Schiavismo in Fedex: bassi salari, pensioni da fame, lavaggio del cervello, zero sindacato – Michael Sainato (The Guardian)

Riprendiamo da The Guardian e dal sito statunitense di Jacobin due pezzi che danno molti elementi concreti per capire ancora meglio cosa è FedEx, in particolare come tratta i lavoratori. Non sono articoli degli ultimi giorni, ma Fedex è questo: nel 2019, nel 2020, come nel 2021 e – se la lotta operaia non la costringerà ad indietreggiare – anche negli anni a venire. I due articoli riguardano gli Stati Uniti, dove questa multinazionale è nata e ha sperimentato per decenni i suoi brutali criteri organizzativi esportati ora in tutto il mondo, ricevendo ogni sorta di protezione dallo stato.

FedEx è stata fondata nel 1971, ed è tuttora presieduta, da Frederick W. Smith, un ex-marine che ha combattuto in Vietnam (leggi: partecipato al massacro del popolo vietnamita) dal 1966 al 1969, quando è stato “congedato con onore” con il grado di capitano e diverse onorificenze “al merito” (di assassino).

In perfetta continuità con il nobilissimo apprendistato giovanile del suo fondatore, padrone e attuale CEO, emergono in questi testi ben documentati il disprezzo di FedEx per la vita dei “suoi” lavoratori, i bassi salari, i benefit pensionistici da fame, le rappresaglie e le sedute di vero e proprio lavaggio del cervello finalizzate ad impedire la sindacalizzazione degli operai – di qualsiasi sindacato si tratti, anche di un sindacato – come Teamsters – capace di organizzare metodicamente la propria disfatta, oltre che – ovviamente, ed è quello che ci interessa – la disfatta dei lavoratori.

A riguardo sorge spontanea una domanda: come mai, invece, qui in Italia FedEx sembra avere un atteggiamento così favorevole alla Cgil? A che livello di subordinazione si sono spinti i burocrati della Cgil? Sono stati capaci di fare addirittura peggio dei Teamsters? Da quello che è emerso a Piacenza, e dall’approvazione incondizionata che hanno dato all’internalizzazione-beffa deliberata da FedEx per peggiorare le condizioni salariali e di lavoro dei facchini e dei driver, sicuramente sì.

Abbiamo sostenuto fin dal primo momento che l’attacco frontale sferrato da FedEx ai facchini di Piacenza organizzati con il SI Cobas riguarda l’intera classe operaia della logistica, anzi l’intero proletariato italiano, perché la FedEx di Smith e Pezzetti si è posta come la nuova FCA di Marchionne nel tentare di imporre un generale arretramento delle condizioni salariali e normative dei lavoratori della logistica, spazzando via un decennio di avanzamenti e cacciando, al tempo stesso, il sindacalismo combattivo dai propri magazzini. Nonostante la fiera resistenza che gli è stata opposta dal Si Cobas (e non solo), la battaglia con FedEx non è affatto vinta. Potremo vincerla solo se ci batteremo con organizzazione, determinazione e sapienza tattica, generalizzando la convinzione che la lotta contro il licenziamento dei 282 facchini di Piacenza ha un valore nazionale e sempre più internazionale.

https://www.theguardian.com/us-news/2020/jan/14/fedex-anti-union-campaign-teamsters

Continua a leggere Schiavismo in Fedex: bassi salari, pensioni da fame, lavaggio del cervello, zero sindacato – Michael Sainato (The Guardian)

Morire di lavoro alla FedEx – Joe Allen (Jacobin)

Riprendiamo dal sito di Jacobin-Usa e da The Guardian due pezzi che danno molti elementi concreti per capire ancora meglio FedEx, e soprattutto come tratta i lavoratori. Non sono articoli degli ultimi giorni, ma Fedex è questo: nel 2019, nel 2020, nel 2021. Riguardano gli Stati Uniti, dove questa multinazionale, che si è messa alla testa in Italia dell’attacco frontale alla classe operaia della logistica, è nata e ha sperimentato per decenni i suoi brutali criteri organizzativi, ricevendo ogni sorta di protezione dallo stato.

FedEx è stata fondata nel 1971, ed è tuttora presieduta, da Frederick W. Smith, un ex-marine che ha combattuto (leggi: assassinato gente) in Vietnam dal 1966 al 1969, quando è stato “congedato con onore” con il grado di capitano e diverse onorificenze “al merito” (di assassino).

In questo testo, in perfetta continuità con il nobilissimo apprendistato del suo fondatore, padrone e CEO, emergono, oltre che la sua stazza gigantesca, il disprezzo di FedEx per la vita dei “suoi” lavoratori, la sua sistematica avversione al sindacato, quale che esso sia, anche un sindacato come Teamsters, la sua carognesca prassi di condurre rappresaglie contro i lavoratori che denunciano le condizioni di pericolo in cui sono costretti a lavorare.

Che non basti essere giganti ed essere spietati per vincere, lo dimostra proprio la guerra del Vietnam persa, con disonore, dalla superpotenza che Smith serviva. Anche FedEx può essere battuta, evidentemente, a condizione di battersi con organizzazione, determinazione e sapienza, come seppe fare il popolo vietnamita.

Questo pezzo è stato scritto da Joe Allen per Jacobin nel febbraio 2019, per contrastare la nomina, voluta da Trump e da Trump reiterata tre volte, di uno dei boss di FedEx, Scott Mugno, alla guida dell’Agenzia federale per la sicurezza sul lavoro. Alla fine Mugno non ce l’ha fatta, ma non è cambiato nulla, contando ben poco i singoli: negli Stati Uniti i morti sul lavoro sono stati, nel 2019 – ufficialmente – 5.333, 14 al giorno, 1 ogni 99 minuti, in crescita rispetto ai 5.147 del 2017 e ai 5.250 del 2018.

***

William L. Murphy, un autista di FedEx Freight di sessantanove anni, è stato trovato morto nel centro di distribuzione dell’azienda a East Moline, nell’Illinois, la mattina del 31 gennaio. È morto, secondo il coroner (*), per un trauma cranico dopo una caduta tra due semirimorchi. Il centro è stato chiuso, secondo FedEx Freight, a causa del freddo record. Nella vicina Moline, ad esempio, le temperature sono scese a 33 gradi sotto zero, le temperature più fredde mai registrate lì. Murphy è stato scoperto da un collega alle 9:30. La polizia locale è stata chiamata ed è arrivata poco dopo. Per quante ore Murphy sia rimasto lì, ferito e privo di sensi o semi-cosciente, non è noto.

Ma per Murphy è stato sicuramente un modo orribile di morire, giacendo a terra gravemente ferito nelle condizioni atmosferiche più mortali possibili. UPS, FedEx e Target, insieme ad altre grandi imprese, sono state criticate per aver riportato i propri dipendenti al lavoro durante il vortice di freddo polare, con le sue temperature micidiali, esacerbate da venti terribili. Molte delle grandi società di logistica hanno invece limitato le loro operazioni di consegna e ritiro, non perché fossero preoccupate per i loro dipendenti, ma soltanto perché molti dei loro clienti erano chiusi. UPS, ad esempio, richiedeva ancora ai lavoratori dell’hub, ai conducenti di consegna pacchi e agli autisti in strada di presentarsi al lavoro e guidare sui tragitti previsti. Il servizio postale degli Stati Uniti (USPS), secondo un corriere locale, non ha effettuato consegne il 30 e 31 gennaio, in gran parte a causa della pressione dell’opinione pubblica, ma ha fatto sì che tutti si presentassero alle loro stazioni postali per avere disposizioni sui loro percorsi. Durante il vortice di freddo polare in tutto il Midwest sono morte ventuno persone. Mentre nessuno avrebbe dovuto essere in strada per nessun motivo.

Continua a leggere Morire di lavoro alla FedEx – Joe Allen (Jacobin)

Sull’uccisione di Adil Belakhdim – TIR (in arabo)

مقتل منسق نقابة سي كوباس بمدينة نوفارا عادل بلخدم بينما كان معتصما –

جريمة جماعية اقترفها كل من أرباب العمل وحكومة دراجي –

التوجّه الأممي الثوري

قام سائق شاحنة صباح هذا اليوم، بدهس مجموعة من العمال، الذين كانوا معتصمين أمام مدخل أحد المستودعات التابعة لشركة “ليدل” بمدينة بياندرات، وسحق تحت عجلات الشاحنة منسق نقابة سي كوباس بمدينة نوفارا عادل بلخدم.

يُعتبر سُلوك سائق الشاحنة هذا سلوكا اجراميا، شبيه بما فعله سائق الشاحنة الذي سحق قبل بضع سنوات، وفي هكذا ظروف، الشغيل عبد السلام أحمد الدنفي الذي كان منخرطا في نقابة أو آسّ بي.

ومن السهل جدا إلقاء اللوم على فرد واحد لهذه الجريمة.

ويعتبر مقتل عادل بلخدم جريمة جماعية تم اقترافها مباشرة من طرف أرباب عمل قطاع اللوجيستية، على رأسهم شركة فيديكس، وكل أرباب العمل برمتهم وحكومة دراجي.

وعلى ما يبدو فإنّ أرباب عمل قطاع اللوجيستية، وعلى رأسهم فيديكس: نظرا للدور الذي لعبته في فيات كرايسلر أوتوموبيل، عازمون على توجيه ضربة مباشرة لأولئك البروليتاريين المهاجرين الوافدين والعاملين في قطاع اللوجيستية الذين ألحقوا (وسيلحقوا) أضرارا جسيمة بنظام التعاقد والتعاقد من الباطن المافيوزي بفضل سلسلة من النضالات التي خاضوها خلال السنوات العشر الماضية، والتي لعبت خلالها نقابة سي كوباس دورا طليعيا. وقد حققوا هؤلاء البروليتاريون مكتسبات عالية على مستوى الأجور وأوقات العمل واحترام كرامتهم وحرية التنظيم في أماكن العمل، حرية كانت ممنوعة لفترة طويلة. ويُعدّ نظام المافيا هذا السلاح الذي بواسطته تقوم الشركات المتعددة الجنسيات بالاستغلال البشع لعمل الشغيلين (وليس فقط في قطاع اللوجيستية، لنتذكر شركة فينكانتياري، التي تعتبر الأولى عالميا في استعمال التعاقد من الباطن) عبر فرض مستويات من عدم الاستقرار وكثافة العمل وأوقات طاحنة إلى حدّ أنّه في غضون 10- 15 سنة تكون عضلات العديد من الشغيلين وأجسادهم قد أُنْهِكَتْ وتهشمت، مقابل أجور، كانت إلى حدود أمس، تحت مستوى العيش في الغالب.

إنّ أرباب العمل هؤلاء، وعلى رأسهم فيديكس الأمريكية، الذين كانوا يخططون منذ مدة لضرب إضرابات الشغيلين مستعينين بعصاباتهم الخاصة، أيديهم ملطخة بالدم.

لكن الأمر لا يقتصر فقط على أرباب العمل في قطاع اللوجيستية.

فوراء تصاعد عدوانية أرباب العمل التي أنتجت هذه الجريمة، هناك كل الأرباب، وعلى رأسهم الكونفدرالية الإيطالية العامة للصناعة التي يرأسها بونومي، الذين استنشقوا رائحة “الإنتعاش”، بمعنى انتعاش تجمّع زائدة القيمة، ولا ينوون تحمل أيّة عرقلة في طريقهم. فإنّ الأرباب على عجلة، عجلة ملعونة، ويضغطون بسرعة وحشية على دواسة سرعة الشاحنات، وخطوط الإنتاج وعلى الكمبيوترات وعلى أيّ نوع من أنواع عملية إنتاج وتداول البضائع. إنّ فائض القيمة هو الهدف الوحيد الذي يعيش من أجله الأرباب من أيّ درجة كانوا والمدراء من أيّ لون بشرة كانوا هم أيضا. وفائض القيمة هذا يتكون من بضع لـحظات من الزمن تُسرق من الطبقة الشغيلة، ولكن بالنسبة لهذه الطبقة من مصّاصي الدماء المتعطشة إلى طاقة البلوريتاريات والبلورييتاريين الحيوية تكون كل لحظة من هذه الـلحظات ثمينة للغاية.

لماذا سُحقت لوانا دوراتسيو تحت آلة النسيج في مدينة براتو؟ الإجابة الآن رسميّة: عبث أصحاب الشركة بصندوق الكهرباء وبآلة النسيج لكي تُسرع أكثر في العمل، ولم يكترثوا بتاتا بأن تعمل أمام هذه الآلة الخطيرة متدربة في سنّ 22 سنة، التي قد يختطفها المنون من كل من شبابها وأحلامها معا. الشيء الوحيد الذي كان يهمّهم هو أن تعمل الآلة بسرعة قصوى لأنها كانت مقياس سرعة إنتاج زائد القيمة. أصحاب العمل هؤلاء يُجسدون طبقة رأس المال تماماـ التي لا تبالي بتاتا ب”الصدف السيّئة الحظ” التي تنتج في العالم بأجمعه مليونين من الموتى سنويا بسبب الحوادثفي أماكن العمل والأمراض المهنية ـ بالإضافة إلى قتل المئات من النشطاء النقابيين.

مقاضاة أرباب العمل فقط قليل جدا، قليل بشكل مذهل!

فمن يحمي ويضفي الشرعية على هذا المناخ من الاسغلال الوحشي للعمل والاعتداء العنيف على النضالات الحقيقية الرائدة، ومقتل عادل يثبت كلّ هذا، هو حكومة دراجي، التي تعتبر أشدّ الحكومات معاداة للشغيلين. فمنذ أشهر والشرطة والكارابينياري يضربون اعتصامات نقابة سي كوباس. منذ أشهر ومدراء الشرطة والقضاة والصحافيون، أبواق الدولة، الذين يلتجؤون إلى كل الوسائل، أولها العنف الجسدي والتضليل الإعلامي، لكسر كفاح الحمالة المسرحين عن العمل من شركة فيديكس في مدينة بياتشانزا. تقوم السلطة التنفيذية بتصرفها هذا على تشجيع أرباب العمل على القيام بدورهم مثلما فعلت شركة فيديكس الأمريكية والشركتان الإيطاليتان دزامبياري وفينكانتياري، (حيث جرح شاب بنغلاديشي في مدينة انكونا منذ أيام قليلة لأنه أخطأ عملية “ويعمل ببطء”)، والأرباب الصينيون أصحاب شركة تاكسبرينت وغيرهم. وعندما تقول حكومة، كأنك قلت: الدولة، لأنّ السلطة التنفيذية هي مؤسسة الدولة العَاملة الرئيسية. وتبقى هذه الدولة في نظر جزء كبير من الشغيلين وعدد كبير من الرفاق بمثابة كيان يقف على مسافة واحدة من الأطراف، أو على الأقل كيان أقل رأسمالية من الرأسماليين. وهذه النزعة بالطبع ليست إيطالية فقط ـ فاحتدام الأزمات المتزايد عمقا للرأسمالية العلمية خلال العشرين سنة الأخيرة يعطي سمة عالمية فيما يتعلق بتكثيف استغلال العمل والعمليات الاستبدادية من جهة، ومن جهة أخرى فيما يتعلق بتكوين “دولة استثناء” تشبه ـ كما هو باد يوميا خلال فترة الوباء ومن غير الوباء ـ الدولة البوليسية. إذا لم نتصد لهذا التوجه بكل ما في وسعنا من قوة وروح وتنظيم طبقيين، فسنتلقى ضربات موجعة بالمطارق الحديدية والعصي والطوب على الرؤوس والغاز المسيل للدموع والاعتقالات وقرارات الطرد والقتل لكي يحاول محور الأرباب-الحكومة إيقاف إستفاقة الطبقة الحتمية. ويجب أن نبذل كل ما في وسعنا للحد من هذا المسار في مهده، وعلى أي حال تجهيز أنفسنا لمكافحته لأنه بالتأكيد ليس ظاهرة عابرة.

إن النهاية المأساوية لرفيقنا عادل تعطي معنى وقوة خاصيين لإضراب اليوم، فلأول مرة (منذ مدة طويل) يشمل الإضراب تقريبا جميع النقابات العمالية “الأساسية”. إنها تعطي معنى وقوة خاصيين لمظاهرة الغد في روما، التي دعت للوقوف ضد التسريحات عن العمل وضد القمع وضد حكومة دراجي. وتعطي علامة على المزيد من الإلحاح للتحضير لإضراب عام كبير قد يمثل بداية تحرر البروليتاريا وتتجاوز بكثير الخدمات اللوجستية لوحدها.

لقد أعطى المهاجرون الوافدون البروليتاريون في قطاع اللوجستية، خلال عقد كامل من المعارك، بعضها خالد لا ينسى، مثالا للقتالية وللفخر الطبقي، الذي حان الوقت لاستفادة الجزء الأكثر حيوية ووعيا من البروليتاريا الأصلية منه. و هو في هذه الآونة علامة جيدة من جهة العديد من الأطراف، يتم الحديث في النقابات الأساسية، عن الرّد ضد تصعيد الدولة-الأرباب “بنضال عام وحازم وموحد”. علامة أخرى جيدة هي أن شيئا ما يتحرك أيضا داخل الكنفيدرالية العامة الإيطالية للعمل؛ حيث إن الرفاق في المعارضة في هذه الكنفيدرالية قد دعوا فورا لإضراب في شركة إليليكترولوكس في مدينة سوسيغانا تضامنا مع عمال قطاع اللوجستية المناضلين، وحدادا على وفاة عادل. ولكن لا يمكننا أن نفرح بهذه العلامات الأولى ـ يجب أن نتوجه إلى جمهور البروليتاريين والبروليتاريات، المنخرطين وغير المنخرطين في النقابات، على يقين من أن صمتهم الحالي يحتوي على تناقض فإلى جانب الخوف وعدم الثقة وحتى الاستسلام، نجد الغضب والرغبة المخنوقة في رد الفعل، والتي قد تصبح فجأة قوية لا يمكن قمعها بسبب مقدار ووحشية الإذلال والمضايقات التي تجرعوها.

نحن رفاق ورفيقات التوجّه الأممي الثوري الذين أصررنا منذ سنوات على ضرورة العمل على إنشاء جبهة نضالية مناهضة للرأسمالية قادرة على التحدث إلى البروليتاريا بأكملها، واثقة من أن ركود الكفاح لا يكون إلى الأبد، لا يمكننا إلا أن نحيي بشكل إيجابي الدينامية التي أدت إلى إضراب هذا اليوم ومظاهرة الغد في روما. ولكن هذه الديناميكية يجب أن تأخذ المزيد من الزخم، وتطغى على الخصوصيات والانتهازيات والغمزات والتنازلات لصالح القوى المؤسساتية البرجوازية، وعلى النزعة الأقلية التي أسفرت عن سنوات من الارتداد من النضال وتزايد عدم الثقة في الطبقة (والمنظرة)، لاستعادة رؤية النضال الطبقي، وهو منظور ثوري شامل الذي يرتقي حقا إلى مستوى الهجوم الذي نتعرض إليه هنا وعلى النطاق الدولي.

18 يونيو

التوجّه الأممي الثوري

Giù le vostre zampe da Adil, gente senza pudore! – g. g.

La morte di Adil Belakhdim è omicidio padronale e governativo. Mentre il capo del governo ed i politici parlamentari che ne stanno parlando in queste ore sono… senza pudore!

Alla fine ci sono arrivati: dopo mesi di provocazioni, agguati, spedizioni squadristiche, cariche ai picchetti, arresti, denunce, fogli di via, intimidazioni, ferimenti di lavoratori, si è cercato e trovato il morto. A rimettere la vita per la causa comune dell’emancipazione dei lavoratori è Adil Belakhdim, 37 anni, originario del Marocco, coordinatore provinciale del SiCobas di Novara, schiacciato da un camion che voleva “forzare” il presidio operaio durante lo sciopero generale della Logistica.

Prima di lui altri lavoratori immigrati hanno lasciato la vita davanti ai cancelli dei lager-magazzini, nella schiavitù dei campi, nelle baracche fatiscenti adibite ad “abitazioni”; o semplicemente in mare, oppure ancora per strada: vittime dell’odio fomentato da questo sistema di sfruttamento.

Nella Logistica, che ora tutti improvvisamente “scoprono”, sono anni che il SiCobas ed altre realtà di sindacalismo “conflittuale” denunciano e combattono una realtà vomitevole di supersfruttamento, caporalato, intimidazione, illegalità, di aggiramento delle leggi e dei contratti di lavoro. Quella “legalità” che ora i portavoce della politica padronale vorrebbero “ripristinare”, e che gli stessi sindacalisti delle Confederazioni – ora fulminati sulla via di Damasco – si sono ben guardati dal difendere seriamente. Non scordiamoci mai che fino ad ieri i vertici confederali additavano alla giusta e sacrosanta lotta del SiCobas la responsabilità delle “tensioni” nei magazzini della Logistica, cercando così di mascherare la loro collusione coi padroni e col potere politico: nazionale e locale.

E ora? Ora che Adil è stato ammazzato da questa logica capitalista de “la produzione dei profitti prima di tutto e sopra a tutto”, ora che la direttiva padronale e governativa della “ripresa ad ogni costo” ha fatto la sua ultima vittima, ora che cosa vengono a dirci i governanti in merito ai fatti di Novara?

Cosa hanno da dirci dopo che a Novara si è “chiuso” il cerchio degli ultimi mesi iniziato a S. Giuliano Milanese e continuato poi a Lodi ed a Prato?

Draghi (Presidente del Consiglio): “Sono molto addolorato… Fare luce sull’accaduto.”

Continua a leggere Giù le vostre zampe da Adil, gente senza pudore! – g. g.

It was not an accident: Adil was killed in the name of profit! – SI Cobas

Adil Lives in Our Heart

This morning, during the national logistics strike, Adil Belakhdim, our coordinator for Novara and a member of the National Coordination of SI Cobas, was killed by a truck that broke a picket line in front of Lidl warehouse at Biandrate (Novara).

The picket, consisting of a few dozen workers, was hit by a criminal driver, who at the sight of the picket did not hesitate to press the accelerator, first running over two workers who barely managed to save themselves and who are now hospitalized, and then running over our comrade, and fleeing.

Adil was married with two young children. After working at Tnt for years, he chose to return to his country and start a business. Things didn’t go as he had planned, so he came back to Italy and became active in the SI Cobas.

It was he who gave his commitment in Novara to build a provincial coordination, working on daily basis to develop SI Cobas in the Novara area. Comrades from other cities heard his words at the last national coordination, urging the struggle and the participation in tomorrow’s demonstration in Rome. Two years ago, when SI Cobas met Morocco’s largest union representatives, he participated in the delegation and generously hosted us at his home.

Although still incredulous and appalled by this tragedy, we can not silence our anger for a death that cannot in any way be dismissed as a simple accident (as some media presented it at first), nor as the simple action of a lone madman!

Adil’s murder is in fact the culmination of an escalation of organized violence against Si Cobas, which has been going on for months and is now without limits.

Continua a leggere It was not an accident: Adil was killed in the name of profit! – SI Cobas