Assemblea telematica in preparazione dello sciopero del 20 maggio – domenica 8 maggio, ore 10.30 / SI Cobas

La guerra tra Russia ed Ucraina rappresenta un balzo in avanti della crisi sistemica del modo di produzione capitalista; uno scontro per il controllo delle ricchezze e dei mercati nelle regioni dell’ex Unione Sovietica, che oppone l’imperialismo russo, proteso nello sforzo di fermare l’erosione della sua sfera d’influenza, al blocco USA-UE-NATO deciso ad avanzare nello sfondamento verso Est.
Da quasi tre mesi l’Ucraina è devastata: centinaia di migliaia di proletari vengono mandati al massacro e a massacrare altri proletari per servire gli interessi di bande di capitalisti. Mentre proseguono i bombardamenti e le distruzioni causate dall’invasione russa, l’occidente spende miliardi di euro per armare e foraggiare il governo fantoccio di Zelensky in modo da prolungare ad oltranza la carneficina: l’effetto sono decine di migliaia di morti, militari e civili, e oltre 11 milioni di sfollati, che vanno ad aggiungersi alle migliaia di cadaveri che hanno funestato la guerra civile in corso da almeno 8 anni tra i governi filooccidentali e ultranazionalisti di Kiev e i separatisti filorussi del Donbass.
Come in tutte le guerre, sono i proletari, in Ucraina come in Russia e in Europa, che pagano a caro prezzo gli effetti dei bombardamenti, delle sanzioni e del forte aumento del costo della vita.

Il governo Draghi si è arruolato in questa guerra attraverso una imponente fornitura di armamenti al governo ucraino, con l’aumento delle spese militari (lievitate fino al 2% del PIL) e dei contingenti alla frontiera. Queste scelte hanno già conseguenze sociali pesantissime sui lavoratori e sulle fasce più deboli della popolazione, già colpite duramente da due anni di una pandemia che, a dispetto del calo di attenzione mediatico, pare non avere fine: a causa del carovita, nel primo trimestre del 2022 il potere d’acquisto dei salari è diminuito di almeno il 5%, in un quadro che vedeva i livelli salariali già peggiorati del 3% rispetto a 40 anni fa (unico caso in Europa); su alcune materie prime (gas, elettricità, ecc.) e generi alimentari (olio, pasta, ecc.) sono già in atto misure di razionamento.

Anche in questa occasione, come per tutto il periodo della crisi pandemica, Draghi e i suoi maggiordomi possono contare sul sostegno pressochè unanime dell’intero parlamento e sulla sfacciata complicità dei vertici di Cgil-Cisl-Uil.

Ciò che abbiamo davanti è l’inizio di un periodo di miseria, di crisi energetica, di inflazione e ovviamente di guerra: un uragano che sta investendo le società occidentali e che porterà ad un’ulteriore intensificazione dei livelli di sfruttamento e a nuovi attacchi al salario diretto e indiretto, con migliaia di esuberi, una sequenza di nuove crisi e ristrutturazioni utili a ridisegnare la sopravvivenza stessa di questo sistema predatorio, e un ulteriore inasprimento delle misure repressive e dei dispositivi di controllo preventivo nei confronti delle lotte dei lavoratori e delle mobilitazioni sociali.

Lo sciopero del 20 maggio parte quindi dalla necessità di far sentire forte e chiara la nostra opposizione radicale, senza se e senza ma, alla guerra come strumento e momento-chiave della ristrutturazione capitalistica, la nostra denuncia del ruolo antioperaio tutti gli schieramenti attivi nel conflitto (Usa, Ue, governo ucraino e Russia), a partire dalla denuncia e dal contrasto del militarismo di “casa nostra”, e la nostra ferma convizione che solo una mobilitazione straordinaria dei lavoratori e delle masse oppresse potrà fermare la folle corsa verso il baratro di una nuova guerra mondiale.

Guerra alla guerra!
Contro Putin, contro la Nato e contro l’UE: gli stati, i governi e gli schieramenti imperialisti che stanno insanguinando l’Ucraina sono tutti nemici giurati della classe lavoratrice.
Basta spese militari!
Per una nuova scala mobile: aumento immediato dei salari in misura pari all’inflazione e adeguamento di tutti i CCNL per far fronte al caro-vita
Stop immediato agli aumenti delle tariffe di luce e gas e blocco dei distacchi delle utenze per tutti i casi di morosità incolpevole.
Per un salario garantito che permetta una vita dignitosa a tutti i lavoratori e i disoccupati.
Per una forte riduzione dell’orario di lavoro: lavorare tutti, lavorare meno, in lavori socialmente utili.
Per il diritto alla salute: sanità gratuita, territoriale ed universale.
Per il ripristino dell’indennità di malattia nei casi di quarantena da sospetto contagio Covid.
Basta morti sul lavoro e di lavoro: rafforzamento delle misure di sicurezza, inasprimento delle sanzioni per la mancata adozione dei dispositivi di prevenzione e ampliamento dei poteri ispettivi e di controllo da parte dei lavoratori e delle loro rappresentanze.
Per il diritto alla casa: no agli sgomberi delle occupazioni sociali abitative, no alle speculazioni sui quartieri.
No alla repressione degli scioperi e delle lotte dei lavoratori.
Fine delle politiche discriminatorie e razziste sui permessi di soggiorno, strumento decisivo di divisione dei lavoratori e di assoggettamento padronale.
Contro le politiche monetarie inflazioniste e la crescita del debito pubblico, per una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione: facciamo pagare la crisi ai padroni.

Costruiamo in tutte le città e in tutti i luoghi di lavoro comitati di lotta unitari contro la guerra e il militarismo, per la solidarietà internazionale tra gli sfruttati e per la costruzione dello sciopero generale del 20 maggio.

DOMENICA 8 MAGGIO – ORE 10,30
ASSEMBLEA NAZIONALE TELEMATICA SU ZOOM, APERTA A TUTTI I LAVORATORI COMBATTIVI E ALLE REALTA’ DI LOTTA SINDACALI E SOCIALI.

SI COBAS NAZIONALE

Per ottenere le credenziali di accesso all’assemblea si prega di contattarci via email all’indirizzo assemblea279@gmail.com o mandando un messaggio alla pagina facebook SI Cobas Lavoratori Autorganizzati

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