catene.

Abbiamo il dovere di riaffermare, qui ed ora, che il governo-Draghi, pur godendo di una maggioranza bulgara in parlamento, troverà sulla sua strada le migliaia di lavoratori del SI Cobas che in questi anni hanno lottato per riscattarsi dallo sfruttamento e dai salari da fame, e che durante la fase pandemica hanno continuato a produrre e a morire in nome dei profitti, ma anche a difendere i propri diritti e le proprie conquiste come dimostra la lotta esemplare alla TNT- FedEx di Piacenza. Un movimento che in questi mesi è diventato un punto di riferimento per altre migliaia di lavoratori, di studenti e disoccupati, ed è pronto a dare battaglia contro ogni tentativo di scaricare i costi della crisi sulle spalle di chi vive del proprio lavoro e del proprio salario.

La crisi la paghino i padroni!

Il 18 febbraio tutti in piazza a Roma!

SI Cobas nazionale

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