Guerra alla guerra imperialista: basta basi e spese militari! 2 giugno, a Coltano

Il 2 giugno saremo a Coltano rispondendo all’appello lanciato dal Comitato contro la costruzione della nuova base, all’interno della testuggine del Collettivo di Fabbrica GKN con un messaggio chiaro: guerra alla guerra imperialista e all’imperialismo di casa nostra!

La nuova base verrà costruita in un parco e riserva naturale, e andrebbe ad aggiungersi a quella di Camp Darby, per cui è previsto un ulteriore ampliamento, e all’aeroporto militare, e sarebbe accompagnata dalla ristrutturazione della Darsena Livorno proprio nell’ottica di consentire e facilitare il passaggio di armi e mezzi militari. A questo si aggiunge il rigassificatore costruito dinanzi le coste livornesi, e quello che vogliono costruire nel porto di Piombino: la costa toscana, come innumerevoli altri territori, viene ripensata in funzione della guerra.

La guerra in Ucraina è l’ultimo tassello della crisi storica del modo di produzione capitalistico che sta portando l’umanità su un piano inclinato fatto di scontri interimperialistici, escalation militare ed esplosioni a catena di contraddizioni che si intrecciano a livello globale su più piani.

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Per dare un contributo alla lotta contro la guerra – che non può non avere un respiro internazionalista – il nostro compito principale non può che essere quello di lottare e denunciare le responsabilità del nostro governo, della Nato e dell’UE, e combattere contro l’imperialismo di casa nostra.

Combattere la guerra significa anche opporsi alle sue ricadute sociali: dopo 2 anni di pandemia il governo Draghi aumenta la spesa militare fino al 2% del Pil, togliendo così risorse a sanità, scuola, trasporti; mentre le fasce più deboli della popolazione continuano a subire gli effetti della crisi in termini di aumento del costo dei beni di prima necessità, aumento della precarietà e dello sfruttamento, e peggioramento delle condizioni di vita.

Esser presenti alla manifestazione di Coltano per noi vuol dire cercare di rafforzare l’opposizione alla guerra imperialista e alle sue conseguenze in termini di costi sociali e repressione, che la costruzione di questa nuova base rappresenterebbe: una colata di cemento in un parco nazionale e una riserva naturale, con denaro pubblico speso per la sua costruzione, sottrazione di uno spazio verde a danno delle popolazioni locali, controllo militare del territorio e il suo utilizzo per possibili esercitazioni come di recente accaduto in Sardegna.

Prenderemo parte alla manifestazione perché porsi nella prospettiva di sabotare la guerra significa impedire la costruzione di una nuova base, così come impedire il carico e lo scarico di armi, come avvenuto all’aeroporto di Pisa e al porto di Genova. 

Parteciperemo alla giornata con l’idea di rifiutare la logica emergenziale attraverso la quale la classe dominante vorrebbe legittimare la presenza delle basi militari e giustificarne la costruzione di nuove, con nuove devastazioni ambientali. Vogliamo ribaltare questa logica contrapponendovi le necessità e le urgenze della nostra classe: l’aumento della spesa sociale, l’investimento sull’edilizia scolastica, il rafforzamento del trasporto locale, lo sblocco delle assunzioni nella sanità, la tutela ambientale e della salute pubblica.

Contro la guerra in Ucraina, contro ogni guerra imperialista, contro l’imperialismo di casa nostra.

PER QUESTO, PER ALTRO, PER TUTTO

Casa del Popolo di Teramo 

Centro Politico Comunista Santacroce 

Collettivo Militant

CPA Firenze Sud

Csa Vittoria

Fronte Comunista

Fronte della Gioventù Comunista

Laboratorio Politico Iskra

Mensa Occupata 

Movimento Disoccupati 7 Novembre

OSA Perugia

Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria

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