La lotta sindacale dei riders Just Eat

Proponiamo qui sotto un pezzo del Si-Cobas in cui si descrivono le lotte dei riders attualmente in corso, la piattaforma di queste lotte, e l’obiettivo di una mobiltazione di carattere nazionale.

Ieri sera, per tutto il turno serale, diverse centinaia di riders organizzati con il SI Cobas, hanno scioperato a Roma e a Genova, paralizzando il servizio di consegna di Just Eat. La mobilitazione sorge dopo che i colleghi e le colleghe hanno deciso di raccogliere l’appello lanciato con i due scioperi dai riders di Torino.

Ad oggi, nonostante varie richieste di incontro, tra cui anche quella di un tavolo in Prefettura, l’azienda continua a far finta di nulla. Continua ad ignorare che i ciclofattorini si stanno iniziando ad organizzare e a lottare in tutta Italia per salario, diritti e dignità.

In particolare, nella piattaforma presentata all’azienda dalla nostra organizzazione sindacale e dai lavoratori, tra i vari punti emergevano questi:

1) Via l’accordo integrativo firmato dai sindacati confederali che non solo è peggiorativo del contratto della logistica, ma precarizza ulteriormente il lavoro. In particolare, rifiutiamo l’inquadramento ai livello I ed L (livelli creati apposta per diminuire i già magri salari dei riders) mentre chiediamo che questi lavoratori siano inquadrati almeno come drivers al livello G1 (9,64 euro l’ora di salario base) con l’applicazione integrale del CCNL Logistica e Trasporti, la quale comporta anche che la maturazione normale dei permessi (con l’attuale contratto i riders infatti ne maturano solo il 30%) e delle maggiorazioni corrette (lavoro domenicale pagato, supplementare al 18% invece che al 10%, notturno dalle 22 e non dalle 23 quando ormai il turno è finito).

2) Mezzi di lavoro (bici o scooter) che vengano forniti da TakeAway.com come in qualsiasi altra azienda della logistica: è impensabile che dei lavoratori subordinati debbano pagare con il loro salario le spese di manutenzione e lo stesso mezzo con cui lavorano. Nel periodo di transizione tra i mezzi propri e quelli aziendali, richiediamo inoltre un incremento significativo dell’indennità chilometrica. Oltre a ciò, una fetta importante di lavoratori non ha ancora ricevuto il kit invernale per poter lavorare (pantaloni antipioggia, scarpe antiscivolo, giacche invernali…): richiediamo l’immediata distribuzione di questo materiale fondamentale per lavorare.

3) Necessità di organizzare meglio il lavoro attraverso la suddivisione della città in zone che garantiscano la possibilità di non dove consegnare ordini a distanze che spesso arrivano fino anche a 20 km, e che in tal modo non solo peggiorano il servizio, ma rendono assai più rischiosa l’attività lavorativa, incrementando infortuni e possibili incidenti. E’ la norma infatti che i riders debbano lavorare in parti della città estremamente distanti da dove hanno lo Starting Point.

4) Stop immediato all’attività lavorativa in caso di maltempo, con garanzia del salario pieno in quanto turno di lavoro: non si può rischiare la vita, lasciando la decisione di fermarsi o meno all’arbitrio dei singoli responsabili, che in tante città causa incidenti che possono tranquillamente diventare mortali. Se non ci sono le condizioni per lavorare, bisogna fermarsi per proteggere la nostra salute.

5) Rispetto della disponibilità per i turni data dai lavoratori: in caso di aumento di lavoro vogliamo che vengano date più ore contrattuali a chi ne ha fatto richiesta, al fine di stabilizzare il turn-over di ciclofattorini, con rimozione del sistema di aumento ore basato sulle note negative o positive; piena applicazione, inoltre, della clausola di precedenza rimasta carta straccia.

6) Rimozione dell’opzione di consegna al piano, pericolosa per il furto dei mezzi e per il rischio di contagio. Tamponi, DPI, forniti gratuitamente dall’azienda per tutelare realmente la salute e prevenire il rischio di focolai.

Lo sciopero di ieri sera é solo l’inizio di un percorso di mobilitazione che vogliamo allargare a tutti i lavoratori e le lavoratrici di Just Eat in ogni città. Sulla scia di Torino, Genova e Roma, rilanciamo la lotta nelle prossime settimane: anche a Bologna, Napoli, Milano, Monza i riders di stanno organizzando per arrivare a uno e più momenti di sciopero e mobilitazione che siano realmente nazionali. Da qui, la lotta continua.

Anche contro Just Eat si può lottare, si può alzare la testa.

Uniti si vince!

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