Dalla seconda Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi: gettare il cuore oltre l’ostacolo

Domenica si è svolta la seconda assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi, convocata in remoto a due mesi dalla partecipata assemblea di Bologna.

Il breve testo di indizione, nel confermare a pieno i contenuti dell’appello e della mozione del 27 settembre, poneva la necessità urgente di dare una spinta al percorso, sia sul piano organizzativo, sia nella proposizione di un percorso di lotta capace di dare gambe alle idee e alla piattaforma rivendicativa.

In quasi sette ore di dibattito e con circa 200 partecipanti, la gran parte degli oltre 60 interventi che si sono succeduti ha messo in evidenza come la seconda ondata pandemica torni a porre la necessità immediata di un’iniziativa sindacale sul tema della sicurezza e della tutela della salute sui luoghi di lavoro, in un quadro di crescita esponenziale dei contagi (e delle morti) nelle fabbriche e nei magazzini che è analogo a quello con cui abbiamo dovuto fare i conti in primavera, ma che è ulteriormente aggravato dall’impatto economico devastante che la pandemia ha avuto sulle condizioni di vita e sui livelli salariali.

La partecipazione e gli interventi all’assemblea da parte di realtà sindacali conflittuali di altri paesi (su tutte Sud-Solidaires dalla Francia e Inicjatywa Pracownicza dalla Polonia) è la dimostrazione tangibile di come il carattere internazionale e internazionalista di questo percorso sia già foriero di collegamenti con alcune importanti lotte in corso in altri paesi europei.

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