Fincantieri: il voto sull’accordo segnala lo scontento operaio e la crescente distanza tra i lavoratori e FIOM-FIM-UILM

Nei giorni scorsi si è votato negli stabilimenti Fincantieri sull’accordo siglato il 24 giugno tra il padrone e FIOM-FIM-UILM. Il no ha prevalso largamente a Monfalcone (61%) e di poco anche ad Ancona; a Marghera, Palermo e Riva Trigoso la percentuale dei no è stata vicina al 50%. Il sì ha prevalso nettamente a Muggiano (61%), Castellammare di Stabia (68%), Sestri Ponente (84%) e nella controllata Isotta Fraschini; oltre che, ovviamente, nelle direzioni di Trieste (civile) e Genova (militare), dove sono concentrati dirigenti, quadri e impiegati. La partecipazione al voto nei cantieri produttivi è stata variabile: l’85% ad Ancona, l’80% a Riva, Marghera e Palermo, sotto il 70% a Monfalcone. Nel complesso dei votanti ha prevalso il sì con il 58,5%, a fronte del 41,5% al no.

Come si vede, la situazione è molto frastagliata, con un solo dato abbastanza omogeneo: la forte quota di no da parte degli operai dei cantieri maggiori, tradizionalmente i più combattivi, che è un chiaro sintomo del malcontento operaio per quanto prevede l’intesa, e della crescente distanza tra i lavoratori e le burocrazie di FIOM-FIM-UILM – è crescente la distanza anche dagli stessi delegati RSU che si erano espressi all’84,2% per il sì, 64 su 76. Questo malcontento non è, però, omogeneo nelle sue motivazioni. A Monfalcone il tema più controverso è stata, infatti, la sostituzione dei 70 euro in busta paga con prestazioni di ‘welfare aziendale’, mentre solo a Marghera l’attenzione è stata concentrata sulla questione-chiave: il primato assoluto che l’accordo dà ai traguardi di produttività e di redditività fissati in modo unilaterale dall’azienda, a cui tutti gli aspetti della attività produttiva nei cantieri devono essere rigorosamente subordinati. Continua a leggere Fincantieri: il voto sull’accordo segnala lo scontento operaio e la crescente distanza tra i lavoratori e FIOM-FIM-UILM

Accordo Fincantieri. No! Per voi e per tutti i lavoratori!

Lavoratori, lavoratrici, le assemblee di venerdì hanno messo in mostra tutta la difficoltà dei dirigenti sindacali a sostenere che l’accordo del 24 giugno è un buon accordo, o almeno un accordo dignitoso.

In effetti, con piccole modifiche, l’accordo del 24 giugno è quello che il padrone-Fincantieri pretendeva fin dall’inizio, perche prevede: produttività, produttività, e ancora produttività, quindi il generale peggioramento delle condizioni di lavoro; un salario ridotto e sempre più incerto, perché subordinato ai profitti aziendali; deroghe (in peggio) al contratto nazionale; il pieno mantenimento della giungla degli appalti, dove la sola legalità è quella del super-sfruttamento; maggiori controlli sui lavoratori; e il cosiddetto ‘welfare aziendale’, cioè una massa di soldi tolti dal salario diretto e messi in mano a nuovi enti e carrozzoni, che dovranno lucrare sui diritti acquisiti dei lavoratori. Continua a leggere Accordo Fincantieri. No! Per voi e per tutti i lavoratori!