Napoli. Chi semina miseria, raccoglie tempesta – Movimento 7 novembre

Qui di seguito gli ultimi due comunicati del Movimento 7 novembre di Napoli relativi alla giornata di oggi, 5 agosto (Red.)

Sugli scontri di questa mattina e sulla situazione

Le esigenze per cui anche nel mese di agosto i disoccupati sono e rimarranno in piazza sono chiare, semplici e indifferibili: chiare e semplici, perché rivendichiamo il mantenimento degli impegni presi il 6 luglio nel Tavolo Interistituzionale, indipendentemente da quali forze politiche prenderanno la barra del comando.

La piazza di questa mattina era determinata a non fallire, a non arretrare rispetto a tutti gli impegni presi il 6 luglio scorso.

Volevamo che i nostri compagni/e fossero ricevuti dal Consiglio Comunale, trovando invece un atteggiamento provocatorio e intimidatorio da parte delle forze dell’ordine concretizzatosi in un infelice tentativo di carica che ci ha messo nelle condizioni di dover resistere e contenere la pur giusta rabbia che ne è derivata, per evitare ulteriori strumentalizzazioni.

Poco ci riguarda il fermento sempre più febbrile delle dinamiche elettoralistiche: avevamo raggiunto obbiettivi di non poco conto e non possiamo consentire che la preparazione delle campagne elettorali distragga gli attori politici della nostra vertenza.

Il rischio che il percorso, costruito con fatica, sudore, e sacrificio lungo tanti anni di lotta, possa essere ancora una volta rallentato dalle scelte di una classe politica che ha mostrato la sua incapacità in tante di quelle occasioni da rendere impossibile qualunque ipotesi di fiducia, è un rischio concreto quanto insopportabile.

Non da oggi, ma nel corso di tutti questi anni, abbiamo tracciato una linea chiarissima riguardo alla nostra posizione verso le istituzioni e i loro rappresentanti, verso i loro compiti disattesi e la loro uniformità di azione, che si è sempre concretizzata in un opportunistico attendismo, nella speranza, forse, di indebolire la nostra lotta.

Ma non è avvenuto questo, bensì il contrario.

Abbiamo incassato i colpi della repressione con denunce, arresti e costruzione di teoremi giudiziari grotteschi, secondo i quali la nostra attività sarebbe assimilabile ad una associazione a delinquere; i picchetti che i nostri fratelli, i lavoratori della logistica, hanno fatto, fanno e faranno per difendersi dall’aggressione dei padroni sarebbero assimilabili ad atti estorsivi.

Perciò le dinamiche che si sono verificate nella piazza dei disoccupati di questa mattina sono molto significative: noi veniamo arrestati, picchiati, sorvegliati perché chiediamo un posto di lavoro e un salario o perché vogliamo il pieno rispetto dei diritti di chi lavora.

Ci viene detto che non siamo liberi di fare questo. Nel mentre però il governo è libero di impegnare miliardi di euro per farsi capofila nella gestione dell’economia di guerra, è libero di scaraventare i costi della enorme crisi in atto addosso alle fasce più deboli della società pur di difendere i margini di profitto dei padroni, è libero di reprimere il crescente bisogno sociale che sarà ingigantito dall’aumento selvaggio dei prezzi, dalla stagnazione dei salari e dal taglio delle misure assistenziali come il RDC.

Ci sono migliaia di nuclei familiari che hanno componenti con sentenze passate in giudicato, che perderanno il reddito di cittadinanza: se il governo ritiene che il modo corretto di occuparsi della marginalità sociale sia l’eliminazione per fame, noi crediamo che vada data una risposta inequivocabile, ed è anche questo il senso della nostra presenza in piazza oggi, perché noi siamo convinti che la marginalità sociale si eradichi mostrando altre possibilità e altre prospettive e crescendo insieme nei percorsi di lotta per la riconquista dei propri diritti: questo tema è centrale nella nostra vertenza ed è stato centrale nel fissare la determinazione dei disoccupati a non ricevere alcun “no”.

La stagione autunnale sarà lunghissima, visto che è iniziata già oggi, almeno a Napoli.

Tenetevi liberi…

***

SCONTRI A NAPOLI! ASSEDIATO IL CONSIGLIO COMUNALE!

I disoccupati in piazza, in centinaia e centinaia, resistono alle provocazioni e cariche sotto al Consiglio Comunale. Manganellate e criminalizzazione non ci fermeranno.

La grave situazione che sta colpendo chi percepiva il Reddito di Cittadinanza, migliaia di famiglie, a causa del protocollo INPS e Ministero di Giustizia che ne sancisce l’assurda sospensione dell’erogazione a chi era oggetto di sentenze passate in giudicato da meno di 10 anni, insieme la necessità di avere risposte sugli impegni assunti il 6 Luglio al Tavolo Interistituzionale per la nostra vertenza sui progetti di formazione e lavoro socialmente necessario, per percettori e non percettori, quindi disoccupati di lunga durata appartenenti alle platee storiche.

Questi i motivi principali della tensione che si sta vivendo in città.

GUERRA, CRISI SANITARIA, CRISI AMBIENTALE INFLAZIONE, CAROVITA, SFRUTTAMENTO!

Non pagheremo noi la vostra crisi!

Lavoro o non lavoro, dobbiamo campare!

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