In difesa dei 15 infermieri di Genova messi sotto accusa, perché non vaccinati – SI Cobas

Pubblichiamo questa presa di posizione del S.I. Cobas in difesa degli infermieri dell’Ospedale San Martino di Genova, oggetto di una campagna denigratoria, strumentale e autoritaria che ha lo scopo di mettere a tacere qualunque reazione dei lavoratori che non si inserisca nel coro unanime dei sostenitori dell’unione sacra nazionale, ulteriormente rafforzato dal nuovo governo. Il testo, anche se brevemente, tocca il tema molto importante della vaccinazione anticovid e, nel denunciare con forza il carattere non solo infondato ma reazionario del negazionismo e del rifiuto di principio del vaccino, solleva anche interrogativi pertinenti sulla procedura con cui esso è stato messo a punto. Al riguardo, l’unica precisazione che ci sentiamo di fare riguarda la tesi secondo cui l’attuale vaccino sarebbe stato vagliato scientificamente in modo incompleto. In realtà, i protocolli standard che presiedono allo studio e all’elaborazione di farmaci e vaccini sono stati seguiti, anche se con ritmi molto più accelerati – il che è, evidentemente, un fattore di rischio aggiuntivo. La famosa “quarta fase” della sperimentazione coincide sempre (non solo in questo caso) con la “sperimentazione di massa”, cioè con la somministrazione generalizzata del principio attivo alla popolazione interessata e il corrispondente studio su una massa crescente di soggetti. Quello che è fondamentale, e su cui solo l’auto-attivazione dei lavoratori può fare la differenza, è che la sorveglianza sui possibili effetti collaterali avversi e sull’efficacia (sia per lo sviluppo della malattia che per il contagio) venga fatta in modo rigoroso. Questo è tanto più necessario per i vaccini anticovid che utilizzano la tecnica dell’mRNA, già usata per la messa a punto dei farmaci oncologi di ultima generazione (una delle ragioni che hanno contribuito all’accorciamento dei tempi), ma non ancora per lo sviluppo di vaccini. La mobilitazione dei lavoratori ha un campo molto vasto e difficile su cui svilupparsi, che non ha niente a che fare con il rifiuto di principio della vaccinazione e molto, invece, con la difesa attiva della propria salute sui luoghi di lavoro, con la denuncia di inadempienze e collusioni degli organismi ufficialmente preposti alla farmaco-vigilanza, con la lotta per imporre reale trasparenza e completa pubblicità dei dati raccolti a seguito dello sviluppo della campagna vaccinale che, mai come in questa pandemia, ha oggettivamente un terreno enorme, a scala planetaria, di verifica e di controllo.

Tra tutti i casi di positività accertati tra il personale, 15 operatori non risultano vaccinati!

Sul Secolo XIX di oggi, 19 febbraio, sono presenti diversi articoli sui 15 infermieri del San Martino di Genova che hanno rifiutato di vaccinarsi. Vengono intervistati il Direttore dell’IRCCS e i responsabili aziendali di CGIL-CISL-UIL, appena distinguibili (dal primo), ma concordi nella condanna inappellabile dei “renitenti”.

Un articolo a diffusione nazionale, dopo il richiamo ad articoli costituzionali e a norme legislative e contrattuali, conclude che i “renitenti” debbano essere sospesi a zero stipendio e che le stesse direzioni che non attuano questa misura un domani possano essere chiamate a rispondere per danni alla collettività. [Si tratta, l’avrete già capito, del Pd Pietro Ichino – n.]

Si interroga pure sulla conciliabilità del rifiuto con lo stesso esercizio della professione. La materia è complessa perché si intrecciano aspetti giuridici, socio-sanitari.

Pur in assenza di obblighi di legge, ad oggi infatti non essendo previsto nessun obbligo di vaccinazione anti covid-19, viene richiesto un chiarimento all’INAIL: chi rifiuta il vaccino ed è riscontrato positivo al covid-19, può essere considerato in infortunio ?

Ma dalle disquisizioni giuridiche il passo è breve per passare alla condanna inappellabile degli infermieri rei del non aver inteso “l’invito” a vaccinarsi.

Fiutata la preda, si è scatenata la crociata a chi non si allinea. Scopriamo oggi un rigore che nel combattere l’epidemia è stato per lungo tempo assente. Nella prima ondata tutti ricordano come il personale sanitario positivo ma asintomatico dovesse, comunque, continuare a prestare servizio.

Tutti ricordano che il governatore Toti e il suo entourage politico e politico-sanitario affermava che il tracciamento non fosse di per sé cura, e quindi ci si poteva limitare a sottoporre ad indagine i soli sintomatici.

Si disattendeva in tal modo la regola delle tre T che è l’ABC della strategia per combattere le infezioni virali: testare, tracciare, trattare.

Tutti ricordano la carenza di dispositivi e la loro qualità scadente: le mascherine chirurgiche al posto delle Fp2 furono autorizzate da ALISA (sovrastruttura sanitaria ligure), e nessun epidemiologo schierato col governatore ebbe nulla da obiettare.

Oggi gli stessi personaggi sono alla ricerca di un facile capro espiatorio.

I 15 (quindici) infermieri, non una folla di untori, sono utilizzati per coprire le responsabilità di chi, al potere, non ha difeso la popolazione dal virus.

In un anno di pandemia il personale sanitario non è stato potenziato di un niente, pochi si era ieri, pochi si è oggi.

Molte promesse di potenziare gli organici, ma alla fine solo qualche assunzione a tempo determinato. Intanto la fila di vincitori di concorsi e dei precari si allunga.

Molti gli annunci, molti i miliardi da assegnare alla sanità. Chi li ha visti?

L’abnorme attacco ai 15 serve a ripulire le tante coscienze sporche.

Questa campagna strumentale e autoritaria che si annuncia contro chi, per varie ragioni non è convinto delle vaccinazione anti covid-19, favorisce le posizioni negazioniste di chi pone dubbi e resistenze alla vaccinazione.

L’urgenza di messa a punto dei vaccini, ha rivoluzionato la sperimentazione facendo coincidere la quarta fase di sperimentazione con la vaccinazione di massa.

Questa ed altre approssimazioni ammesse dalle stesse case farmaceutiche hanno generato diffidenza e paure.

La nostra posizione è chiara e si può sintetizzare in questi termini: meglio uno scudo vaccinale parzialmente vagliato scientificamente che andare disarmati contro l’epidemia.

Non si diventa invulnerabili, ma sia chiaro che noi consideriamo il vaccino un caposaldo indispensabile nella lotta alla pandemia.

Il non valutare le ragioni del rifiuto caso per caso e ruvidamente spargere minacce oblique porta solo acqua al negazionismo. Prima delle minacce non era il caso di vagliare le ragioni del rifiuto ed evidentemente valutare una ricollocazione dei “reprobi”?

“Ho detto no alla chiamata per paura delle reazioni”, ha dichiarato alla stampa un’accusata. Da poco operata per due volte ed in uno stato di salute debilitato.

Si è praticamente risposto con pressioni e minacce e la si è data in pasto a un opinione pubblica disorientata e spaventata alla ricerca di facili bersagli da colpire .

Questo accanimento è lontano anni luce dall’opera di educazione sanitaria e porta acqua al mulino della “religione” negazionista. Negazionismo e irrazionalismo hanno oggettivamente un terreno comune con i più colti e attrezzati rappresentanti ufficiali del sistema capitalistico. Questi giocano sulla conciliabilità dei loro interessi economici con la nostra salute. Per questo sistema classista, però, conta solo la continuità del sistema, costi quel che costi in vite umane, per poco rilevanti.

Nessun proprietario vuole e può restare indietro nella loro “concorrenza”. Altrimenti liberalizzerebbero i loro brevetti rendendo disponibile il vaccino a tutti!!

Non vi può essere conciliazione tra i loro ed i nostri interessi.

Dal nostro punto di vista la salute e l’economia non sono scindibili perché la prima ricchezza economica è per noi la vita e la salute.

Proprietà e profitto non possono alzare nessuna bandiera a difesa dell’umanità.

In questo sistema irrazionale i lavoratori sono sempre sacrificabili.

Solo i lavoratori possono schierarsi a difesa dei loro interessi e dichiarare la loro indisponibilità al sacrificio.

Questa difesa può esercitarsi solo con la lotta.

PERCHE’ SOLO CON LA LOTTA CONQUISTEREMO DIGNITÀ E SICUREZZA

PERCHÈ SOLO UNITI SI VINCE !!!

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