Benevento – Licenziati perché avevano scioperato. Giù le mani dai lavoratori della manutenzione stradale! – Laboratorio politico Iskra

Alla catena di licenziamenti collettivi per ragioni “economiche” scattati dopo lo sblocco deciso dal governo Draghi (Gianetti Ruote, Gkn, Whirpool, etc.), si aggiunge oggi, in Campania, il caso dei 35 lavoratori della manutenzione stradale licenziati per rappresaglia dalla ditta ESAF – Appalto manutenzione stradale della Regione Campania (lotto Benevento), iscritti al SI Cobas e provenienti da Banchi nuovi. Un attacco frontale al diritto di sciopero – come notano i compagni di Iskra, che non può e non deve restare senza l’adeguata risposta, iniziata, del resto, immediatamente.

La cosa fondamentale è che la risposta a questi e agli innumerevoli altri attacchi “singoli” che si verificheranno nei prossimi tempi sia quanto più possibile organizzata, coordinata e unitaria secondo il tracciato del fronte unico di classe contro i padroni e il governo indicato dall’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi – e che già ha avuto una prima, significativa concretizzazione nello sciopero unitario della logistica del 18 giugno scorso.

LICENZIATI PERCHÈ AVEVANO SCIOPERATO: GIÙ LE MANI DAI LAVORATORI DELLA MANUTENZIONE STRADALE

Se per 14 mesi vieni pagato in ritardo, inizi a scioperare per il rispetto dei tuoi diritti, succede che l’azienda procede con lettere di contestazioni e licenziamenti.

I lavoratori e le lavoratrici della manutenzione stradale iscritti SiCobas, con i quali condividiamo anni di piazze e di lotte fianco a fianco, sono stati raggiunti da 35 di questi provvedimenti disciplinari.

Una contestazione grave per loro, ma dal significato politico ancora più pesante. Lo sblocco dei licenziamenti e il generale clima di attacco alla classe lavoratrice permette ai padroni di poter procedere con queste aggressioni con sempre più violenza.

È mai possibile che su 18 mesi di lavoro, se per 14 hai un ritardo cronico nei pagamenti, non è neanche possibile scioperare per far rispettare i contratti?

È l’ennesimo attacco al diritto di sciopero che contraddistingue questi mesi. Un atteggiamento vergognoso da parte dell’azienda che non passerà in silenzio.

Immediatamente i lavoratori e le lavoratrici della manutenzione si sono mobilitati e già oggi saranno in presidio. Questo ricatto non passerà e avrà la risposta compatta di tutte e tutti noi.

Giù le mani dai lavoratori e dalle lavoratrici in lotta!

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