Veniamo da lontano. Guardiamo lontano – Disoccupati 7 novembre

Rilanciamo molto volentieri questo post Facebook dei Disoccupati 7 novembre, che ricostruisce molto in breve, con giustificato orgoglio di classe, un lungo cammino di lotta e di organizzazione compiuto in anni molto difficili, e mette in guardia sia i maneggioni dei poteri locali, sia gli immancabili profittatori dell’ultima ora (sia, implicitamente, chi sta più in alto), dal porsi di traverso al raggiungimento di un primo sbocco materiale positivo di questa vertenza, che è stata ed è qualcosa in più di una semplice vertenza sindacale. Come si è potuto vedere, da ultimo, il 5 novembre a Napoli. (Red.)

Veniamo da lontano. Guardiamo lontano.

Siamo partiti da meno di dieci di noi con qualche volantino e manifesto nei nostri quartieri, con i primi presidi che potevamo sembrare velleitari. Poi hanno risposto diversi disoccupati/e in tante zone della città, iscrivendosi ed organizzandosi con noi.

Siamo diventati in centinaia e centinaia.

Abbiamo strappato i primi incontri con le istituzioni con una buona dose di determinazione ed anche pazzia, con iniziative di lotta significative.

Maschio Angioino, Castel Dell’Ovo, Mostra d’Oltremare, PAN, Palazzo Reale, Teatro San Carlo, Teatro Mercadante, Teatro Sannazzaro, Comune, Città Metropolitana e Regione, edifici comunali e municipali, assessorati regionali e comunali, uffici pubblici, sedi dell’INPS e di Agenzie Interinali, tutte le vie, strade e tutte le piazze.

Non c’è spazio, struttura, luogo della città, passerella elettorale che – con la pioggia o sotto il sole – non abbia visto la presenza della lotta del movimento dei disoccupati/e.

Siamo andati a bussare la porta a tutti i rappresentanti istituzionali.

Siamo arrivati alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministeri del Lavoro, al Ministero degli Interni, al Ministero dello Sviluppo Economico, alle sedi nazionali dei partiti di governo fino a Montecitorio dove abbiamo resistito alle cariche della polizia e carabinieri.

Abbiamo svolto centinaia di iniziative di riqualificazione dal basso fino alla raccolta differenziata da San Giovanni fino a Bagnoli lungo tutto il litorale cittadino per i mesi estivi.

Abbiamo fatto le notti fuori i palazzi istituzionali con i presidi permanenti, i turni e le collette per mangiare insieme. Ore ed ore nei nostri sportelli ad sistemare i documenti o a fare le riunioni organizzative.

Abbiamo affrontato le contraddizioni, la marginalità sociale, le difficoltà dei nostri quartieri.

Abbiamo violato i lockdown a senso unico, migliaia di famiglie sostenute dalle nostre spese sodali e sociali in assenza delle istituzioni denunciando l’uso capitalistico della crisi sanitaria da Covid-19.

Abbiamo fatto kilometri con transit e macchine per portare la nostra lotta in giro per questo paese e per ascoltare le altre lotte: Palermo, Catania, Messina, Taranto, Cosenza, Bari, Roma, Perugia, Firenze, Bologna, Torino, Milano e tante altre.

Abbiamo combattuto contro le false promesse ed impegni non mantenuti delle controparti istituzionali ma anche al nostro interno per spiegare ed emancipare gli stessi iscritti abituati alla concorrenza, alla diffidenza ad organizzarsi con altri, all’individualismo, allo sguardo ridotto alla vertenza limitata a se stessa.

Abbiamo denunciato con botte e manganellate tutte le politiche anti-proletarie e anti-popolari dei vari governi ed amministrazioni susseguite così come lo sperpero di denaro pubblico per opere inutili, agenzie interinali, formazioni non finalizzate al lavoro.

Abbiamo resistito alle narrazioni tossiche e criminalizzazioni della nostra lotta, ai tentativi di dividere i disoccupati invitandoli a fare altre scelte, alle denunce continue, agli avvisi orali per pericolosità sociale, alle multe anti-covid, ai decreti penali di condanna, alle indagini di associazione per delinquere, ai fermi e processi per direttissima.

Abbiamo dovuto strappare i Tavoli istituzionali che fino a prima dicevano fossero impossibili da attivare. Abbiamo dovuto resistere ai continui rinvii e ritardi, ai mancati mantenimenti degli impegni assunti.

Abbiamo stretto alleanza con lavoratori autorganizzati, sostenendo scioperi e blocchi della produzione per l’applicazione dei contratti collettivi ed il pagamento degli stipendi arretrati o rispetto della sicurezza sul lavoro. Così con gli studenti e le studentesse nelle loro piazze scontrandoci fuori la sede di Confindustria, gli attivisti contro i comitati ambientali e le reti contro la violenza di genere.

Abbiamo denunciato i costi della guerra, le spese militari al danno delle spese sociali, denunciato i tagli e le chiusure di ospedali, scuole e trasporti.

Abbiamo portato 10.000 solidali in piazza a Napoli al fianco della nostra lotta, contro la guerra ed il carovita.

L’elenco potrebbe non finire mai.

Non permetteremo a nessuno, politicanti dell’ultima ora e liste clientelari di mettersi di traverso al nostro percorso, alla nostra lotta, ai nostri risultati per favorire quello o quell’altro bacino di voti.

La nostra lotta non è per noi. Ma per tutti.

Chi vuole si aggreghi a noi.

Chi vuole fare della lotta dei disoccupati interessi personali stia alla larga.

Con la massima trasparenza che ci ha sempre contraddistinto faremo ciò che serve per garantire autonomia, coerenza e raggiungimento dell’obiettivo per chi ha lottato e lotta ancora.

#Napoli#7nov#Lavoro

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