31 MARZO: CON LA LOTTA DEI PORTUALI! NO ALLA GUERRA DEL CAPITALE! NO AI TRAFFICI D’ARMI! – SI Cobas Genova

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La nave Bahri fa di nuovo scalo a Genova, portando nelle sue stive armamenti micidiali che alimenteranno il genocidio delle popolazioni sottoposte a bombardamenti devastanti, come avvenuto in Yemen, con migliaia di morti, distruzioni massicce delle infrastrutture di base (fognature, acquedotti, ospedali), sviluppo di epidemie (il colera in Yemen ha già fatto stragi di massa).

A foraggiare questo traffico infame sono tutti gli Stati, con in testa gli USA e i paesi europei, fra i quali uno dei primi posti è occupato dall’Italia, che ipocritamente “ripudia la guerra”… ma esporta armi alla grande e alimenta robustamente i conflitti quando servono gli interessi delle sue multinazionali, delle sue banche, dei suoi “oligarchi” (eh si, gli “oligarchi” ci sono anche qui…).

Oggi, l’arrivo della Bahri cade in un momento particolarmente grave, con la guerra scatenata in Ucraina dal governo reazionario di Putin, che intende con essa riconquistare una parte essenziale della vecchia sfera d’influenza dell’imperialismo russo, ma di cui, tuttavia, il governo altrettanto reazionario di Zelensky è pienamente corresponsabile, per essersi prestato alle manovre sempre più aggressive della NATO, degli USA e dei paesi europei.

Da Biden a Draghi, da Scholz a Macron, tutte le cancellerie, di qua e di là dall’Atlantico, spingono per inondare l’Ucraina di armi sempre più micidiali, dopo aver indotto le frazioni borghesi a loro legate a prostituirsi alle esigenze strategiche del “blocco occidentale” (un blocco, tuttavia, con molti contrasti interni), spingendo le classi dominanti di Kiev nel baratro di una guerra devastante, una guerra che le potenze imperialiste, ad Est come ad Ovest, non nascondono possa essere l’innesco di una spaventosa guerra mondiale nucleare.

Giovedì 31 Marzo, saremo in piazza, in solidarietà con i portuali USB in sciopero, per ribadire che solo la lotta dei lavoratori può rappresentare un ostacolo sulla via che porta ad un conflitto generalizzato. Questa lotta parte dal riconoscimento che “il nemico è in casa nostra”, è il governo Draghi e il grande capitale di cui esso è espressione!

Mentre gridiamo: “via le truppe russe dall’Ucraina!” battiamoci apertamente contro l’invio di armi da parte delle “nostre” industrie belliche, per il ritiro delle truppe italiane dai confini dell’Ucraina e da tutti gli altri teatri di guerra, contro le missioni militari del “nostro” imperialismo!

Apriamo il “fronte interno” contro la “nostra” borghesia, contro i “nostri” padroni, contro le alleanze internazionali di cui fanno parte, a cominciare dalla NATO, dall’UE e da ogni futuro progetto di esercito europeo! A queste alleanze i governi italiani partecipano per difendere gli interessi di sfruttamento e di dominio dei capitalisti nostrani, non perché servi di Washington o di Bruxelles.

Generalizziamo la lotta che i lavoratori portuali stanno conducendo!
Blocchiamo i traffici d’armi ovunque siano diretti!
Denunciamo il militarismo crescente, la crescita degli stanziamenti per armamenti e i tagli alla spesa sociale, lottiamo contro i bassi salari e il carovita, per un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni alla crescita dell’inflazione, contro l’aumento dello sfruttamento e della repressione sui luoghi di lavoro e nei confronti dei proletari combattivi, battiamoci contro la disoccupazione crescente e per il salario medio operaio a tutti i disoccupati!

NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA!
SI ALLA LOTTA DI CLASSE INTERNAZIONALE!
PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNIAMOCI!

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