Referendum. Divide et impera .. sui lavoratori. Interventi su Radio 3 [audio file]

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Piena solidarietà ai lavoratori SDA e al SI-Cobas, in lotta contro Poste italiane e Amazon

Ancora una volta è in atto un braccio di ferro tra imprese e lavoratori nella logistica. Questa volta si tratta di SDA, una società controllata da Poste italiane, a loro volta sotto il controllo statale.

I dirigenti di SDA (o almeno: la maggioranza di essi) hanno deciso di portare allo sfascio la loro impresa per consentire ad Amazon Italia di rilevarla a prezzi di saldo. E per arrivare a questo scopo hanno scatenato un attacco frontale al SI-Cobas, il sindacato che in questi anni all’SDA e in altre grandi ditte della logistica ha organizzato i lavoratori in una serie di lotte che hanno imposto il rispetto del contratto nazionale di lavoro, in precedenza quasi sempre violato, imposto la continuità del rapporto di lavoro in caso di cambio-appalto, che è nella logistica frequente, un’assicurazione contro l’invalidità per infortunio e due giorni di riduzione di orario retribuiti.

L’attacco è partito nel magazzino di Carpiano, vicino Milano, l’occasione è stata quella di un cambio di appalto, avvenuto in settembre. Con un falso pretesto, l’SDA ha sostituito la cooperativa CPL con la cooperativa UCSA imponendo a questa di non confermare la clausola della non-licenziabilità in caso di cambio di appalto strappata dal SI-Cobas.

Inevitabile la risposta dei lavoratori di Carpiano: la maggioranza di loro si è rifiutata di firmare il nuovo contratto peggiorativo, i lavoratori organizzati con il SI Cobas sono entrati in sciopero. Dato l’atteggiamento oltranzista dell’SDA, lo sciopero si è poi allargato ad altri magazzini. Continua a leggere Piena solidarietà ai lavoratori SDA e al SI-Cobas, in lotta contro Poste italiane e Amazon

Piena solidarietà ai lavoratori SDA di Carpiano e ai compagni del SI-Cobas. Contro Poste italiane, governo, multinazionali e provocatori

La sera del 25 settembre i lavoratori in sciopero della SDA di Carpiano, organizzati nel SI-Cobas, sono stati vittime di un’aggressione che non può lasciare indifferente nessun lavoratore e nessun compagno.

Lo avevano minacciato da giorni – le prove portate dal Si-Cobas sono inconfutabili – e il 25 sera un folto gruppo di individui (padronici e crumiri) venuti da tutta Italia ha attaccato con spranghe e coltelli il presidio dei lavoratori in lotta, immigrati e italiani. Due lavoratori sono stati feriti. Questa è una vile aggressione di stampo mafioso, ed è soprattutto un’aggressione filo-padronale.

L’obiettivo – fallito – era ed è chiaro. Sono SDA e Poste italiane a perseguirlo e quindi, visto che SDA è semi-pubblica, sono anche il governo e lo Stato italiano. Vogliono spezzare la lotta dei lavoratori SDA, che da giorni gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote con picchetti partecipati e assemblee fuori dai magazzini a Milano, a Bologna, a Roma – sostenuti dalla solidarietà di molti militanti. I padroni vorrebbero imporre di nuovo, col metodo del cambio di appalto, l’inferno di sfruttamento e precarietà estremi basato sul sistema di appalti e sub-appalti che esisteva nella SDA di Carpiano ed ovunque prima del ciclo di lotte dei lavoratori della logistica – lotte che hanno visto in prima fila, con battaglie sindacali esemplari, il SI-Cobas. Vogliono cancellare le garanzie contro i licenziamenti in questi hub, dove grazie alle lotte il Jobs Act è stato escluso. Vogliono azzerare i progressi ottenuti dai lavoratori in termini di salari, sicurezza sul lavoro e certezza degli orari; tentano di calpestare la dignità che facchini e driver si sono conquistati. Continua a leggere Piena solidarietà ai lavoratori SDA di Carpiano e ai compagni del SI-Cobas. Contro Poste italiane, governo, multinazionali e provocatori

Se Il Capitale fosse stato scritto oggi

di Pietro Basso (*)

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Ogni grande opera dell’ingegno umano risente, inevitabilmente, del suo tempo. Questo è vero anche per Das Kapital, un monumento dell’ingegno umano che non perde forza né attualità con il passare del tempo, e semmai, sull’essenziale, ne acquista. E tuttavia chi lo affronta non può non sentire fin da subito, nella forma dell’esposizione anzitutto, l’eco delle dispute scientifiche e culturali di metà Ottocento. Non mi riferisco tanto allo stile della scrittura che ricevette un’impensabile stroncatura senza appello proprio dalla più acuta allieva di Marx, Rosa Luxemburg, che in una lettera del marzo 1917 ebbe a scrivere: “il famosissimo primo volume del Capitale di Marx, con il suo sovraccarico di ornamenti rococo in stile hegeliano, per me adesso è un orrore”[1]. Mi riferisco piuttosto alla struttura, alla sequenza della esposizione della materia. E, nello specifico, al modo in cui la materia è organizzata e esposta nel I Libro. Pongo la questione nel modo più chiaro possibile: perché Marx comincia dalla immane raccolta di merci, cioè dal modo di produzione capitalistico già formato, dal capitale-merce come risultato del processo di sviluppo dei rapporti sociali capitalistici, e non invece dalla cosiddetta accumulazione originaria, e cioè dal punto di partenza del modo di produzione capitalistico? Cosa l’ha obbligato a fare questa scelta? Continua a leggere Se Il Capitale fosse stato scritto oggi

Ai lavoratori degli appalti Fincantieri/To Subcontract Workers

[ENGLISH VERSION]

Lavoratori degli appalti,

in Italia è in corso da anni una lotta che vi riguarda da vicino: la lotta dei lavoratori della logistica, in grandissima parte immigrati.

Vi riguarda da vicino perché è una lotta contro condizioni di lavoro semi-schiavistiche, molto simili a quelle che si vivono, spesso, anche in questo cantiere, contro la precarietà (il lavoro a scadenza), contro il mancato pagamento dei salari, contro le violazioni ai contratti collettivi, contro la presenza di forze mafiose negli appalti e nelle cooperative.

Con l’unità tra lavoratori immigrati di molte nazionalità (del mondo arabo, dell’Asia, dell’Est Europa) e lavoratori italiani, con l’auto-organizzazione dei lavoratori nel SI-Cobas, con scioperi forti e determinati, questa lotta contro padroni potenti come TNT, DHL, Ikea, Granarolo, Lega Coop, SDA, GLS, BRT, etc. ha ottenuto risultati importanti sul salario, gli orari, il rispetto dei contratti, la continuità del lavoro. E ha posto una grande questione che riguarda tutti i lavoratori degli appalti: l’assunzione dei lavoratori degli appalti da parte delle imprese committenti.

Da questa lotta è nato il libro/DVD “Carne da macello”, che sarà presentato …

VENERDÌ 23 GIUGNO, ALLE ORE 18 NELLA SALA A PIANO TERRA DEL MUNICIPIO DI MARGHERA

 Verranno a presentarlo i protagonisti di queste lotte:

  •  Abdellhillha (Abdullah) Lobi
  • Pape Ndiaye
  • Peppe D’Alesio
  • Simone Carpegiani
  • Aldo Milani (SI-Cobas National Coordinator)

 

Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri
piazzale Radaelli 3, Marghera – comitatosostegno@gmail.com