Stanotte, un grande sciopero di filiera nei magazzini FedEx – una lotta dura, esemplare, anticipatrice

Riportiamo qui un comunicato del SI Cobas, con due nostre parole di commento

STRAORDINARIA SERATA DI SCIOPERO DI FILIERA IN FEDEX.

LA LOTTA PROSEGUE AD OLTRANZA!

Stasera è ripreso su tutto il territorio nazionale lo sciopero sulla filiera FedEx.

Completamente fermi gli hub di Lodi (Zampieri) con il supporto dei lavoratori di Piacenza e Pavia; Bologna; Firenze; Ancona col supporto di Perugia e di solidali provenienti da Ascoli, e Fiano Romano con il sostegno di numerosi lavoratori e solidali da Napoli e da varie città del Lazio. [Da poco è iniziato lo sciopero anche a Modena.]

La lotta prosegue e proseguirà senza sosta fino al reintegro dei 272 di Piacenza e fin quando i lavoratori non saranno liberi di scegliere il sindacato che deve rappresentarli ai tavoli di trattativa!

Tanti lavoratori che nelle scorse settimane erano un po’ confusi, stanno aprendo gli occhi e si stanno rendendo conto che nella pratica il piano FedEx è ancora peggiore di quanto da noi denunciato.

Il prossimo 19 giugno torneremo in massa a Roma contro lo sblocco dei licenziamenti e per imporre al Ministro Giorgetti l’apertura un tavolo di trattativa nazionale sulla vertenza-Fedex

Contro l’internalizzazione-truffa.

Il posto di lavoro non si tocca!

Solo la lotta paga!

Avanti SI Cobas! Uniti si vince!

SI Cobas nazionale

Il grande valore di questa resistenza operaia organizzata davanti all’aggressione della multinazionale statunitense e alla repressione padronale e statale risalta in modo speciale se si ha a mente la mentalità legalitaria e la fiacchezza che ha purtroppo caratterizzato, anche di recente, altre risposte operaie a licenziamenti di massa. Non sono bastate le manganellate di stato e di squadre di mazzieri privati, i fogli di via a decine, gli arresti, le denunce, le minacce di revoca del permesso di soggiorno, e poi l’offerta di decine di migliaia di euro a ciascuno degli scioperanti pur di togliersi dalla lotta, per fermare una mobilitazione che va avanti da mesi, e ha dimostrato stanotte di essere viva e forte più che mai.

Ma c’è molto altro, in questa lotta, che fa di essa un’esperienza da sostenere incondizionatamente e da cui imparare (salvo essere anime morte). Anzitutto l’attuazione in concreto del principio “chi tocca uno, tocca tutti” con la scesa in campo, a difesa dei facchini FedEx di Piacenza licenziati in tronco perché troppo “costosi”, troppo organizzati, con la schiena troppo diritta davanti al padrone, dei facchini dell’intera filiera, da Nord a Sud, senza eccezioni, almeno là dove il SI Cobas è presente.

In secondo luogo la decisione di portare il significato di questa lotta all’attenzione dell’intero proletariato di Piacenza, di Bologna e, indirettamente, a scala nazionale con l’iniziativa di denunciare, davanti alle sue sedi, il ruolo servile svolto dalla Cgil di Piacenza nell’orchestare la chiusura del magazzino in combutta con la proprietà. Un’iniziativa che ha avuto l’effetto di scuotere una parte almeno degli aderenti alla Cgil, che va molto oltre i 30 coraggiosi compagni che hanno portato all’esterno il loro dissenso e manifestato la solidarietà con i facchini licenziati in lotta.

In terzo luogo la determinazione con cui più volte questa lotta è stata portata a Roma – e lo sarà di nuovo il prossimo 19 giugno – per denunciare la totale complicità del governo Draghi nello spalleggiare la FedEx mettendo a sua disposizione plotoni di poliziotti e carabinieri, la magistratura, la stampa, la Tv di stato, impegnate a silenziare per quanto possibile questa lotta operaia, e per costringere il governo, prima con l’occupazione della sede del Pd, poi con la pressione sul leghista Giorgetti, ad aprire un tavolo di trattativa nazionale sul quale il SI Cobas porrà la condizione della riapertura di Piacenza e il ritiro dei 272 licenziamenti.

Infine – ma non certamente per ultimo – la decisione dei facchini SI Cobas di andare in Belgio, a Liegi, nei prossimi giorni per cementare un rapporto di lotta internazionalista con i proletari FedEx di Liegi, colpiti anch’essi e per primi dalla scure dei licenziamenti per “ristrutturazione” – quella ristrutturazione che taglia in Italia 1.000 posti di lavoro e in tutta Europa 6.000, attraverso l’uso antioperaio delle nuove tecnologie e del “nuovo”, infame “diritto del lavoro”, che consente ai capitalisti ovunque di assumere e licenziare a proprio piacimento, e trattare i lavoratori come merce di infima qualità. Da subito i facchini SI Cobas hanno espresso la loro solidarietà ai proletari della FedEx di Liegi (come si vede nella foto qui sotto), ma ora fanno il passo ulteriore per organizzarsi insieme.

Nell’aprile scorso abbiamo scritto un post nel quale denunciavamo l’entrata in azione di mazzieri organizzati, legati a gruppi neonazisti e alla ‘ndrangheta, contro i facchini in sciopero davanti alla Fedex di San Giuliano milanese.

E formulavamo un invito a “rompere il muro del silenzio che è stato eretto contro questa tenace lotta operaia di resistenza che resta, tra enormi difficoltà, esemplare”, a romperlo quanto meno da parte di quanti si vogliono anti-capitalisti (o anche, più limitatamente, antifascisti). Alcuni blog (Il Rovescio, ComedonChisciotte, etc.) lo hanno ripreso, ma ci sorprese allora e ci sorprende oggi che su altri che pure sono interni al Patto d’azione e all’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi la notizia non sia neppure comparsa, o sia stata relegata ad un rango secondario anche rispetto ad altre questioni di rilevanza non proprio epocale.

Dovrebbe essere evidente, invece, il significato anticipatore di questo scontro. Ancora ieri, nell’incontro tra Draghi e Salvini, è stato ribadito che le imprese debbono avere “le mani libere” contro i lavoratori, per fare di essi quello che vogliono senza intralci. Ciò significa che il governo dà il via libera, senza ulteriori ripensamenti, a un’altra grande ondata di licenziamenti di massa (magari graduando quelli nel settore tessile), e non ascolta il piagnucolante Landini che implora in ginocchio di non fare questo passo.

I proletari della FedEx organizzati nel SI Cobas stanno dando a questa decisione padronale e governativa la risposta giusta, la sola risposta di classe possibile: l’organizzazione della lotta ad oltranza, proiettata verso l’intera classe e internazionalmente, sempre più consapevole del ruolo del governo e delle istituzioni statali. Si sta per aprire una stagione di rilancio della produzione e dei profitti sulla pelle della classe lavoratrice, di tutta la classe lavoratrice, di quella disoccupata, precaria e occupata “stabilmente”, seppure in forme e drammaticità differente. Questa lotta dà un esempio che è da raccogliere e generalizzare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...