Materiali dal presidio di Venezia del 20 maggio – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo

Il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera ha contribuito allo sciopero “contro la guerra e l’economia di guerra” indetto dal sindacalismo di base venerdì 20 maggio con un’azione di propaganda e agitazione che si è articolata in tre momenti.

Il primo si è svolto sabato 14 maggio alla manifestazione pacifista-ecologista di Mestre, con la distribuzione di un testo che partiva dai temi specifici di quella manifestazione per allargare lo sguardo alle guerre in corso e alla lotta contro le guerre (è stata l’occasione per discutere con alcuni dei giovani partecipanti alla marcia – che era meno folta e tesa di anni precedenti).

Il secondo si è svolto nella giornata di mercoledì 18: al mattino ai cancelli della Fincantieri a Marghera, con la diffusione di un breve testo in francese, inglese e arabo, rivolto alle migliaia di proletari immigrati presenti nella giungla degli appalti, appartenenti a decine di nazionalità diverse, insieme con il manifesto del SI Cobas per lo sciopero del 20; alla sera, all’ospedale dell’Angelo dove interveniamo da qualche tempo.

[qui sotto i materiali]

https://pungolorosso.wordpress.com/2022/05/17/venezia-20-maggio-san-geremia-ore-18-30-presidio-contro-la-guerra-leconomia-di-guerra-il-governo-draghi-dallucraina-alla-palestina-arabo-inglese-francese/

Il terzo è stato il presidio che abbiamo organizzato il pomeriggio del 20 a Venezia. Il sindacalismo di base ha dato appuntamento al mattino alle Zattere; noi – in contemporanea, nell’incertezza dell’esistenza di un momento comune – abbiamo chiamato un presidio-assemblea nel pomeriggio. Lo abbiamo chiamato anche per marcare la denuncia e l’opposizione a tutte le guerre in corso, e non solo alla guerra NATO-Russia in Ucraina – il cui sviluppo sta di fatto oscurando gli innumerevoli, sanguinosi conflitti agiti, soprattutto in Africa e Medio Oriente, dalle potenze occidentali e da Israele – e per coinvolgere in questa giornata le forze dell’immigrazione (al presidio erano presenti delegati senegalesi e dei giovani africani) e gli organismi solidali con la lotta dei palestinesi (anch’essi presenti).

Venti di guerra che si stanno trasformando in uragani. Uno scontro tra imperialismi e capitalismi che si fa ogni giorno più acuto. Altri milioni di lavoratori che cercheranno rifugio fuggendo dalle nuove guerre -questo è emerso dal nostro presidio [ Comitato permanente contro le guerre e il razzismo ], assieme alla consapevolezza che la sola forza che può opporsi allo sprofondamento in un’epoca di illimitata barbarie capitalistica che si sta aprendo, è la massiccia e determinata mobilitazione di masse di sfruttati al grido di guerra alle guerre del capitale. Una mobilitazione che sappia raccogliere l’esempio della resistenza del popolo palestinese, che non si piega benché sia da ormai 74 anni sotto l’attacco martellante dello stato di Israele (anzi dal 1917, ci ha corretto una compagna siriana presente).

Pubblichiamo la registrazione degli interventi fatti al presidio, e il materiale distribuito in vista e durante lo stesso con l’invito a tutte/i coloro che sentono di condividere il nocciolo delle nostre posizioni e vogliono dare una mano, o anche solo vogliono dire la propria, a contattarci.

Per ascoltare la registrazione degli interventi fatti al presidio, clicca qui.

Qui sotto trovate invece il testo distribuito a Venezia; per la versione in inglese clicca qui.

Contro le guerre, dall’Ucraina alla Palestina! Solidarietà e unità tra i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo contro i signori della guerra!

Oggi il sindacalismo di base ha indetto in tutta Italia uno sciopero contro la guerra tra la NATO e la Russia di Putin in Ucraina sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori ucraini, anzitutto, e russi. Nelle principali città si stanno svolgendo manifestazioni per denunciare che il governo Draghi sta facendo il possibile perché la guerra in Ucraina continui a lungo e si estenda, con  conseguenze disastrose incalcolabili.

La nostra protesta è anche contro tutte le guerre in corso, a cominciare dalla guerra infinita che Israele conduce da più di 70 anni contro il popolo palestinese, è contro le guerre in Yemen, Siria, Kurdistan, Iraq, Mali, Congo, e la lista è ancora più lunga.

Dietro queste guerre c’è la mano delle grandi potenze (USA, Unione europea, Russia, etc.), delle grandi imprese, delle grandi banche, dei potentati finanziari, i veri signori della guerra, che si contendono il controllo delle ricchezze naturali e della forza-lavoro ai quattro angoli della terra. E che per legittimarsi in questa contesa, seminano veleni nazionalisti, chiamando in causa demagogicamente i “valori”, la libertà, la democrazia, le tradizioni, e balle varie.

Ma a pagare il conto delle guerre in corso, con morti, feriti, distruzioni, super-sfruttamento, emigrazioni forzate, povertà, sono sempre gli sfruttati e gli oppressi.

L’impatto della guerra tra la Russia di Putin e la NATO di Biden&Co. in Ucraina è già ora evidente: decine di migliaia di morti e grandi distruzioni. E lo è anche qui nel forte aumento dei prezzi e delle tariffe. Sta per arrivare una nuova crisi con licenziamenti, disoccupazione e altra precarietà. Mentre in Africa e Medio Oriente è alle porte, in molti paesi, la fame.

Il governo Draghi ha profittato di questa sciagura per far esplodere le spese militari a scapito della spesa per la salute, la scuola, la casa, i trasporti pubblici. Draghi la chiama “economia di guerra” con i suoi “necessari sacrifici per tutti”. Ma per le aziende del settore bellico e per l’intera classe capitalistica è, invece, una cuccagna. Anche perché, in nome dell’emergenza-guerra, come ieri in nome dell’emergenza-covid, governi e padroni possono varare misure e azioni contro gli scioperi e le lotte, e pretendere più produttività e più disciplina.

Noi stiamo dalla parte delle masse lavoratrici che in Ucraina, in Palestina, nello Yemen, in Kurdistan, sono trascinate a forza nelle guerre dai grandi poteri coloniali e neo-coloniali che spadroneggiano nel mondo. Per questo non ci stancheremo di dire: non un uomo, non un soldo per le guerre dei capitalisti! Guerra alle loro guerre, dall’Ucraina alla Palestina!

Non sottovalutiamo il pericolo, che incombe, di una corsa verso un nuovo massacro a scala mondiale. Attivizziamoci! Solo la lotta e la solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il mondo potranno mettere fine alla guerra in Ucraina e a tutte le guerre del capitale in corso!

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Riproponiamo qui, infine, il testo in inglese, arabo e francese che abbiamo distribuito tra i lavoratori della Fincantieri in vista dell’iniziativa.

Venezia, 20 maggio. Due iniziative contro la guerra, l’economia di guerra, il governo Draghi

Il 20 maggio, giorno di sciopero generale indetto dalla quasi totalità del “sindacalismo di base”, a Venezia ci saranno due iniziative: l’una, al mattino, indetta dall’SGB; l’altra – al pomeriggio – indetta dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera, che unirà alla denuncia della guerra in Ucraina, dell’economia di guerra e del governo Draghi, la denuncia della guerra infinita condotta dallo stato di Israele contro il popolo palestinese, i cui ultimi atti sono stati la catena di provocazioni nei pressi della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme e l’uccisione a Jenin della giornalista palestinese di Al Jazeera, Shirin Abu Akleh.

Si stanno raccogliendo le adesioni alle due iniziative.

Un primo maggio più che mai internazionalista contro le guerre del capitale (italiano – english) – TIR

La guerra tra NATO e Russia in Ucraina, sulla pelle e la vita dei lavoratori ucraini (e russi), sta sempre più intensificandosi e incancrenendosi per effetto della volontà dell’amministrazione Biden di logorare la Russia e spezzare i legami tra Russia e Unione europea.

Bisogna prenderne atto. E dare vita al massimo sforzo per denunciare questo corso delle cose dagli sviluppi imprevedibili, mettendo in luce che una sola forza può fermarlo: la massiccia e determinata mobilitazione degli sfruttati al grido di “guerra alla guerra” di Putin, di Biden e dell’Unione europea.

Il primo passo, qui, dev’essere la scesa in campo contro il governo Draghi che, da fedele esecutore dei piani bellici della NATO, ha portato l’Italia in guerra con le sanzioni contro la Russia, l’invio di armi a Zelenski, la messa in azione del suo sistema di droni, una campagna russofobica sguaiata e delirante. E che per sostenere questa scelta, ha proclamato la necessità di una economia di guerra, lacrime e sangue per quanti vivono di lavoro salariato – com’è già tangibile nella perdita del potere d’acquisto dei salari davanti al carovita e nella repressione di ogni piccolo focolaio di conflittualità e perfino di dissenso.

Il clima di mobilitazione di guerra contro il “nemico esterno” sta spingendo all’estremo l’arroganza tipica dei capitalisti. Il presidente di Confindustria Bonomi pretende di promuovere i padroni a “eroi civili” a cui, in quanto eroi (!), tutto dovrebbe essere consentito: sfruttare, speculare, intascare sussidi di stato, non pagare tasse, imporre contratti pirata, pretendere rimborsi per i “danni subìti dagli scioperi”, fare controlli asfissianti sui dipendenti, avere il diritto intoccabile di dire no agli aumenti salariali e alle riduzioni dell’orario di lavoro.

La demagogia sulla libertà e la democrazia che caratterizzerebbero le società occidentali di fronte alle autocrazie orientali, riesce sempre meno a nascondere che è in atto un brutale accentramento dei poteri e la militarizzazione della vita sociale, in continuità con quanto è avvenuto con l’emergenza pandemica dell’ultimo biennio. La nuova emergenza bellica, oltre a gonfiare a dismisura la spesa bellica, si presta anche a far dimenticare i disastri di una gestione capitalistica della pandemia caotica, criminale, fallimentare – il capitalismo delle emergenze permanenti…

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Registrazione del convegno “Il capitalismo delle catastrofi”, 10 aprile 2022

Siamo lieti di poter rendere disponibile la registrazione del convegno svoltosi il 20 aprile scorso sul tema “Il capitalismo delle catastrofi”. Esso e’ stato animato da organizzazioni di lotta sociale, sindacale e politica, e da ed esperti militanti come E. Burgio e R. Antunes; ha visto inoltre l’intervento di portavoce di organizzazioni dalla Germania e dalla Gran Bretagna. Per un inquadramento delle tematiche trattate nel convegno rinviamo a questo post. A convegno terminato, abbiamo poi pubblicato un sintetico, positivo bilancio. Per ascoltare dunque le registrazioni cliccare nell’immagine sottostante le parole del titolo “Il capitalismo delle catastrofi etc.” o seguire direttamente questo link.

Buon ascolto.

Ricordiamo infine che questo convegno fa seguito alla giornata di contro-informazione su cause e gestione capitalistica della pandemia SARS-COV 2 tenutasi ad aprile 2021, su cui rinviamo a questa selezione di interventi: Giornata di controinformazione, denuncia e lotta in difesa della salute e della vita: gli interventi di Rob Wallace, Ernesto Burgio, Luc Thibault, Visconte Grisi, Antonio Bove.