Solidarietà ai lavoratori bengalesi e agli emigranti africani! \ বববাংলবদদেশশি শ্রশমিক এববাং আশফ্রিকবন অশভিববসসীদদের সবদথে সবাংহশত

Un’importante manifestazione dei lavoratori bengalesi
Domenica 26 aprile c’è stata un’importante manifestazione a Mestre-Venezia. I lavoratori e i giovani bengalesi hanno sfilato in corteo per denunciare le aggressioni a sfondo razziale che hanno subito in questi tempi. Go to Bangla version.

Hanno manifestato in tanti e con forza contro il razzismo. Il razzismo è un veleno, che scende dallo Stato e dalla classe politica con i loro media e divide gli italiani dagli immigrati rendendoli tutti più deboli e ricattabili da parte dei padroni. Gli immigrati ci hanno quindi mostrato, ancora una volta, qual’è la strada da percorrere; perché solo se lottiamo e lottiamo uniti, oltre e contro ogni discriminazione, possiamo difendere i nostri bisogni e la nostra dignità di uomini e di donne che lavorano, e dei giovani. Basta alla guerra fratricida, tra poveri. Alziamo la testa al fianco degli immigrati contro chi – Renzi&Co e suoi schifidi amici capitalisti, italiani ed europei – diffonde il razzismo e vara leggi come il Jobs act per poterci spremere come limoni; contro questi grandi trafficanti di schiavi, che fanno finta di piangere per la strage degli immigrati nel Mediterraneo e intanto preparano nuove aggressioni neo-coloniali.
Due parole sulla manifestazione dei lavoratori bengalesi
Una manifestazione riuscita, con 1.000-1.500 partecipanti reali, nella quasi totalità composta di lavoratori bengalesi, con una presenza limitata, ma significativa, di donne e di bambini, una pizzicata di insegnanti di altra nazionalità e una sola presenza organizzata di autoctoni: quella del Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri, dei Clashcityworkers e dei Lavoratori\trici in lotta di Verona, che hanno diffuso l’unico volantino presente nella manifestazione anche in bangla (vedi sotto). Il solo organismo sindacale presente era lo SlaiProlCobas, che interviene tra i lavoratori degli appalti Fincantieri, molti dei quali sono bengalesi.

La dimostrazione è stata vivace; lo slogan più gridato nello spezzone più caldo del corteo, che era aperto dallo striscione: “Solidarietà ai lavoratori bengalesi e agli emigranti dall’Africa”, è stato “basta razzismo”; ma sono stati gridati anche altri slogan come “contro il razzismo, arma del padrone, lotta di classe, organizzazione”, “basta licenziamenti, basta precarietà, difendiamo uniti la nostra dignità”, “banche, borse, stati imperialisti, sei voi i grandi schiavisti”, “stati dell’Europa, governi dei padroni, siete voi che affondate i barconi”.

Piuttosto nauseante, invece, la passerella finale di figure istituzionali (di secondo piano) impegnate, senza neppure tanta convinzione, in discorsi caramellosi, dai quali le violenze ripetute nelle piazze contro i bengalesi, le discriminazioni contro i lavoratori bengalesi sui luoghi di lavoro, il razzismo e le stragi nel Mar mediterraneo sono letteralmente scomparse.
Il testo del volantino distribuito a Mestre Continua a leggere Solidarietà ai lavoratori bengalesi e agli emigranti africani! \ বববাংলবদদেশশি শ্রশমিক এববাং আশফ্রিকবন অশভিববসসীদদের সবদথে সবাংহশত

Fincantieri e appalti. Una lotta comune [English-Românesc-বাংলা-عَرَبيْ]

[ENG VERSION – ROMÂNESC – বাংলা (BANGLA)]
[عَرَبيْ]

Lavoratori e lavoratrici degli appalti,

gli scioperi di questi giorni riguardano anche voi. Soprattutto voi.
Sapete bene, per diretta esperienza, che la costruzione delle navi, grandi e piccole, in questo cantiere e negli altri cantieri, deve molto, moltissimo al vostro lavoro – un lavoro prezioso, ma pagato con salari sempre più bassi e quasi sempre in ritardo; svolto in condizioni spesso pericolose e con orari fuori da ogni regola; un lavoro sottoposto a ricatti di ogni tipo e a licenziamenti senza tutela. Negli anni passati la Fincantieri ha fatto di tutto per frantumare il più possibile gli appalti, allargare l’area dei sub-appalti e impedire che i lavoratori degli appalti si organizzassero sindacalmente. Il risultato è che oggi nel cantiere di Marghera c’è una sola ditta sindacalizzata nella quale viene rispettato, solo in parte, il contratto. Il resto è una vera e propria giungla di sfruttamento e di supersfruttamento.

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