Sulle iniziative dell’8 marzo – Comitato 23 settembre / SI Cobas

Parlando con franchezza, come è indispensabile, l’8 marzo del 2022 (in Italia) non passerà alla storia come un momento alto della lotta all’oppressione, allo sfruttamento, alla violenza sulle donne, né della mobilitazione contro la guerra in Ucraina e la catena di guerre in gestazione. Tuttavia, pur nella bassa tensione del momento, ci sono stati egualmente dei momenti significativi – di cui diamo qui documentazione pubblicando il comunicato del SI Cobas nazionale e gli interventi a Milano e a Genova di due compagne del Comitato 23 settembre. Merito a chi era in campo.

UN 8 MARZO DI LOTTA PER l’EMANCIPAZIONE DELLE DONNE, CONTRO LA GUERRA E CONTRO TUTTI I FRONTI IMPERIALISMI, E PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO DI CLASSE (Si-Cobas)

Oggi 8 Marzo, sciopero generale, contro oppressione di genere, guerra e caro-vita.

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Solidarietà a Ciro, Eddy, Maria, Mimì & Antonio – Laboratorio politico Iskra

Appello pubblico contro gli avvisi orali notificati a Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro che minacciano le libertà personali e sindacali e il diritto al dissenso di tutti e tutte.

Il 23 febbraio 2022 a Napoli sono stati notificati degli “avvisi orali” dalla Questura di Napoli ad Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro, protagonisti/e del movimento di lotta per il lavoro “Disoccupati 7 Novembre” e del sindacato intercategoriale “Si Cobas”.

Avvisi orali che esortano al buon comportamento e in cui il questore in persona “intima di tenere una condotta conforme alla legge” per evitare “l’applicazione di una delle misure di prevenzione previste”. Intimazione che si trasforma, nel caso di Eddy, in aperta accusa di essere dedito, tramite il proprio impegno sindacale, ad “attività illecite ai fini del proprio sostentamento”.

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L’Italia, che “ripudia la guerra”, è già in guerra! -(italiano – english)

Con l’insuperabile ipocrisia dei borghesi di alto rango capaci di mentire impassibili sapendo di mentire, il ministro dell’Istruzione Bianchi, in data 25 febbraio, ha inviato una circolare nella quale “invita a riflettere assieme alle scuole, alle studentesse e agli studenti, a tutto il personale sull’art 11 della Costituzione italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, etc. etc., concludendo l’invito con un pistolotto pastorale : “Sia la Pace [P maiuscolo] il tema della nostra riflessione comune e del nostro ‘essere scuola’ insieme”.

Il giorno prima il governo di cui fa parte, sempre per promuovere e rafforzare la Pace, aveva messo immediatamente a disposizione della Nato, operatrice di pace ben presente nei cimiteri di tutto il mondo, altri 1.500 soldati, che potrebbero essere schierati tra Polonia e paesi baltici. E che si aggiungerebbero ai 300 su cui il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha già dato il via libera per partecipare al Battle Group in Ungheria, “se Orban darà l’assenso. Aumenterà anche la dotazione di navi, aerei e droni, sempre in chiave di deterrenza” (la Repubblica, 25 febbraio). L’Italia di Draghi pensa anche di estendere e/o rafforzare la propria presenza in Bulgaria e Romania.

Ecco.

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La portaerei Italia – Giorgio Stern

La portaerei Italia galleggia nel Mediterraneo con un carico di armi che nemmeno il comandante conosce. In barba a tutte le dichiarazioni di pace, libertà, democrazia, la minuziosa documentazione e le Note Esplicative di questo scritto mostrano tutt’altra evidenza, che si completa con le migliaia di ettari di terreno adibiti alle esercitazioni militari, soprattutto in Sardegna.

Anche la distinzione tra Nato, Usa, Esercito Italiano – così cara a certa retorica nazionalista piagnona secondo cui l’Italia sarebbe una colonia – scompare in un’unica evidenza: l’enorme quantitativo di armi stoccato in Italia è pronto per le guerre del capitale, si tratti di Italia, Usa o Nato cosa importa?

Certo, tra i guerrafondai esteri e quelli nazionali ci sono tensioni, e ci sono determinati rapporti di forza (in alcuni casi a sfavore dell’Italia). Ma non è a queste tensioni, non è alla Costituzione o alla sovranità nazionale che possiamo appellarci per opporci alla guerra in corso in Ucraina, a quella (del tutto oscurata) in corso in Africa occidentale al fianco della Francia di Macron, e alle altre in gestazione.

Da riferimenti del genere non potremo avere altri risultati se non pericolose illusioni (in basso) o la solita clamorosa ipocrisia (in alto). Ce lo conferma lo stesso scritto che abbiamo riportato quando esamina il processo di costituzione delle basi militari. Quanto alle inchieste giudiziarie, esse non hanno mai scalfito la natura, l’esercizio e gli scopi dell’armamentario militare: aggressione alle popolazioni dentro e fuori i confini nazionali con un “particolare riguardo” ai perturbatori della quiete, proletari e comunisti.

E poi, depositi di armi, incluse quelle bandite dalle convenzioni internazionali, armamenti nucleari in depositi segreti, addestramento di gruppi eversivi…

Tutto questo vuol dire che i giochi sono fatti, che non ci sia nulla da fare? Al contrario. Denunce come queste hanno la loro utilità nel mettere in luce ciò che, in parte almeno, si vorrebbe nascondere. E poi le macchine militari più potenti e “terrificanti” non sono affatto onnipotenti perché debbono fare i conti, e li faranno, con la forza delle masse sfruttate e oppresse. E da ultimo in Afghanistan si è visto com’è andata.

***

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa ricerca compiuta dal pacifista triestino Giorgio Stern.

Mi è stato fatto notare che nel precedente messaggio ho commesso un errore.

Ho sbagliato clamorosamente nel riferire il numero delle basi USA o USA/NATO in Italia (ho scritto 113). Dall’alto (Comando Militare NATO in Italia) mi è stato ingiunto di rimediare pubblicando l’informazione che segue, rispettosa della realtà.

Scusandomi  per l’involontario errore con voi, e soprattutto con gli Stati Uniti e la NATO, rimedio come richiesto.

La descrizione non è lunga, vi basterà mezz’ora o poco più per venirne a capo.

Giorgio Stern

QUANTE SONO LE BASI NATO E USA IN ITALIA?

In Italia esistono ufficialmente 120 basi dichiarate, oltre a 20 basi militari Usa totalmente segrete ed ad un numero variabile (al momento sono una sessantina) d’insediamenti militari o semplicemente residenziali con la presenza di militari USA. Per quanto riguarda le basi segrete, non si sa ovviamente dove siano, né che armi e che mezzi vi si trovino.

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Ancora notifiche e 5 processi a marzo: coincidenze? Non potete fermare il vento, ci fate solo perdere tempo! – Movimento di lotta disoccupati “7 novembre”

Nella giornata di ieri, mentre centinaia di disoccupati erano a Roma, i Carabinieri hanno notificato ad un nostro compagno e nelle prossime ore ad altri disoccupati, la citazione a giudizio in Tribunale per uno dei vari processi che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi.

Leggete qui, praticamente avremo processi in Tribunale di Napoli nelle seguenti date: 11 marzo, 15 marzo, 22 marzo, 24 marzo, 31 marzo, 28 aprile e 6 giugno ecc… Per non parlare invece dei decreti penali di condanna già sentenziati, dei procedimenti di carattere amministrativo, sanzionatorio e quindi economico in termini di multe.

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