Riparte la campagna per la scarcerazione di Mumia Abu-Jamal (L. Corradi)

Mumia supporters rally around the cause to end prison abuses | New York  Amsterdam News: The new Black view

“La libertà è l’unico trattamento!”

Mumia, militante afro-americano, scrittore, ex presidente dei giornalisti neri, è in carcere da 40 anni – nonostante l’età avanzata, una diagnosi di diabete e problemi al cuore; in questi giorni è risultato positivo al Covid e negli Usa è ricominciata la lotta per la sua immediata liberazione.

Molti/e di noi ricorderanno la battaglia per salvare Mumia dalla pena di morte: la sua fine era stata decretata per il luglio 1995 per iniezione letale – ma riuscimmo ad ottenere uno stay of execution e da allora si chiede giustizia per l’attivista che negli anni 80 era stato incastrato (come il militante Nativo-americano Leo Peltier) con testimonianze false riguardanti l’uccisione di un poliziotto. Poi furono in buona parte ritrattate ma di ciò la sentenza non tenne conto. Così da allora Mumia ha vissuto nel vuoto pneumatico dell’attesa di un nuovo processo – non più nel braccio della morte, dove ha visto passare decine di fratelli – fino al 2008 quando la condanna a morte è stata trasformata in ergastolo.

Ora Mumia è studente di Ph.D. presso il Dipartimento di History of Consciousness della University of California a Santa Cruz – divenuta nuovamente il cuore delle iniziative per la sua liberazione, insieme alla comune MOVE fondata da John Africa. Fu proprio la sua difesa di quella esperienza comunarda di Philadelphia negli anni 70 (a cui le forze dell’ordine posero fine con un bombardamento da elicottero) che gli valse l’odio dell’FBI. Oggi Pam Africa, Janine Africa e gli/le attiviste MOVE sono nella leadership per la liberazione di Mumia.

Mumia è cittadino onorario a Parigi, ed ha avuto una grande influenza culturale in questi decenni: ci ha donato libri bellissimi scritti durante la sua ingiusta carcerazione, tra i quali ‘Writing on the Wall’ con prefazione di Cornel West; altri ne ha scritti il suo avvocato Leonard Weinglass sulla macchinazione razzista contro Mumia ‘Race for Justice’. Il gruppo musicale “Rage Against the Machine” gli ha dedicato canzoni come “Freedom” e, riprendendo il titolo della rubrica radiofonica che Mumia curava “Voice of the voiceless”. Per Mumia si sono battuti anche Silvia Baraldini, Noam Chomsky, Alice Walker e Angela Davis – e decine di migliaia di firme sono state raccolte per la sua scarcerazione. Nel 2007 Colin Firth, come produttore, ha presentato al Festival internazionale del Cinema di Roma, un film-denuncia dal titolo “In prigione la mia intera vita” sulla storia di Mumia Abu-Jamal.

Il mese prossimo, il 24 aprile Mumia compirà 68 anni, è un anziano della comunità nera come molti detenuti, condannati a lunghe pene; oggi i giovani nelle manifestazioni oltreoceano gridano ‘Bring our elderly home, bring Mumia home’. Noi, qui, cosa possiamo fare per Mumia?

Per maggiori informazioni visita https://linktr.ee/Mumia

Questo il nuovo video https://www.youtube.com/watch?v=jHrgLOwxfRc&authuser=0

The Campaign to Bring Mumia Home www.bringmumiahome.com www.facebook.com/cbmhome

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