Due anni dopo, la criminale volontà di non perseguire piani di tutela sanitaria è evidente – SI Cobas

Il discorso di insediamento del Mattarella-bis è stato un concentrato di ipocrisia specie nelle parti dedicate alla “dignità” e alla necessità di “assumere la lotta alle disuguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche”. Questo testo del SI Cobas ne smonta la stomachevole retorica per quel che riguarda il “diritto”, il bisogno umano fondamentale di vivere in salute, violato su grande scala in questo biennio sia nei confronti dei contagiati dal Covid, che delle persone affette da altre patologie, anche molto gravi – se impossibilitati, come lo è la grande maggioranza dei lavoratori, a ricorrere alla sanità privata. Due anni fa si poteva invocare come ipotetica scusante l’impreparazione; ora, passati due anni, risalta in tutta la sua evidenza la volontà criminale di “non perseguire piani di tutela sanitaria”. Sbarazzarsi di un po’ di popolazione malata alleggerirà la spesa statale e ridurrà la quota di forza-lavoro eccedente da rivoluzione industriale (e dei servizi) 4.0. A meno che, a meno che…

ANCORA CHIUSURE DELLE SALE OPERATORIE

(Come passare dalla prima alla quinta ondata senza spendere un soldo)

 La quinta ondata della pandemia di Covid-19 ha colpito e ancora una volta, come già successo nella prima, nella seconda, terza e quarta ondata, il Sistema Sanitario Nazionale è andato in emergenza:

sale operatorie chiuse,

interventi chirurgici rinviati alle calende greche,

carenza cronica di personale in ogni reparto, aggravata dai contagi fra chi è in prima linea.

Bene (cioè male). Se nel febbraio 2020 il virus era un evento inaspettato e sconosciuto, oggi, passati due anni, non è più così: l’insorgere di nuove ondate era prevedibile e previsto dagli esperti.

Quindi siamo di fronte non ad un difetto di valutazione medica. Si sconta invece una criminale volontà di non perseguire piani di tutela sanitaria.

Evidentemente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è interessato solo alla Ripresa dell’economia, del commercio e degli affari, mentre la Resilienza (capacità di assorbire urti senza rompersi) la si vuole a carico della sanità, dei suoi operatori e di una popolazione provata fino allo sfinimento.

E’ questa la dignità, Signor Presidente, a più riprese evocata nel suo discorso d’insediamento?

Era altrettanto prevedibile che una parte del personale sanitario (una minoranza) rifiutasse di vaccinarsi.

La campagna d’odio scatenata contro questi, serve solo a coprire lo sfascio della sanità!

Nel 2020, in emergenza, si è stati costretti a chiudere reparti e ridurre le prestazioni per poter reperire il personale necessario alle cure ai pazienti contagiati.

Ma oggi? Sono passati due anni: c’era tutto il tempo di organizzarsi.

E, invece, siamo punto a capo: sale operatorie chiuse, pazienti costretti ad attendere mesi per un intervento, oppure a pagarsi ciò che sarebbe un loro diritto, nelle cliniche private. E i soliti vuoti negli organici dei reparti, tamponati alla meno peggio, costringendo i lavoratori a doppi turni.

La logica e il buon senso vorrebbero che, di fronte ad un evento tanto grave, ci si preoccupasse prima di tutto di rafforzare il personale.

Ma la logica con cui la Sanità viene gestita non è quella del buon senso, non è quella dei diritti di chi si ammala e, tanto meno, quella dei diritti e della salute dei lavoratori.

A proposito, Signor Presidente, mentre pronunciava “basta morti sul lavoro”, un altro operaio è caduto sul fronte del lavoro. Quanta retorica, quanta ipocrisia!

La logica delle scelte politiche e organizzative, da Draghi in giù, fino all’ultimo Direttore Generale, passando per il ministro Speranza e i presidenti delle Regioni al gran completo (ciao, Toti) è un’altra: quella del RISPARMIO!

Risparmio che nella cinica partita doppia del capitale e del profitto, anteposta alla tutela della vita e della salute, ha significato lutti e sofferenze che potevano almeno in parte essere evitati.

E’ un fatto; in due anni di pandemia si è SCELTO di non investire soldi in Sanità.

Sta a noi scegliere di non essere logorati e massacrati!

S.I. Cobas

Sede nazionale e legale: Via B. Celentano, 5 – 20132 Milano – tel. 0236753481 – fax 0236753416 –

sito web http://www.sicobas.org – email pubblicoimpiego@sicobas.org

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