Egitto, al-Sadis min Uktubir (السادس من أكتوبر‎): dieci giorni di sciopero alla Universal for Electrical Appliances, tre operai arrestati

https://www.madamasr.com/en/2021/09/28/news/u/3-workers-at-appliance-manufacturer-arrested-as-thousands-continue-strike-against-delayed-wages/

Traduciamo da Mada Masr un articolo di Beesan Kassab sul lungo sciopero contro il mancato pagamento dei salari di duemila operai della fabbrica di elettrodomestici Universal for Electrical Appliances, situata nella municipalità egiziana 6 Ottobre (al-Sādis min Uktūbir) nel governatorato di Giza, a poco più di 20 km a sud-ovest del Cairo.

L’articolo è scarno, ma consente di cogliere il clima di terrore che c’è in Egitto dentro e fuori le fabbriche : gli operai intervistati parlano solo a condizione di restare anonimi; l’unica a non avere problemi nel denunciare l’accaduto è la giovane Shaima, figlia di uno dei tre operai arrestati, Mahmoud Haridy. L’esperienza del mancato, o ritardato, pagamento dei salari è frequente nei paesi dominati del Sud del mondo, come lo è l’esistenza di salari al di sotto delle necessità di sopravvivenza, ciò che obbliga tanti operai a prolungare l’orario di lavoro a rischio di sfinimento, infortuni o addirittura, come in questo caso, della morte. Infine, la polizia e le “forze di sicurezza” onnipresenti, pronte a colpire e a comportamenti arbitrari che ledono i diritti più elementari (in questo caso, il diritto a portare con sé dei farmaci indispensabili).

L’Italia e l’Occidente hanno a lungo preteso di voler portare “la democrazia e il rispetto dei diritti fondamentali” nel mondo arabo; vi hanno portato in realtà guerra e distruzioni, proteggendo sistematicamente i locali regimi di asserviti, in Egitto ieri il regime di Mubarak, oggi quello di al-Sisi. Sta agli internazionalisti e ai proletari più coscienti non permettere che sulle condizioni e sulla coraggiosa resistenza dei nostri fratelli e sorelle di classe egiziani e di tutto il mondo arabo cada il silenzio.

All’alba di martedì [28 settembre], le forze di sicurezza hanno arrestato nelle loro case tre lavoratori della Universal for Electrical Appliances , mentre lo sciopero dei lavoratori per il ritardo nel pagamento dei salari continuava per il decimo giorno.

I pagamenti dei salari dei lavoratori non sono stati erogati da luglio, e questa è la seconda crisi da mancato pagamento dei salari che ha provocato scioperi in azienda dal 2019. All’inizio di questo mese, 2.000 lavoratori hanno iniziato un sit-in presso la sede dell’azienda nella zona industriale della “Città del 6 ottobre” per esigere il pagamento degli arretrati.

Hassan Mabrouk, direttore generale della società, ha dichiarato a Mada Masr che la società ha subìto un forte calo delle vendite a causa del crollo della quotazione della valuta egiziana nel 2016, da cui deve ancora riprendersi. Ha detto che la direzione aveva pagato ai lavoratori i salari di luglio in tre rate negli ultimi giorni, mentre i salari di agosto sarebbero stati erogati in due tranche tra una settimana e 10 giorni da oggi, e i salari di settembre in due pagamenti dal 5 ottobre. Ha detto anche che il salario inizierà ad essere erogato normalmente dopo ottobre.

Ma un lavoratore che ha parlato con Mada Masr ha dichiarato che domenica la direzione ha pagato meno della metà delle quote dei lavoratori dovute per il mese di luglio.

Mentre Mabrouk sosteneva che il piano di pagamento degli stipendi era stato concordato tra i dirigenti della Universal, i rappresentanti del Ministero del lavoro e i rappresentanti dei lavoratori, i verbali della riunione in cui fu deciso il calendario dei pagamenti, di cui abbiamo ottenuto una copia, mostravano che i lavoratori non erano presenti.

Un operaio, che ha parlato sotto condizione di restare anonimo, ha riferito che, mentre gli operai hanno continuato lo sciopero martedì pomeriggio, le forze di sicurezza hanno circondato il sit-in, chiuso i cancelli e impedito ai lavoratori di uscire anche per comprare cibo.

Il lavoratore ha riferito anche che alcune ore prima dell'”assedio” elementi delle forze di sicurezza hanno fatto irruzione nelle case di tre lavoratori – Mahmoud Ahmed Haridy, Saeed Abdel Qader e Said Mohamed Abdel Latif – che avevano temporaneamente lasciato il sit-in.

Shaima, la figlia di Mahmoud Haridy, ha detto a Mada Masr che suo padre era andato in coma diabetico domenica ed era stato portato in ospedale dove è guarito ed è stato dimesso. Martedì alle 2 del mattino, le forze di sicurezza della stazione di polizia di Warraq sono venuti a casa ad arrestare suo padre.

Gli agenti si sono rifiutati di permettere ad Haridy di prendere le medicine che gli sono necessarie, incluso un aerosol che gli era stato prescritto dopo aver subito una lobectomia, ha detto Shaima, anche se ha aggiunto che sua madre aveva ricevuto una telefonata anonima martedì pomeriggio chiedendo che le medicine di Haridy fossero consegnate al capo delle indagini presso la stazione di polizia di Warraq.

Shaima ha aggiunto che ha seguito suo padre alla stazione di polizia dopo questo arre,sto e ha potuto vedere che il microbus che lo trasportava era lì, ma non è riuscita a trovare suo padre. Gli agenti che erano a casa della sua famiglia meno di un’ora prima, hanno negato di essere a conoscenza dell’incidente, mentre un sottufficiale le ha consigliato di andare alla stazione di polizia di Imbaba. Lì, il capo delle indagini ha detto a Shaima che suo padre è stato portato al quartier generale dell’Agenzia per la sicurezza nazionale nella “Città del 6 ottobre”.

I lavoratori di Universal for Electrical Appliances non vengono pagati da due mesi. Martedì 14 settembre, un operaio che faceva gli straordinari per necessità economica è morto per un attacco di cuore, il che ha spinto i lavoratori a proclamare lo sciopero, ha detto un lavoratore a Mada Masr chiedendo di mantenere l’anonimato.

Le richieste dei lavoratori comprendono la fine dell’irregolarità del pagamento degli stipendi, delle riduzioni del salario fino al 50 per cento, del mancato pagamento dei premi mensili di incentivazione e la fine delle decisioni amministrative arbitrarie.

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