Tnt. La lotta paga

Alla TNT di Peschiera Borromeo (MI)i lavoratori organizzati nel Si-Cobas hanno ottenuto un importante accordo migliorativo, che prevede l’inserimento in organico dei lavoratori “in appalto”. Questo accordo segna la parola fine sullo sfruttamento cieco permesso dalla esternalizzazione alle cooperative, ed e’ stato ottenuto solo ed esclusivamente grazie alla determinazione, alla organizzazione e alla solidarieta’ delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo accordo e’ il frutto delle loro lotte. E la sua estensione alla giungla delle cooperative potra’ essere ottenuta, cioe’ imposta, solo con il rilancio delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori della logistica.

maxresdefault

Tnt: con la lotta finisce la schiavitu’ delle cooperative

Fin dall’inizio della nostra battaglia nel settore della logistica abbiamo individuato la forma cooperativistica uno strumento di iper-sfruttamento dei lavoratori di compressione dei salari e flessibilità nell’utilizzo della forze lavoro. Le condizioni di un lavoratore (socio di cooperativa) sia da un punto di vista salariale che da quello della stabilità contrattuale sono di gran lunga inferiori a quelle, seppur misere, dei propri colleghi degli altri settori merceologici e degli stessi dipendenti che operano nei magazzini.

La stesura da parte delle associazioni padronali e dei sindacati confederali di una parte specifica del CCNL relativa alle cooperative sigilla tale trattamento e garantisce alle stesse aziende svariati privilegi che costringono i cosiddetti soci in una condizione di serie B. Oltre a ciò il regime fiscale di riguardo e i conseguenti sgravi trasferiscono in modo indiretto capitali nelle tasche dei padroni di queste macchine dello sfruttamento, che, talvolta, scompaiono nell’arco di pochi giorni per poi riapparire sotto “nuove” vesti.

Tale operazione da Gattopardo garantisce alle coop. una forte evasione fiscale e una nuova verginità nei confronti del fisco, degli istituti di controllo del lavoro e permette di azzerare gli scatti salariali, sia d’anzianità che di livello, al fine di ridurre i salari. L’avvallo dei sindacati confederali in questo sistema appare evidente nel CCNL di settore che non garantisce alcuna garanzia occupazionale nei cambi appalto, fattore estremamente rilevante in questo quadro, soprattutto data la facilità di licenziamento per “esclusione da socio” previsto dai regolamenti interni delle società cooperative.

Oggi raccogliamo il primo successo tangibile di questa battaglia che portiamo avanti: presso i magazzini della TNT, multinazionale delle spedizioni, i facchini saranno nell’arco di due anni integrati direttamente dall’azienda e diventeranno a tutti gli effetti dipendenti della stessa.

Tra i primi magazzini dove tale processo si è avviato c’è quello di Peschiera Borromeo (MI), uno dei più grandi d’Italia con quello satellite di Linate. In data 13 dicembre abbiamo firmato un’ipotesi di accordo che prevede il passaggio, da febbraio 2017, di tutta la forza lavoro (ca. 180 operai) con la garanzia dell’art.18 (no job’s act) con: Continua a leggere Tnt. La lotta paga