Il carattere imperialista della guerra in Ucraina in due scatti (di avvoltoi)

L’imperialismo occidentale, mentre è intenzionato a prolungare la guerra per sfiancare il Cremlino, prepara già “la ricostruzione” che darà il colpo di grazia ai lavoratori ucraini.

16 giugno – A Kiev i tre messaggeri di guerra dell’UE Scholz, Macron e Draghi (in realtà tre più uno – il presidente rumeno Iohannis, che nelle cronache viene abitualmente cancellato) si incontrano con Zelensky. Sono lì a dare il loro volonteroso aiuto in armi all’Ucraina perché si auto-distrugga il più possibile (“fino all’ultimo ucraino”) nell’interesse dell’Occidente tutto, e perché produca, sempre nell’interesse dell’Occidente, il massimo danno possibile alla Russia che l’ha invasa. Sono lì, anche, a dettare le loro condizioni per l’armistizio e la futura “pace” – onde assicurarsi che i profitti dell’UE nella eventuale “ricostruzione”, e dei singoli stati usurai dell’UE l’uno in competizione con l’altro, non siano da meno di quelli garantiti agli Usa e al Regno Unito.

Tutti insieme a succhiare sangue dal corpo straziato delle masse lavoratrici ucraine.

Supposizioni da malfidati anticapitalisti? La risposta è nella foto qui sotto, di appena quattro giorni dopo.

20 giugno il presidente di Confindustria, Bonomi, va a Kiev e ottiene da Zelensky la seguente rassicurazione:

“Appoggiamo la presenza italiana in Ucraina. Con l’Italia, si è aperta una nuova pagina nei rapporti fra i nostri paesi. Si è creata la fiducia nei nostri rapporti e vorrei che la produzione italiana e le aziende fossero rappresentati ancor di più sul mercato ucraino soprattutto nel programma di ricostruzione dell’Ucraina, il programma che verrà attivata dopo la fine della guerra. Ma già ora – sottolinea Zelensky – bisogna cominciare ad avviarla”. Per questo, rileva, “è necessario che i produttori italiani entrino come forza nel nostro mercato e noi per questo siamo completamente aperti”.

Vi ricordate i palazzinari intercettati al telefono, che ridevano pensando ai lucrosi affari che avrebbero fatto grazie al terremoto dell’Aquila? Erano solo un paio di scellerati? Niente affatto!  Queste foto in sequenza mostrano con ogni evidenza che l’affarismo più cinico è l’essenza stessa del modo di essere del capitalismo e dei capitalisti: distruggere vite umane e beni materiali perché il capitale, un sistema sociale ormai moribondo, possa riprodursi e continuare a prosperare.

L’imperialismo occidentale, mentre è intenzionato a prolungare la guerra per sfiancare il concorrente potere del Cremlino, prepara già con i suoi emissari “la ricostruzione”, che darà il colpo di grazia ai lavoratori ucraini. Saranno loro, infatti, a dover ripagare con un surplus di sfruttamento e sottomissione i “generosi aiuti” di guerra di Washington, Roma e Bruxelles. Come affermano in un recente post i compagni di Iskra: la guerra “è solo questione di affari per i padroni”, mentre è miseria, morte e povertà per gli sfruttati.

GUERRA ALLA GUERRA IMPERIALISTA!

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