Sulla manifestazione del 1° maggio a Milano – SI COBAS

MILANO: UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA INTERNAZIONALISTA E DI OPPOSIZIONE ALLA GUERRA.

Oggi in tanti siamo scesi in strada a manifestare per il primo maggio, giornata di lotta internazionale dei lavoratori.

In via Padova, nella periferia più multietnica di Milano, circa 1500 persone hanno sfilato in corteo, oltre il perimetro vertenziale, perché oggi è necessario collegare le lotte del S.I. Cobas nei posti di lavoro ad una visione più ampia che sappia raccogliere altri settori di classe, che subiscono l’oppressione e si organizzano per respingerla.

È per questo che è stato importante coinvolgere in quest’iniziativa i comitati cittadini per il diritto all’abitare, i proletari di via Esterle che difendono lo spazio abitativo in cui possono, almeno, avere un tetto sotto cui dormire e organizzarsi, tanti studenti e le realtà sociali con cui da anni condividiamo la prospettiva anticapitalista.

Un corteo internazionalista negli obiettivi e nella sua composizione, fatto delle tante nazionalità che nei luoghi di lavoro da anni dettano il passo della lotta di classe in Italia, e che oggi hanno ancora una volta riempito la piazza col loro entusiasmo e il loro protagonismo. Particolarmente consistente la presenza della comunità cingalese, raggruppata sotto le bandiere del JVP.

In questa fase di crisi sistemica acuta, che trova nelle guerre uno sviluppo inevitabile, in Ucraina come in tante aree dell’Africa, del Maghreb, del medio Oriente, dell’Asia, il nostro fronte deve ricomporsi, perché mentre piovono bombe sui nostri fratelli altrove, qui il governo Draghi ha già dichiarato la propria guerra ai lavoratori e mentre segue pedissequamente i dettami dei signori della NATO, attacca, insieme a Confindustria e a tutta la borghesia, i nostri salari e le nostre condizioni di vita.

Mentre l’inflazione sale sui beni primari, i soldi delle tasse che ci fanno pagare finiscono in speculazione, in privatizzazioni o in armamenti. Nulla viene fatto per servizi pubblici efficienti e garantiti come la sanità, i trasporti, le case popolari o la scuola.

E così vogliono ridurci a carne da macello, a merce il cui valore si esaurisce nello sfruttamento, a morire nei luoghi di lavoro, come nel Mar Mediterraneo, ormai ridotto ad un vero cimitero di emigrati.

Oggi abbiamo dato un bel segnale, organizzarsi è possibile anche sul terreno della lotta reale.

Abbiamo ricordato Adil nel parco a lui dedicato dai proletari e Gnappo mentre marciavamo e cantavamo i nostri canti di battaglia.

Ora guardiamo avanti al 20 Maggio, ad uno sciopero generale che dovrà sostanziarsi nell’allargamento delle pratiche di lotta ad ampi settori di classe

SI Cobas nazionale

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