La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario. Presentazione a Bolzano, giovedì 26 gennaio (italiano – deutsch)

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Per Adil Belakhdim: venerdì 20 gennaio, presidio davanti al Tribunale di Novara – SI Cobas

VENERDÌ 20 GENNAIO ORE 9,30, PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO PER L’OMICIDIO DI ADIL BELAKHDIM: TUTTI A NOVARA!

Venerdì mattina nelle aule del Tribunale di Novara inizia il processo ad Alessio Spaziano, il camionista che il 18 giugno 2021 ha ucciso Adil Belakhdim davanti al magazzino LIDL di Biandrate durante uno sciopero nazionale della logistica. Saremo fuori al tribunale a manifestare la nostra rabbia per l’uccisione del compagno Adil e per denunciare che il suo brutale assassinio sia stato derubricato a semplice ‘omicidio stradale’, come se si fosse trattato di un incidente, di un investimento avvenuto per errore, quando invece quel giorno Spaziano aveva già minacciato nervosamente gli scioperanti poco prima di lanciarsi a folle velocità sul picchetto da un’uscita presa in contromano.

Nelle ore immediatamente successive all’assassino di Adil, tutte le principali cariche istituzionali dello Stato, i vertici sindacali di Cgil-Cisl-Uil e delle stesse associazioni padronali si affrettarono ad esprimere il loro cordoglio a mezzo stampa per quanto avvenuto.

Si trattava di un cordoglio ipocrita ed opportunista, se è vero che a distanza di un anno e mezzo nulla è cambiato, anzi: le ragioni per cui Adil e i lavoratori il 18 giugno del 2021 erano fuori a quei cancelli si sono addirittura inasprite ed aggravate.

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Milano. “Una chitarra che fa paura ai padroni”: il 10/12 incontro su lotte e repressione. Con i lavoratori, ricordando Gnappo. l’11/12 presidio e murales a Rho (parco Europa)

“UNA CHITARA CHE FA PAURA AI PADRONI”. LOTTE E REPRESSIONE

Incontro con:

TIZIANO LORETI- Esecutivo nazionale S.I. Cobas

LUCA ROSSOMANDO & ALESSANDRA MINCONE – Napoli Monitor

ARAFAT MOHAMMED – Militante sindacale a Piacenza

10 DICEMBRE – ore17:00, alla CORTE POPOLARE, Via Umbria 8, Rho – Milano.

Parlare di Gnappo significa indissolubilmente parlare di lotte dei lavoratori e di repressione operaia.

Per questo il dieci dicembre alla corte popolare di Rho, si terrà un iniziativa di discussione e di riflessione sulle vicende giudiziarie che hanno colpito il si cobas questa estate, in particolare sul territorio piacentino, con gli arresti di quattro sindacalisti e dirigenti nazionali.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di Arafat, lavoratore e sindacalista egiziano, trovatosi nel mirino della Procura di Piacenza soprattutto dopo le iniziative di lotta che lo hanno coinvolto in prima persona davanti ai cancelli di Amazon, a denunciare mediaticamente le nuove frontiere dello sfruttamento nel capitalismo.

Ricordiamo che era il primo maggio del 2021 quando fuori da quei cancelli, alla cattedrale della logistica, c’era anche Gnappo in prima fila a sventolare la bandiera del sindacalismo conflittuale.

La scelta di allargare la discussione anche ad avvocati e giornalisti che hanno seguito da vicino queste lotte, è legata alle espressioni di solidarietà e di comunicabilità, concetti di cui Gnappo era stato tra i più generosi promulgatori nel sindacato.

Anche da casa o dal suo posto di lavoro riusciva a contribuire alla costruzione della propaganda operaia, ma soprattutto con la sua chitarra rompeva gli argini della tensione davanti ai picchetti, esemplificando la prospettiva di un mondo più bello, trasformando un’azione di solidarietà verso i lavoratori sfruttati e licenziati in una forma di protagonismo attivo nelle lotte della classe operaia.

Questa iniziativa è dedicata a lui, ma in realtà parte da lui: perché parlare delle lotte operaie significa fotografare la realtà da un punto di vista collettivo e non individuale, diventare un mezzo di comunicazione della causa proletaria, proprio come aveva fatto in occasione della lotta in Unes Truccazzano quando insieme ad altri riceveva un foglio di via.

Gnappo aveva sensibilmente utilizzato quell’occasione per denunciare i licenziamenti dell’azienda, i fogli di via contro chi dimorava e lavorava su quel territorio: la sua chitarra e la sua voce ci insegnavano ad essere un megafono delle lotte.

Con questa iniziativa proviamo a ridare la parola a Gnappo.

A seguire:

Cena popolare (posti già esauriti)

– Concerto acustico dei FRATELLI SEVERINI

– Ingresso con sottoscrizione fino ad esaurimento posti –

https://www.facebook.com/events/472202878354505/?ref=newsfeed

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Gnappo sempre con noi!

La piazza di oggi a Roma non poteva non riservare un ricordo particolare a Damiano Zorzo, conosciuto da tutti come Gnappo: un compagno che per tanti anni ha accompagnato con generosità e senza sosta le battaglie del SI Cobas a Milano e in giro per l’Italia, e che proprio un anno fa esatto ci ha improvvisamente lasciato.

Il ricordo di Gnappo è ancora indelebile nella memoria di tutti coloro che lo hanno conosciuto, in primis ai lavoratori a cui ha donato non solo il proprio sostegno in innumerevoli iniziative di lotta, ma che ci ha regalato anche e soprattutto tanti momenti di gioia e spensieratezza con la sua immancabile chitarra e la sua musica al servizio della causa proletaria.

Oltre allo striscione in suo ricordo preparato dal provinciale di Milano, sia gli interventi dal tir durante il corteo, sia il comizio finale hanno riservato a Damiano il tributo che meritava.

3 dicembre, S.I. Cobas

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Un anno fa lo abbiamo ricordato così

Contro guerra, governo Meloni e carovita. Per uno spezzone di classe anticapitalista e internazionalista il 3 dicembre a Roma

CONTRO GUERRA, GOVERNO MELONI E CAROVITA! COSTRUIAMO LO SPEZZONE DI CLASSE E ANTICAPITALISTA IL 3 DICEMBRE A ROMA

La guerra imperialista tra il blocco NATO/UE e la Russia in Ucraina prosegue mostrando chiaramente che il capitalismo, la sua crisi e la competizione tra monopoli conducono strutturalmente alla guerra. I proletari russi e ucraini ne pagano il prezzo con la vita e la repressione militare, mentre in ogni paese sono sempre i proletari che subiscono gli aumenti dei prezzi di tutto ciò che è necessario alla loro vita. Il governo Meloni rafforza con piena adesione la partecipazione dell’Italia alla guerra imperialista, sostenendo i piani NATO e promuovendo il rinnovo dell’invio di armi nel solco di quanto fatto dal governo Draghi.

Il 3 dicembre saremo in piazza contro questa guerra, contro i piani del capitalismo italiano e del blocco euro-atlantico, per opporci alle spese militari, all’invio di armi, alla politica delle sanzioni che affamano i proletari di tutti i paesi che giorno dopo giorno scendono in piazza, dalla Grecia, all’Inghilterra, all’Iran, perfino negli USA con un grado di coscienza che comincia ad andare oltre le sole rivendicazioni economiche in un processo che non possiamo non salutare e lottare per dare ad esso il nostro contributo. Vogliamo tenere aperto uno spazio che possa raccogliere la partecipazione e le speranze di tutti coloro che sono scesi in piazza contro la guerra e che ritengono necessario continuare a farlo. Vogliamo costruire con queste energie un percorso di mobilitazione che sia realmente contro la guerra, che porti avanti la lotta per la chiusura di tutte le basi USA e NATO, per l’uscita dell’Italia dalla NATO e da ogni alleanza imperialista transnazionale, che intendiamo come parte integrante e irrinunciabile della lotta rivoluzionaria per una società socialista e il potere dei lavoratori, e non come riposizionamento e riorientamento della politica estera dell’Italia capitalistica.

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Nuove presentazioni di “La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario” a Lucca e a Napoli

Dopo le riuscite, molto interessanti, vivaci presentazioni a Marghera, Piacenza, Genova, Torino, Verona e Milano, arriva la volta, nei prossimi giorni, di Lucca e Napoli; qui sotto i dettagli.

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