Solidarity to Yang Kyung-soo and the militant union KCTU, against repression by the Korean Government

80,000 precarious workers gathered in the KCTU’s national workers rally for abolishment of the recent revision of Minimum Wage Act and precarious works. For the last one year under the Moon government, no progress has made in terms of trade union rights and regularization of precarious jobs.

SI Cobas expresses its outrage and condemnation of the arrest of Yang Kyung-soo, leader of the Korean trade union KCTU, aimed at preventing the general strike of 20 October in preparation. The pretext: he organised a demonstration on 3 July in Seoul with 4,701 (according to the police count) participants (with masks and social distancing), which was not authorised under the pretext of Covid. Only three of the participants in the demonstration later tested positive to Covid. On 2 September, dozens of policemen surrounded the union headquarters before dawn to arrest Yang.

Everywhere in the world, even in Italy, the governments of the bosses have used and continue to use the Covid-19 pandemic to prevent or restrict the right of workers to meet, demonstrate and strike, and to hit combative trade unions with hundreds of fines and complaints. SI Cobas replies that “if we can work, we can also strike, meet and march”, while respecting the anti Covid rules”. But the arrest of the Korean trade union leader is a very serious political fact, an attack on the trade union organisation and the one million workers who are members of the KCTU, and an attack on their freedom to strike, because the aim is to prevent the general strike of 20 October against the government. SI Cobas suffered a similar attack with the arrest of its national coordinator Aldo Milani in 2017 on the basis of a judicial and police set-up, and hundreds of charges against workers and organisers for strikes, but Korea has a special history of anti-union repression.

Since the formation of the combative KCTU union in 1995, all of its 15 presidents have been arrested by the bourgeois state powers, both under openly pro-business governments and under allegedly progressive governments such as the current one of Moon Jae-in, which came to power thanks to protests led by the KCTU itself, followed by the ‘candlelight revolution’. Moon Jae-in, who had pledged to pay attention to the needs of the workers, did not hesitate to have Yang’s predecessor Han Sang-gyu arrested for alleged fighting in parliament with the police, and he does not hesitate now to have Yang Kyung-soo (a former temporary worker on the Kia Motors assembly line) arrested, because the KCTU opposes neoliberal measures including layoffs and discrimination against temporary workers, and demands the right to organise in trade unions for civil servants, and the abolition of “security” laws, the extension of public school and health systems, and the resignation of the government. A platform that is very close to the one for which the 11 October strike has been called in Italy.

We strongly call for the immediate release of Yang Kyung-soo, and we wish our KCTU brothers full success of the 20 October strike, and that 1 million and more workers take to the streets to defend their conditions and freedom to strike, organise and demonstrate.

Let’s work for an international day of struggle for our common goals!

Workers of the world, let’s unite!

Solidali con Yang Kyung-soo e il combattivo sindacato KCTU, contro la repressione del Governo coreano!

Il SI Cobas esprime il suo sdegno e la sua condanna per l’arresto di Yang Kyung-soo, leader del sindacato coreano KCTU, volto a impedire lo sciopero generale del 20 ottobre in preparazione. Il pretesto: ha organizzato una manifestazione il 3 luglio a Seoul con 4.701 (secondo la conta poliziesca) partecipanti (con mascherine e distanziamento), non autorizzata con il pretesto del Covid. Solo 3 dei partecipanti al corteo risultarono poi positivi al Covid. Il 2 settembre decine di poliziotti hanno circondato prima dell’alba la sede del sindacato per arrestare Yang.

Ovunque nel mondo, anche in Italia, i governi dei padroni hanno utilizzato e utilizzano la pandemia da Covid-19 per impedire o limitare il diritto di riunione, di manifestazione e di sciopero dei lavoratori, e colpire i sindacati combattivi con centinaia di multe e denunce. Il SI Cobas risponde che se possiamo lavorare possiamo anche scioperare, riunirci e manifestare, nel rispetto delle regole anti-contagio. Ma l’arresto del leader sindacale coreano è un fatto politico gravissimo, un attacco all’organizzazione sindacale e alla libertà sindacale e al milione di lavoratori membri della KCTU, e un attacco alla loro libertà di sciopero, perché lo scopo è impedire lo sciopero generale del 20 ottobre contro il governo. Il SI Cobas ha subito un analogo attacco con l’arresto del suo coordinatore nazionale Aldo Milani nel 2017 sulla base di una montatura giudiziaria e poliziesca, e centinaia di denunce per le iniziative di lotta, ma la Corea ha una storia di repressione antisindacale molto più sistematica.

Da quando è stato costituito il sindacato combattivo KCTU nel 1995, tutti i suoi 15 presidenti sono stati arrestati dai poteri dello Stato al servizio della classe borghese, sia sotto i governi apertamente filo padronali che sotto quelli sedicenti progressisti come l’attuale di Moon Jae-in, andato al potere grazie alle mobilitazioni condotte dalla stessa KCTU, cui fece seguito la “rivoluzione delle fiaccolate”. Moon Jae-in, che aveva promesso attenzione per le esigenze dei lavoratori, non ha esitato a fare arrestare il predecessore di Yang, Han Sang-gyu, per presunti scontri in Parlamento con le forze dell’ordine, e non esita ora a fare arrestare Yang Kyung-soo (ex operaio precario sulla catena di montaggio della Kia Motors), in quanto la KCTU si oppone alle misure di liberalizzazione dell’economia e dei licenziamenti, alla precarizzazione ulteriore del mercato del lavoro, e chiede che i dipendenti pubblici possano organizzarsi sindacalmente, che vengano abolite le leggi sulla “sicurezza”, siano estesi i sistemi pubblici di scuola e sanità, oltre alle dimissioni del governo. Una piattaforma molto vicina a quella per cui in Italia è stato indetto lo sciopero dell’11 ottobre.

Chiediamo con forza l’immediata liberazione di Yang Kyung-soo, e auguriamo ai fratelli della KCTU che lo sciopero del 20 ottobre abbia una grande partecipazione, e che 1 milione e più lavoratori e lavoratrici scendano nelle strade per difendere le loro condizioni e la libertà di sciopero, organizzazione e manifestazione.

Lavoriamo per una giornata internazionale di lotta per questi obiettivi comuni!

Lavoratori di tutto il mondo, uniamoci!

SI Cobas – Commissione per la Solidarietà Internazionale

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