“La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario”. Presentazioni a Torino (18.11) e Milano (19.11)

A Torino – venerdì 18 novembre – ore 18.30 – corso Palermo, 60

CONTINUA LA CAMPAGNA CONTRO GUERRE E CAROVITA, DAI LUOGHI DI LAVORO AI QUARTIERI PER FORTI AUMENTI DI SALARIO E PER ORGANIZZARE L’OPPOSIZIONE ALL’ECONOMIA DI GUERRA

Insieme all’inchiesta operaia per conoscere le condizioni dei lavoratori, con assemblee e presidi dai magazzini alle fabbriche continua la preparazione per la mobilitazione di sciopero generale del 2 dicembre e manifestazione nazionale del 3 dicembre a Roma.

Per unirsi alla campagna – organizzando un’azione sul proprio luogo di lavoro e diffondendo il volantino tra i lavoratori, anche usando le bacheche sindacali – contattare il sindacato: inoltre, è possibile prenotare un posto per il viaggio verso Roma di a/r.

Venerdì 18 novembre, invitiamo tutti a partecipare all’incontro “Guerra in Ucraina ed internazionalismo proletario” – alle ore 18.30 nella sede di corso Palermo 60 – allargando la partecipazione per questo primo incontro di approfondimento teorico e discussione operativa.

A Milano – sabato 19 novembre, ore 15.00, viale Monza 140

Pubblicità

Veniamo da lontano. Guardiamo lontano – Disoccupati 7 novembre

Rilanciamo molto volentieri questo post Facebook dei Disoccupati 7 novembre, che ricostruisce molto in breve, con giustificato orgoglio di classe, un lungo cammino di lotta e di organizzazione compiuto in anni molto difficili, e mette in guardia sia i maneggioni dei poteri locali, sia gli immancabili profittatori dell’ultima ora (sia, implicitamente, chi sta più in alto), dal porsi di traverso al raggiungimento di un primo sbocco materiale positivo di questa vertenza, che è stata ed è qualcosa in più di una semplice vertenza sindacale. Come si è potuto vedere, da ultimo, il 5 novembre a Napoli. (Red.)

Veniamo da lontano. Guardiamo lontano.

Siamo partiti da meno di dieci di noi con qualche volantino e manifesto nei nostri quartieri, con i primi presidi che potevamo sembrare velleitari. Poi hanno risposto diversi disoccupati/e in tante zone della città, iscrivendosi ed organizzandosi con noi.

Siamo diventati in centinaia e centinaia.

Abbiamo strappato i primi incontri con le istituzioni con una buona dose di determinazione ed anche pazzia, con iniziative di lotta significative.

Maschio Angioino, Castel Dell’Ovo, Mostra d’Oltremare, PAN, Palazzo Reale, Teatro San Carlo, Teatro Mercadante, Teatro Sannazzaro, Comune, Città Metropolitana e Regione, edifici comunali e municipali, assessorati regionali e comunali, uffici pubblici, sedi dell’INPS e di Agenzie Interinali, tutte le vie, strade e tutte le piazze.

Non c’è spazio, struttura, luogo della città, passerella elettorale che – con la pioggia o sotto il sole – non abbia visto la presenza della lotta del movimento dei disoccupati/e.

Continua a leggere Veniamo da lontano. Guardiamo lontano – Disoccupati 7 novembre

CONTRO GUERRA E CARO-VITA: COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE DI CLASSE AL GOVERNO MELONI! Venerdì 2 dicembre: sciopero generale. Sabato 3 dicembre: tutti in piazza a Roma – SI Cobas

CONTRO GUERRA E CARO-VITA: COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE DI CLASSE AL GOVERNO MELONI!

VENERDÌ 2 DICEMBRE: SCIOPERO GENERALE

SABATO 3 DICEMBRE: TUTTI IN PIAZZA A ROMA!

In poche settimane, il nuovo governo a guida post-missina ha già svelato a pieno la sua natura reazionaria e ferocemente antiproletaria.

– un governo guerrafondaio, la cui granitica collocazione atlantista si pone in linea con i piani imperialisti a guida NATO e in perfetta continuità con la corsa al riarmo predicata dall’UE e praticata dai precedenti governi Conte e Draghi: un piano che, in un quadro di crisi capitalistica globale, usa la scellerata invasione russa in Ucraina come alibi per avviare un “regolamento di conti” economico e militare con l’imperialismo russo e, in prospettiva, con la Cina e le altre potenze capitalistiche emergenti; un piano che, dietro la retorica sui “diritti democratici” e l’utilizzo strumentale delle istanze di autodeterminazione da ambo i lati (Ucraina occidentale e Donbass) ha come unico scopo la contesa per il saccheggio e la spartizione delle materie prime e delle “sfere di influenza” ai quattro angoli della terra.

– un governo nemico dei lavoratori: mentre l’inflazione svuota i carrelli della spesa e affama milioni di famiglie operaie, si prepara una nuova ondata di regalíe di stato per padroni e padroncini, con la flat tax e l’innalzamento del tetto al contante, vero e proprio incentivo all’evasione. Intanto, centinaia di fabbriche e di aziende chiudono o delocalizzano, generando migliaia di nuovi disoccupati; le scuole e le infrastrutture cadono a pezzi; la sanità e il trasporto pubblico sono al collasso e la mattanza dei morti sul lavoro continua senza sosta.

– un governo nemico dei disoccupati e dei poveri, che punta a cancellare il reddito di cittadinanza per favorire le forme più brutali di sfruttamento, il lavoro nero e i salari da fame.

Continua a leggere CONTRO GUERRA E CARO-VITA: COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE DI CLASSE AL GOVERNO MELONI! Venerdì 2 dicembre: sciopero generale. Sabato 3 dicembre: tutti in piazza a Roma – SI Cobas

Presentazioni del libro “La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario” in diverse città

Qui di seguito le prime presentazioni del libro della TIR “La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario” (altre sono in programma).

Piacenza – venerdì 11 novembre, ore 18 / presso la Cooperativa Popolare Infrangibile 1946, Via Alessandria 16

Marghera – sabato 12 novembre, ore 16.30 / Centro di documentazione W. Wolff, piazzale Radaelli, 3

Genova – mercoledì 16 novembre, ore 17.30 / piazza Embriaci, 5r

Torino – venerdì 18 novembre, ore 18.30 / Corso Palermo, 60

Verona – venerdì 18 novembre, ore 18.30 – InfoSpazio 161, via Carducci 32

Milano – sabato 19 novembre, ore 15 / Circolo di Unità proletaria, viale Monza 140

Lucca – domenica 27 novembre, ore 15.30 / Biblioteca popolare quartiere san Concordio

Napoli – lunedì 28 novembre, ore 18.30 / Libreria Perditempo, Via San Pietro a Maiella, 8

Dalla manifestazione di Napoli del 5 novembre un forte segnale di lotta

La manifestazione del 5 novembre, chiamata a Napoli dal Movimento per il lavoro 7 novembre, è decisamente riuscita, forse al di là delle migliori aspettative. Sono perciò più che giustificati l’orgoglio e la soddisfazione degli organizzatori, tanto più dopo la bella, calda, centripeta assemblea di domenica 6 a villa Medusa, con tanti interventi essenziali e propositivi. Lasciamo volentieri, perciò, ai due ultimi comunicati del Movimento 7 novembre di parlarne.

Da parte nostra osserviamo che questa manifestazione ha obbligato diverse strutture, collettivi e singoli a scegliere tra la piazza accesamente bellicista di Roma (anche se densa di pacifisti finiti in pessima compagnia), ed una piazza che, invece, si è espressa con nettezza, specie negli speakeraggi, contro la guerra – la discriminante politica fondamentale del momento.

La manifestazione del 5 è stata anche un buon passo avanti (o due?) rispetto a quella di Bologna del 22 ottobre, sul piano numerico e ancor più su quello politico. A Bologna è sfilato un corteo con una netta connotazione “disobbediente”, caratterizzato, almeno nella sua prima parte, dal non esaltante mix musica&birre (non esaltante nelle piazze, intendiamoci) più che da contenuti e parole d’ordine combattivi, in quel settore praticamente inesistenti – questo, nonostante l’apprezzabile sforzo di alcuni collettivi ‘tematici’ di mettere del pepe nella pietanza.

A Napoli, invece, la connotazione di classe e anti-capitalistica è stata decisamente più marcata, dalla testa alla coda del corteo, con le ovvie differenze di orientamenti politici delle varie componenti sociali, sindacali, di organizzazioni politiche e di livelli di coscienza tra i tanti proletari/e partecipanti al corteo. Rispetto a Bologna-22 ottobre, era tutto più energico, organizzato, solido – anche se siamo ancora lontani da cortei che si esprimano in modo consapevole fino in fondo contro la guerra in Ucraina, contro tutte le guerre del capitale e contro il governo Meloni. Ma, come dicono i testi che pubblichiamo, non è tanto la mobilitazione di Napoli in sé, quanto “il processo in atto ad essere importante”. E il processo in atto è quello che deve portare, come prossimi traguardi unitari, con un accresciuto protagonismo dei settori di proletari e proletarie coinvolti, allo sciopero del 2 dicembre e alla manifestazione nazionale a Roma contro guerra, governo, repressione e carovita del 3 dicembre – e poi oltre, molto oltre.

Due soli rilievi ai comunicati del 7 Novembre, e una sottolineatura.

1) Eravamo parecchie migliaia, senza dubbio, e il sostegno alla causa della lotta dei disoccupati organizzati è stato molto, molto significativo da diverse città, da diversi settori di classe, a cominciare, ancora una volta, dai facchini della logistica del SI Cobas, da una pluralità di organismi e organizzazioni politiche. Eravamo il triplo, forse il quadruplo di un anno fa, e con una presenza di realtà assai più ricca (tre soli esempi: i gruppi di disoccupati e collettivi da varie città del Sud, le ragazze e i ragazzi di Fridays for Future, i collettivi di solidarietà con le masse palestinesi). Ma il numero 20.000 ci pare, francamente, esagerato. Facciamo questa osservazione non per smorzare il giustificato entusiasmo, ma per evitare di illuderci, anche involontariamente, che essi possano bastare, o quasi. Dobbiamo puntare in alto, alla massa degli sfruttati e delle sfruttate, oggi passivi, impauriti, disorientati, ma che possono anche d’improvviso cambiare stato d’animo e spezzare questa ammorbante pace sociale, tornando alla lotta. Il tempo che ci separa dal 2-3 dicembre va utilizzato per rivolgerci in modo organizzato a questa massa che ancora non sta con noi (e neppure con sé stessa).

2) Troviamo alquanto sommari i riferimenti alla questione femminile e alle tendenze che la interpretano. Non solo nel Movimento 7 novembre, sia chiaro, in tutti i movimenti ci sembrano necessari una migliore comprensione delle specifiche oppressioni che colpiscono le donne proletarie e senza privilegi, e l’appoggio molto più deciso di quanto accada oggi, a quei settori del movimento delle donne che si battono contro il capitalismo in una prospettiva unitaria e di classe.

La sottolineatura riguarda la necessità dell’organizzazione politica “indipendente e rivoluzionaria”, contenuta nel secondo dei testi del 7 novembre, perché la marea delle lotte che prima o poi, per ragioni deterministiche, si formerà, possa esprimere tutte le proprie potenzialità senza lasciarsi snervare dalla logica, presente anche nel corteo di Napoli, del “movimento per il movimento“.

(Red.)

A NAPOLI UN GRANDE SEGNALE!

Siamo ancora impegnati insieme a tanti e tante realtà che hanno pernottato a Napoli per l’assemblea di questa mattina. E non bastano poche righe per riportare la forza e l’importanza di quanto avvenuto in questi mesi e settimane fino alla manifestazione di ieri.

Non possiamo che partire da un grande ringraziamento a tutte e tutti coloro che hanno sostenuto facendo chilometri la piazza di Napoli.

Innanzitutto non è la mobilitazione ma il processo in atto ad essere importante.

Napoli ha visto una giornata di lotta determinata, forte. Gli stessi giornali scrivono partecipata da 20.000 persone, proletari: lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, studenti e studentesse, comitati di lotta ambientali, movimenti per il diritto all’abitare, i lavoratori delle campagne, reti sociali.

Una piazza vera con azioni di lotta reali ed autodifese contro alcune catene della grande distribuzioni, fuori la sede dell’Enel Energia e del Banco di Napoli, all’ingresso del Porto di Napoli fino all’ingresso del Comune di Napoli.

Una piazza chiara nei contenuti costruite attorno alla necessità di rafforzare la nostra lotta per il salario, per campare, per un lavoro socialmente necessario oggi sotto attacco dai rinvii istituzionali e dalla repressione.

Una piazza che, partendo da questa lotta, è diventata una piazza generale e generalizzata.

Continua a leggere Dalla manifestazione di Napoli del 5 novembre un forte segnale di lotta