Sulla sollevazione operaia e popolare in Kazakhstan – TIR  (italiano, francais, English)

Download English Version

Cliquez ici pour telecharger le document en francais

Con l’insurrezione operaia e popolare in Kazakistan. Abbasso il regime capitalista, fuori le truppe russe!

L’insurrezione esplosa in Kazakistan, che il presidente Tokayev attribuisce a “terroristi” al soldo di non meglio precisate potenze “straniere” è in realtà stata iniziata il 2 gennaio dai lavoratori della città industriale di Zhanaozen, e si è subito estesa a tutta la regione mineraria occidentale di Mangystau. Ha quindi una chiara matrice di classe. Questi lavoratori nella scorsa estate erano stati protagonisti di un’ondata di scioperi economici vittoriosi, che avevano portato il raddoppio dei salari; ma il raddoppio del prezzo del Gpl, il principale carburante per auto nel paese, a seguito della liberalizzazione dei prezzi dell’energia (prodotta in loco), per quanto su livelli che in Italia sarebbero irrisori (da circa 12 a 24 centesimi di euro al litro), è apparso loro come una beffa che cancellava quanto strappato con la lotta.

Continua a leggere Sulla sollevazione operaia e popolare in Kazakhstan – TIR  (italiano, francais, English)

The Dirty Dragon Hunt

Against the anti-Chinese trade, diplomatic, political, ideological and military campaign

Thirty years after the celebration of the end of the Cold War and the beginning of a new American century, are we in the midst of a new Cold War? Yes and no, in that it could also become a hot war …

The climate of international relations has already been shaped for several years by the growing confrontation between the USA and China, by which American imperialism is trying to contain and block the rise of the Chinese power with economic, diplomatic and military weapons.

We denounce the initiatives of economic warfare carried out by the various Western imperialism against China, whether they are aimed at hitting the Chinese economy, and its trade or at preventing access to the most advanced technologies, and the outright military provocations by the United States and its allies, which are not just threats but military preparations for a possible war against China.

Continua a leggere The Dirty Dragon Hunt

THE BLACK FRIDAY MOBILISATION STRONGLY EMPHASISES THE IMMEDIATE NEED FOR A TRADE UNION AND POLITICAL BATTLE AGAINST THE AMAZON MODEL – SI Cobas

THE BLACK FRIDAY MOBILISATION STRONGLY EMPHASISES THE IMMEDIATE NEED FOR A TRADE UNION AND POLITICAL BATTLE AGAINST THE AMAZON MODEL.

Last Friday, hundreds of SI Cobas workers, mostly logistics workers from various Italian cities, manned the gates of the Amazon mega-plant in Castel San Giovanni (Piacenza); with them were dozens of students and workers in solidarity.

We chose to join the appeal launched by the international network “Make Amazon Pay” with the aim of giving continuity to the highly successful initiative on the occasion of the general strike of grassroots trade unionism on 11 October, and thus to give voice to the struggles against exploitation and low wages imposed by the Amazon system.

We gathered outside the Amazon gates on the “Black Friday”, which has become the worldwide symbol and apex of a model of unbridled consumerism based on a reduction in retail prices that is the result of both the monstrous increase in the pace and workload of warehouse workers and drivers, and the starvation wages made possible by a system of generalised precariousness of working and contractual conditions. This system was further exacerbated during the pandemic and today a majority of Amazon workers are employed for years on fixed-term or temporary contracts, under the permanent blackmail of non-renewal and therefore unable to organise themselves in a trade union to assert their reasons and interests.

Continua a leggere THE BLACK FRIDAY MOBILISATION STRONGLY EMPHASISES THE IMMEDIATE NEED FOR A TRADE UNION AND POLITICAL BATTLE AGAINST THE AMAZON MODEL – SI Cobas

The October 11 General Strike in Italy – SI Cobas

On Monday, October 11 a general strike was called in Italy by fifteen alternative unions. It was the first such unitary strike in over one decade, in the effort to break the silence imposed on the working class by the official unions (CGIL, CISL and UIL), which prefer “concerting” with the government than organising struggles in defence of workers’ conditions.

The strike has been called against the government and the bosses to support a list of demands, among which:

· Wage increases to recover lost purchasing power and rising inflation (from petrol to gas and electricity rates);

· stop dismissals of workers; reduction in working hours, with wage compensation, in order to “work less, work everybody”;

· a living minimum wage and unemployment benefits;

· permanent jobs against precariousness of temporary and fixed time jobs;

· no taxes on living wages, 10 percent wealth tax on the wealthiest 10 percent;

· public, universal, free healthcare, aimed at prevention, not profit; safety measures against covid and workplace accidents;

· stop repression of workers’ struggles; cancel security decrees against immigrants and social struggles; freedom of organisation and strike, democratic representation of workers, end official unions’ monopoly;

· equal rights for immigrants, real parity for women, end gender oppression;

· no military expenses, withdraw troops from overseas.

Continua a leggere The October 11 General Strike in Italy – SI Cobas

Per la piena riuscita dello sciopero generale dell’11 ottobre, e oltre – Tendenza internazionalista rivoluzionaria (italiano, arabo, inglese)

Questo è il testo del volantino della Tendenza internazionalista rivoluzionaria distribuito ieri a Bologna, in italiano e in arabo, all’assemblea indetta dal SI Cobas in preparazione dello sciopero generale dell’11 ottobre. Piu’ sotto potete trovare il testo in lingua araba e inglese.

Lo sciopero generale dell’11 ottobre, indetto unitariamente dalla quasi totalità del sindacalismo di base, ci dimostra che è possibile costruire un fronte di lotta sempre più ampio contro il governo Draghi e il padronato.

Ma la cosa più importante per noi è che il segnale di riscossa di questo sciopero arrivi, al di là del sindacalismo di base, alla grande massa dei lavoratori tuttora iscritti a Cgil, Cisl, Uil e ai tanti giovani precari non sindacalizzati che, anche se oggi sono fermi e disorientati, saranno costretti a reagire all’arroganza padronale sui luoghi di lavoro e ai colpi del governo e dell’Unione europea.

A questo sciopero è stato possibile arrivare solo per la grande spinta di lotta che è venuta negli ultimi dieci anni dai facchini della logistica e dai proletari di altri settori organizzati con il SI Cobas e, più di recente, dalla battaglia in campo aperto contro i licenziamenti che è costata denunce, arresti, fogli di via e l’uccisione di Adil Belakhdim.

Mano a mano che il governo ha sbloccato i licenziamenti, altri gruppi di operai hanno manifestato la volontà di resistere, alla Gkn, alla Whirpool, all’Alitalia, alla Embraco, etc., ma è fondamentale che queste resistenze, invece di restare isolate le une dalle altre, si uniscano in un solo grande movimento di lotta contro i licenziamenti, in un unico “tavolo di trattativa” con il governo – per imporre con la forza della mobilitazione di piazza la difesa dei posti di lavoro, il salario operaio medio garantito per tutti i licenziati, la riduzione generale e drastica degli orari di lavoro.

Spesso a colpirci con i licenziamenti sono grandi gruppi multinazionali o società finanziarie, quali FedEx, Melrose (a Gkn), Stellantis (in Fca), e questo ci obbliga a fare tutto il possibile per tessere rapporti di collaborazione e di organizzazione unitaria con i nostri fratelli di classe degli altri paesi per opporre alle forze del capitale globale la globalizzazione delle lotte e dell’organizzazione di classe.

Siamo entrati da anni in un ciclo di crisi capitalistiche economiche, finanziarie, sanitarie, ecologiche e dell’ordine internazionale che rendono il futuro sempre più pieno di incognite e minaccioso. La pandemia da Covid-19 è un anticipo di questo futuro. Ed è per questo che i lavoratori combattivi sono chiamati oggi a confrontarsi con l’insieme delle contraddizioni esplosive di un sistema sociale – il capitalismo – sempre più distruttivo delle forze vive del lavoro e della natura.

Continua a leggere Per la piena riuscita dello sciopero generale dell’11 ottobre, e oltre – Tendenza internazionalista rivoluzionaria (italiano, arabo, inglese)