Lacrime di coccodrillo – Comitato 23 settembre

Un distratto commento compassionevole è riservato alle foto dei bambini uccisi nell’ennesimo attacco assassino contro il popolo palestinese. Più che una notizia, un trafiletto infilato tra le beghe elettorali e le notizie sull’Ucraina, in una fase di stanca. Come se questo ennesimo orrore non meritasse che qualche lacrimuccia per essere al più presto archiviato come un episodio di una guerra che continua da oltre 70 anni, teso ad affermare il primato indiscusso di Israele nello schiacciamento di tutte le masse oppresse dell’area. A Gaza, in particolare, la popolazione tutta deve essere mantenuta in uno stato di sotto umanità. Nei territori occupati, è necessario imporre l’erosione costante dello spazio di vita e delle risorse, sotto la minaccia delle armi.

Qualcuno cercherà di obiettare: la guerra è guerra, e la Jihad Islamica è un gruppo armato, ma… i bambini dovrebbero essere risparmiati. E perché mai? In base a quale codice d’onore si vincono le guerre? Perché siamo chiamati a commuoverci (con moderazione, si capisce) per la morte dei bambini, da quelle stesse forze che non battono ciglio per la povertà estrema, la disoccupazione senza via d’uscita, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, gli abusi, i soprusi, la vita due volte infame che conducono le donne che quei figli li hanno fatti e che continueranno a farli per non farsi cancellare dalla faccia della terra? Che subiranno a loro volta abusi e oppressione, costrette al silenzio per non incrinare il fronte di resistenza popolare che finora li ha mantenuti in vita?

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L’ultimo tradimento fatto ai curdi, di p. c.

Stoccolma ed Helsinki hanno sacrificato gli interessi dei curdi assecondando abbastanza rapidamente le richieste di Erdogan. La profonda, immorale, radicata distanza tra il dire ed il fare non è mai apparsa con tanta sfacciata evidenza.

Ora cosa dirà Marlin Stivani Nivarlain, la sedicenne svedese salvata nei pressi di Mosul dalle milizie curde in lotta contro l’Isis? Cosa diranno i socialdemocratici svedesi, vanto ed esempio di tutti i riformisti dell’Occidente per la loro liberalità, per il loro welfare, per la loro accoglienza?

Pur di entrare nella Nato, la Svezia apre al diktat di Erdogan e abbandona senza ritegno i curdi a cui dava (in certa misura) asilo politico e sostegno. E’ un altro colpo alla causa del popolo curdo, ma è anche un’altra conferma del ruolo delle socialdemocrazie, che quando vengono chiamate ad essere conseguenti in una qualche forma di sostegno a popolazioni oppresse di cui si atteggiano ad amiche, mostrano sistematicamente le radici putride del riformismo borghese.

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Materiali dal presidio di Venezia del 20 maggio – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo

Noi stiamo dalla parte delle masse lavoratrici che in Ucraina, in Palestina, nello Yemen, in Kurdistan, sono trascinate a forza nelle guerre dai grandi poteri coloniali e neo-coloniali che spadroneggiano nel mondo. Per questo non ci stancheremo di dire: non un uomo, non un soldo per le guerre dei capitalisti! Guerra alle loro guerre, dall’Ucraina alla Palestina!

Il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera ha contribuito allo sciopero “contro la guerra e l’economia di guerra” indetto dal sindacalismo di base venerdì 20 maggio con un’azione di propaganda e agitazione che si è articolata in tre momenti.

Il primo si è svolto sabato 14 maggio alla manifestazione pacifista-ecologista di Mestre, con la distribuzione di un testo che partiva dai temi specifici di quella manifestazione per allargare lo sguardo alle guerre in corso e alla lotta contro le guerre (è stata l’occasione per discutere con alcuni dei giovani partecipanti alla marcia – che era meno folta e tesa di anni precedenti).

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Venezia, 20 maggio, san Geremia, ore 18.30. Presidio contro la guerra, dall’Ucraina alla Palestina, l’economia di guerra e il governo Draghi (arabo, inglese, francese)

L’industria bellica non è un assurdo, uno spreco, una cosa insensata in una società razionale e a misura d’uomo: la morte e la distruzione che essa porta indissolubilmente con sé risponde al bisogno di profitti, di accaparramento di materie prime sempre meno disponibili, di conquista di nuovi mercati, e alla contesa tra grandi potenze mondiali.

PROMUOVE IL COMITATO PERMANENTE CONTRO LE GUERRE E IL RAZZISMO DI MARGHERA.

Chi volesse aderire scriva al Comitato oppure ad arecspanantonio@gmail.com.

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L’ultima impresa della “sola democrazia” del Medio Oriente ai funerali di Shirin Abu Akleh

L’ultima impresa della “sola democrazia” del Medio Oriente è andata in scena ai funerali di Shirin Abu Akleh. Dunque: abbasso la democrazia colonialista israeliana! Abbasso le democrazie imperialiste, che pretendono di soffocare nel terrore le lotte degli sfruttati e chi da’ loro voce!