Giù le vostre zampe da Adil, gente senza pudore! – g. g.

La morte di Adil Belakhdim è omicidio padronale e governativo. Mentre il capo del governo ed i politici parlamentari che ne stanno parlando in queste ore sono… senza pudore!

Alla fine ci sono arrivati: dopo mesi di provocazioni, agguati, spedizioni squadristiche, cariche ai picchetti, arresti, denunce, fogli di via, intimidazioni, ferimenti di lavoratori, si è cercato e trovato il morto. A rimettere la vita per la causa comune dell’emancipazione dei lavoratori è Adil Belakhdim, 37 anni, originario del Marocco, coordinatore provinciale del SiCobas di Novara, schiacciato da un camion che voleva “forzare” il presidio operaio durante lo sciopero generale della Logistica.

Prima di lui altri lavoratori immigrati hanno lasciato la vita davanti ai cancelli dei lager-magazzini, nella schiavitù dei campi, nelle baracche fatiscenti adibite ad “abitazioni”; o semplicemente in mare, oppure ancora per strada: vittime dell’odio fomentato da questo sistema di sfruttamento.

Nella Logistica, che ora tutti improvvisamente “scoprono”, sono anni che il SiCobas ed altre realtà di sindacalismo “conflittuale” denunciano e combattono una realtà vomitevole di supersfruttamento, caporalato, intimidazione, illegalità, di aggiramento delle leggi e dei contratti di lavoro. Quella “legalità” che ora i portavoce della politica padronale vorrebbero “ripristinare”, e che gli stessi sindacalisti delle Confederazioni – ora fulminati sulla via di Damasco – si sono ben guardati dal difendere seriamente. Non scordiamoci mai che fino ad ieri i vertici confederali additavano alla giusta e sacrosanta lotta del SiCobas la responsabilità delle “tensioni” nei magazzini della Logistica, cercando così di mascherare la loro collusione coi padroni e col potere politico: nazionale e locale.

E ora? Ora che Adil è stato ammazzato da questa logica capitalista de “la produzione dei profitti prima di tutto e sopra a tutto”, ora che la direttiva padronale e governativa della “ripresa ad ogni costo” ha fatto la sua ultima vittima, ora che cosa vengono a dirci i governanti in merito ai fatti di Novara?

Cosa hanno da dirci dopo che a Novara si è “chiuso” il cerchio degli ultimi mesi iniziato a S. Giuliano Milanese e continuato poi a Lodi ed a Prato?

Draghi (Presidente del Consiglio): “Sono molto addolorato… Fare luce sull’accaduto.”

Ma come, ci siamo persi qualche passaggio o il soggetto in questione è lo stesso che ha recentemente varato la liberalizzazione degli appalti, che nella Logistica è come dare il miele agli orsi? E quella polizia che bastona i lavoratori della Logistica in sciopero -che difendono i loro più elementari diritti- è forse la polizia di Orban? O magari quella di Erdogan? No, è proprio la polizia di Draghi e Lamorgese.

Orlando (Ministro del Lavoro): “Gravissimo quello che è accaduto. Nel settore della Logistica si sta assistendo ad una escalation intollerabile di episodi di conflittualità sociale che richiedono risposte urgenti. Non è accettabile che nel nostro paese l’esercizio delle libertà sindacali possa mettere a rischio la vita.”

Ben detto, signor ministro: “non è accettabile”, ma poi in fondo lo è. Altro se lo è! Perché vi guardate bene dall’ individuare e colpire chi “fomenta” la “conflittualità sociale”, e cioè i padroni e padroncini. Seghereste il ramo sul quale siete assisi. Non a caso, nonostante ripetute sollecitazioni in merito provenienti dalle lotte dei lavoratori, voi il vaso di Pandora della logistica vi guardate bene dallo scoperchiarlo. Anzi, la vostra polizia è sempre lì pronta a difendere con la violenza e le intimidazioni chi calpesta sistematicamente ogni forma di libertà sindacale – la FedEx per prima.

Letta (Segretario del PD): “Sono sconvolto… Dolore e rabbia in questo momento di lutto che colpisce ancora una volta il mondo del lavoro.”

Ehi segretario, ma lei è alla testa di un partito che – se non andiamo errati – è stato nel recente passato il campione italiano della precarizzazione del lavoro! Le dice niente il Jobs Act? E tutto il mare di “flessibilità” introdotto prima e dopo? E gli inciuci con le coop “rosse” presidi di supersfruttamento e malaffare? Dunque anche lei è correo! Sconvolto di cosa? Ma ci faccia il piacere! Eppoi “il mondo del lavoro”… Quale? Quello dell’alta finanza? Quello delle PM imprese? Oppure, molto più subdolamente, quello dei “disperati” reclutati dai padroni per eliminare chi lotta anche per loro?

Di Maio (Ministro degli Esteri): “Sono sgomento … è prioritario chiarire bene quanto è accaduto fino all’ultimo dettaglio…”

In realtà è già tutto molto chiaro, egregio ministro. Anche nei dettagli. E non da ora. Ma lei è rappresentante di un “movimento” che vede i lavoratori solo come destinatari (se va bene) di “minima sussistenza” tendente al ribasso, dopo aver “sistemato” – beninteso – gli interessi di padroni e padroncini. Siete sempre stati contro la lotta operaia, siete sempre stati contro la stessa organizzazione sindacale, e dunque come potete essere interessati a chiarire davvero da dove si genera questo delitto?

Concludiamo questa carrellata con le dichiarazioni di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL:

“Solidarietà con la famiglia della vittima … gravissimo quanto è successo … bene ha fatto la CGIL ad indire lo sciopero … Però: “nella Logistica si stanno verificando troppi episodi di intimidazione e di violenza … ripristinare anche a livello istituzionale legalità e diritti … una legge sulla rappresentanza che non è più rinviabile … Sabato 26 giugno tutti in piazza per la proroga del blocco dei licenziamenti, per i diritti, le tutele, la sicurezza e libertà sindacale, a partire dai lavoratori della logistica.”

Attenzione perché il diavolo sta nei dettagli. O tra le righe, se si preferisce. Bene che la CGIL novarese abbia proclamato lo sciopero dopo l’assassinio del nostro compagno. Noi siamo con tutti i lavoratori che lottano, siano o no tesserati al sindacato. Dunque anche coi lavoratori iscritti alla CGIL. Ai quali chiediamo di “fare blocco” contro i licenziamenti, ricordando loro che uno dei punti qualificanti di questa giornata di sciopero generale della logistica è stato proprio non la “proroga” del blocco, ma il “NO” secco ai licenziamenti, comunque “motivati”. Questa cosa, a breve, interesserà molti di loro.

In secondo luogo, altro punto qualificante dello sciopero è stato il rifiuto dell’accordo-bidone del Contratto Nazionale della Logistica firmato da CGIL-CISL-UIL. In quale, in cambio di una manciata di soldi, fa passare quella precarietà e quella flessibilità del lavoro lottando contro le quali è morto il nostro Adil.

In realtà l’ex trombone Landini, dopo essersi stracciato le vesti, vuole far passare quella “corsia preferenziale” tra governo e Triplice avente come scopo proprio l’emarginazione dei “sindacati combattivi”. Attraverso una bella “legge sulla rappresentanza” che alla fine – magari in nome della “legalità”- riporti la Logistica esattamente com’era un decennio fa …

E tutto ciò suonerebbe molto male anche per i lavoratori che operano negli altri settori, visto che la Triplice non sa neppure cosa vuol dire una seria e coerente opposizione di classe!

Come si può vedere da questa breve rassegna di dichiarazioni, lo sciacallaggio sul corpo del nostro Adil non ha pudori. Nessuna meraviglia. Non ci aspettiamo altro da gente foraggiata per difendere questo sistema sociale.

Una cosa ci teniamo ad affermare, forte e chiara:

  • ADIL NON E’ MORTO PERCHE’ I DRAGHI, GLI ORLANDO, I LETTA, DI MAIO O LANDINI, TUTTI CORRESPONSABILI – IN UN MODO O NELL’ALTRO – DELLA SUA MORTE, SI ESERCITASSERO IN QUESTA IMMONDA GARA DI IPOCRISIA. GIU’ LE VOSTRE ZAMPE DA ADIL, GENTE SENZA PUDORE!
  • ADIL E’ MORTO LOTTANDO PER UN MONDO DOVE NON VI SIANO PIU’ SFRUTTATI E SFRUTTATORI, UN MONDO FONDATO SULLA LIBERA ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI E NON SUL PROFITTO!
  • ED IL FUTURO DEL MONDO E’ IN MANO A QUELLI COME ADIL!

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