Dall'”altra America” – una tenacissima lotta di centinaia di infermiere della Tenet Healthcare, che parla anche di noi

Riceviamo dalla pagina Facebook del Comitato 23 settembre e volentieri pubblichiamo queste buone notizie dagli Stati Uniti. Centinaia di infermiere di un ospedale del Massachusetts sono da mesi in sciopero contro il colosso della sanità privata Tenet Healthcare, contro condizioni di lavoro inumane e contro i licenziamenti. Le infermiere stanno conducendo uno sciopero prolungato, fatto con i picchetti. Uno sciopero vero.

Spesso alla “estrema” sinistra si ignorano le fiammate di lotta di classe che illuminano a giorno gli Stati Uniti. Ci si accontenta di guardare solo verso l’alto, agli USA come detestabile gendarme del mondo, facendo di ogni erba un fascio e dimenticando “l’altra America”, quella dei proletari e delle proletarie, degli sfruttati, degli oppressi.

Questa notizia di lotta merita invece il suo giusto risalto. Turni di lavoro massacranti, paghe da fame, lavoratrici trattate come pezze da piedi, licenziate senza complimenti. Seppur sull’altra sponda dell’Atlantico, apparentemente lontana, questa realtà è in effetti vicinissima. Questo è quel che passa il convento nella sanità privata e nella cosiddetta sanità pubblica anche in Italia. E a giudicare dalle intenzioni del governissimo Draghi, questo è il rancio che verrà servito sempre più dovunque.

Le infermiere del Massachusetts ci mostrano che è possibile reagire con delle lotte intransigenti. Questo non solo a tutela di chi lavora, ma anche a protezione della salute della generalità dei lavoratori. Come ha dimostrato l’inumana gestione della pandemia, la salute ed anche l’educazione sono punti focali di lotta, per avvicinare l’avvento di una società che abbia chiuso i conti con il “capitalismo dei disastri”.

800 INFERMIERE IN SCIOPERO DA 131 GIORNI NEL MASSACHUSSETTS CONTRO IL GIGANTE PRIVATO TENET

Le 800 infermiere del St. Vincent’s Hospital di Worcester, Massachusetts, di proprietà del colosso sanitario Tenet Healthcare (1) lamentano orari di lavoro insostenibili e un numero eccessivo di pazienti affidati alla singola lavoratrice, con seri rischi per la salute dei pazienti; chiedono quindi assunzione di nuovo personale, turni di lavoro più umani e aumenti salariali.

Il 10 luglio per la prima volta l’azienda ospedaliera Tenet ha accettato un confronto diretto con le lavoratrici in lotta. Una vittoria, se si pensa che in precedenza Tenet si era rifiutata di trattare con loro, anzi aveva minacciato di licenziarle in massa. Il colloquio non ha avuto esito positivo, ma si è concluso con la proposta di un altro incontro.

Tenet dichiara che lo sciopero le è costato 75 milioni di $. Ribattono le infermiere che con un terzo della cifra le loro richieste base potevano essere soddisfatte, invece di assumere infermieri crumiri e di dare 30 mila $ al giorno al dipartimento di polizia di Worcester per il pattugliamento straordinario del picchetto. La Massachusetts Nurses Association, che le rappresenta, sottolinea come Tenet ha ricevuto durante il Covid 850 milioni di incentivi federali che le hanno consentito di triplicare i profitti; profitti che derivano dal duro lavoro degli operatori sanitari, che durante la pandemia sono stati licenziati in 11.000, rendendo insostenibile il carico di lavoro di chi è rimasto.

Le infermiere chiedono la solidarietà di tutti i lavoratori, sostenendo che la loro lotta va anche nel senso di difendere i diritti dei malati. Un loro eventuale licenziamento di massa avrebbe la stessa conseguenza di quello del 1981 alla Patco, quando, presidente Reagan, furono licenziati tutti i controllori di volo in sciopero. L’effetto fu di indebolire tutto il movimento operaio e sindacale statunitense. E fu il segnale per i “datori di lavoro” di tutto il paese per aggredire senza limiti di violenza i lavoratori in lotta.

L’aggressione padronale passa anche attraverso la sistematica falsificazione dei dati degli scioperi, per sminuirne la portata e diffondere lo scoraggiamento fra i lavoratori.

Il Bureau of Labor Statistics raccoglie ogni anno dati sulle principali interruzioni del lavoro. Ma lascia fuori la maggior parte degli scioperi che si verificano effettivamente, come appunto lo sciopero al St. Vincent Hospital di Worcester. Il BLS, infatti, registra solo gli scioperi che coinvolgono almeno 1000 lavoratori e che hanno durata giornaliera e non oraria. Se si tiene conto che il 60% dei lavoratori Usa del settore privato si trovano in luoghi di lavoro con meno di mille addetti, la statistica è volutamente tendenziosa. Ad es. in aprile 2021 il BLS segnala solo 6 scioperi, contro i 28 registrati da fonti giornalistiche.

Per controbilanciare questo sfalsamento della realtà, i ricercatori della School of Industrial and Labor Relations della Cornell University hanno creato un ILR Labor Action Tracker per fornire una panoramica più completa degli scioperi e delle proteste dei lavoratori, sul modello di analoghe iniziative inglesi e cinesi. Nelle loro statistiche trovano posto anche manifestazioni, picchetti informativi, scioperi orari.

Organizzare uno sciopero oggi negli Usa significa affrontare ostacoli legali, economici, politici di ogni tipo. Per questo è ambizione del gruppo di mostrare l’ampia gamma di tattiche utilizzate dai lavoratori statunitensi nel 21° secolo, durante lotte sindacali e no, di settore e no, per ridare forza e coraggio a sé stessi.

Nota 1

La Tenet Healthcare è una società statunitense che possiede 65 ospedali e 500 fra ambulatori e centri di assistenza negli Stati Uniti. Ha sede a Dallas, in Texas, e fu fondata nel 1967 da tre avvocati, Richard Eamer, Leonard Cohen and John Bedrosian, come National Medical Enterprises. Nel 2020 dichiarava 113 mila addetti e nel 2019 entrate nette per 232 milioni. E’ la terza società ospedaliera privata negli Stati Uniti in termini di entrate e la terza più grande per numero di ospedali di proprietà. Nel 2015, Tenet ha acquisito USPI, che ha creato il più grande operatore di centri di chirurgia ambulatoriale degli Stati Uniti. Nel 2020, l’azienda si è classificata al 174° posto nella classifica Fortune 500. E’ accusata di frodi ai danni di Medicare e Medicaid fra il 1990 e il 2011; ha dovuto pagare risarcimenti milionari ad almeno 769 pazienti che sono stati operati senza necessità.

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