No trucks in Colorado. La lotta dei camionisti in solidarieta’ con Roger Lazaro Aguilera-Mederos

Riprendiamo da Noi non abbiamo patria quest’interessante pezzo sulle lotte dei trasportatori negli Stati Uniti in solidarieta’ di un camionista, un giovane immigrato cubano, condannato a piu’ di un secolo di galera per un incidente mortale imputabile, non a lui, ma al mezzo. Ancora l’America che lotta insomma, non quella che opprime: l’altra America.

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Tra discorsi presidenziali su Omicron e inverni di morte annunciati, riemerge il motto I can’t breathe?

Voci dagli States ci dicono che oggi Biden farà uno storico discorso alla nazione su Omicron. Di storico ci sarebbe poco se ci limitassimo a Biden la cui figura grottesca non è dissimile da quella di Trump: il secondo una versione viscida ed invecchiata machista, che vuol assomigliare a David Bowie, il primo pare essere il vecchietto della banda TNT. Ma è così, nella fase dell’ingovernabile non dobbiamo stupirci che sia il grottesco a governare il mondo.

Potrebbe essere storico per il contesto di eccezione in cui questo discorso avverrà. Userà parole del tipo “gli americani non vaccinati avranno un inverno di morte e di ospedali strapieni come risultato della loro scelta di non vaccinarsi…”.

Nello stesso momento una protesta spontanea ed il boicottaggio dei camionisti (sotto padrone) di tutti gli States sta montando col motto “No trucks in Colorado” contro la sentenza a 110 anni di galera emessa da un tribunale di questo stato contro un giovane lavoratore camionista immigrato cubano, il cui truck nel 2019 divenne un truck death improvvisamente per l’assenza di manutenzione ordinaria da parte dell’azienda. Mentre il giovane percorreva i larghi e lunghi tornanti di una interstatale del Colorado, la Interstate 70 Denver, i freni del tir si ruppero completamente e il truck divenne un truck gun che travolse decine di vetture e 4 persone morirono. Era il 26 Aprile 2019.

Nonostante le evidenze tossicologiche (nessuna traccia di alcol e di droghe nel sangue del lavoratore) e del guasto meccanico ai freni del tir per cause non imputabili al camionista, il giudice ha dichiarato che non ha potuto applicare una sua “discrezionalità” personale ed ha applicato il codice e la legge. Risultato 110 anni di galera. Il giudice ha anche aggiunto che se viceversa avesse potuto usare la sua discrezione, avrebbe emesso una sentenza diversa. Il che vuol dire che moralmente il giovane immigrato cubano è innocente, ma colpevole di fronte alla legge borghese.

Immediatamente si è sollevata una campagna di solidarietà a questo giovane immigrato cubano – Roger Lazaro Aguilera-Mederos – e quasi 5 milioni di firme per la petizione di grazia sono state raccolte.

Soprattutto si è levata l’indignazione e la rabbia dei camionisti USA in tutto il paese, che ricordo sono prevalentemente brown, black e operai bianchi che hanno perso il lavoro nelle fabbriche. Molti di loro sono immigrati e tutti sottoposti a turni massacranti attraversando il paese per rispettare la produttività delle consegne delle merci del turbo capitalismo della logistica, del consumo degli ordini on line e della catena del mercato globale delocalizzato in isole produttive lontane.

No Trucks in Colorado è il motto della improvvisa protesta di boicottaggio che sta montando in questi due giorni ed ore. Nessun camion merci passerà attraverso le interstate del Colorado per trasportare le merci da Nord a Sud, da Est ad Ovest e viceversa. E aggirare il Colorado non è come evitare il GRA di Roma per andare da Milano a Napoli.

La protesta massiva sta ricevendo una sentita solidarietà diffusa. In molti è fresca la memoria della assoluzione del giovane suprematista bianco Kyle Rittenhouse – per “leggittima difesa” – circa l’assassinio di due rivoltosi bianchi antirazzisti durante i riot di Kenosha dello scorso fine Agosto 2020.

Si, potrebbe essere un inverno di “eccezione”, ma che sia il motto rinnovato da “I cant’ breathe” a “No trucks in Colorado” a caratterizzarlo, che sia il boicottaggio del trasporto della merce capitalistica a rendere questo natale indigesto per i padroni del vapore digitale.

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