In ricordo di Adil Belakhdim (arabo)

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Sciopero alla Lidl di Biandrate. Centinaia di lavoratori fuori dal tribunale di Novara. Giustizia per Adil! Mai più omicidi di operai e sindacalisti – SI Cobas

In centinaia fuori al Tribunale di Novara: giustizia per Adil!

Stamattina, dopo lo sciopero fuori ai cancelli Lidl di Biandrate, tanti lavoratori e solidali sono accorsi in presidio fuori al Tribunale di Novara per denunciare i due pesi e due misure di uno Stato che reprime e perseguita in maniera spietata le lotte proletarie e al contempo derubrica a semplice “omicidio stradale” l’uccisione di un sindacalista investito da un tir guidato da un crumiro che ha volontariamente forzato un picchetto.

D’altra parte, come più volte sottolineato in vari interventi, con la nostra presenza in piazza oggi non ci siamo limitati a puntare il dito contro l’esecutore materiale dell’omicidio di Adil, bensì più in generale contro il sistema di sfruttamento che alimenta gli omicidi, le morti sul lavoro, la criminalità e le guerre imperialiste.

Adil è vivo e lotta insieme a noi!

Venerdì, 20 gennaio

SI Cobas

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Per Adil Belakhdim: venerdì 20 gennaio, presidio davanti al Tribunale di Novara – SI Cobas

VENERDÌ 20 GENNAIO ORE 9,30, PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO PER L’OMICIDIO DI ADIL BELAKHDIM: TUTTI A NOVARA!

Venerdì mattina nelle aule del Tribunale di Novara inizia il processo ad Alessio Spaziano, il camionista che il 18 giugno 2021 ha ucciso Adil Belakhdim davanti al magazzino LIDL di Biandrate durante uno sciopero nazionale della logistica. Saremo fuori al tribunale a manifestare la nostra rabbia per l’uccisione del compagno Adil e per denunciare che il suo brutale assassinio sia stato derubricato a semplice ‘omicidio stradale’, come se si fosse trattato di un incidente, di un investimento avvenuto per errore, quando invece quel giorno Spaziano aveva già minacciato nervosamente gli scioperanti poco prima di lanciarsi a folle velocità sul picchetto da un’uscita presa in contromano.

Nelle ore immediatamente successive all’assassino di Adil, tutte le principali cariche istituzionali dello Stato, i vertici sindacali di Cgil-Cisl-Uil e delle stesse associazioni padronali si affrettarono ad esprimere il loro cordoglio a mezzo stampa per quanto avvenuto.

Si trattava di un cordoglio ipocrita ed opportunista, se è vero che a distanza di un anno e mezzo nulla è cambiato, anzi: le ragioni per cui Adil e i lavoratori il 18 giugno del 2021 erano fuori a quei cancelli si sono addirittura inasprite ed aggravate.

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Ricordiamo Adil, ucciso nella lotta – SI Cobas

La violenza padronale è quasi sempre impunita. L’assassino di Adil è stato lasciato libero dopo pochi giorni, ed è stato accusato di “omicidio stradale”. Non ci stupisce. Gli organi dello Stato, forze dell’ordine e magistratura in testa, intervengono sempre più pesantemente contro gli scioperi, a fianco dei padroni, anche quando questi calpestano i diritti dei lavoratori.

Un anno fa, il 18 giugno 2021 Adil Belakhdim, coordinatore del SI Cobas di Novara, veniva deliberatamente investito e ucciso da un camionista uscito dal magazzino Lidl di Biandrate (NO) contromano.

Ricordiamo Adil nel primo anniversario dell’uccisione perché la violenza padronale deve avere come risposta l’aumento della determinazione alla lotta per la difesa.

Leggi anche:

Non è stato un incidente: Adil è stato ammazzato in nome del profitto! – SI Cobas, postato il giugno 18, 2021

Assassinato il coordinatore SI Cobas di Novara, Adil Belakhdim, mentre era al picchetto dello sciopero – un crimine collettivo dei padroni e del governo Draghi – TIR, postato il giugno 18, 2021

Non si trattò di una fatalità, né di un caso isolato. Sono decine ormai gli episodi in cui gli autisti sono incitati dalle aziende a sfondare i picchetti. È una forma di violenza padronale, come l’ingaggio di bodyguard per aggredire i picchetti da parte di Zampieri per conto di Fedex, come i numerosi licenziamenti di lavoratori “colpevoli” di lottare per migliori condizioni. 

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18 e 19 settembre: due importanti giornate di mobilitazione, in vista dello sciopero generale dell’11 ottobre – Csa Vittoria

Riceviamo dal Csa Vittoria di Milano e volentieri pubblichiamo.

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Sabato 18 e domenica 19 settembre abbiamo partecipato a 2 belle e importanti giornate di mobilitazione che ci auguriamo possano andare esplicitamente nella stessa direzione.

SABATO 18 SETTEMBRE abbiamo partecipato al corteo indetto dal collettivo dei lavoratori della GKN contro i licenziamenti e contro la ristrutturazione padronale.

Un bel corteo partecipato e animato dai protagonisti delle mille sfaccettature del conflitto tra capitale e lavoro. Un conflitto inevitabile tra gli inconciliabili interessi di classe di padronato e lavoratori. Abbiamo marciato e gridato slogan al fianco della entusiastica combattività dei lavoratori del SI Cobas della Texprint di Prato. Lavoratori protagonisti di una lotta che dura da diversi mesi, che si sono ribellati a severe condizioni di sfruttamento agendo forme di lotta rigide e conflittuali evidenziate dalla netta incompatibilità con gli interessi del “padrone” di turno  e forse per questo meno “presentabili” agli occhi di chi vorrebbe l’avanzamento sul terreno dei diritti senza conflittualità;  e che per questi motivi non hanno ricevuto la stessa solidarietà trasversale e il medesimo sostegno mediatico “democratico”. Esattamente come lo diventeranno anche i lavoratori e le lavoratrici della GKN quando, una volta finita la prima schermaglia giuridica con il Tribunale che ha sanzionato l’illegittimità procedurale dei licenziamenti, Melrose rispetterà le forme previste e il problema diventerà passare dalla denuncia della barbarie del licenziamento alla dura e faticosa resistenza quotidiana all’attacco padronale inventandosi giorno per giorno la possibilità di colpirne gli interessi.

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