Costruiamo una battaglia generale contro i licenziamenti e la repressione delle lotte operaie – Assemblea il 6 giugno (on line)

COSTRUIAMO UNA BATTAGLIA GENERALE CONTRO LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI, PER IL DIRITTO DI SCIOPERO E CONTRO LA REPRESSIONE DELLE LOTTE OPERAIE

Nelle ultime settimane il ruolo del Governo Draghi è divenuto sempre più chiaro. Dopo gli annunci roboanti attorno al PNRR che verrà utilizzato dai padroni per rilanciare il ciclo di accumulazione e per dare ossigeno alle imprese e i settori “virtuosi”, lo sblocco dei licenziamenti è iniziato a divenire una concreta realtà al netto dei continui rinvii del Governo.

Utilizzando un clima favorevole costituito dal drastico calo dei contagi dovuto si all’accelerazione del piano vaccinale, ma soprattutto all’aumento delle temperature, il Governo ha prontamente accettato i rimbrotti di Confindustria rispetto alla necessità di garantire nuovamente alle imprese la possibilità di licenziare la manodopera in eccesso. È un’emergenza che sottolineiamo sin dall’inizio di questa pandemia, e prima o poi la scure sarebbe arrivata anche nei confronti del lavoro dipendente dopo che per tutti questi mesi ha colpito duramente il lavoro precario e i contratti a tempo determinato.

Non è un caso che in queste settimane l’escalation repressiva verso lavoratori e disoccupati è vertiginosamente aumentata. Le violente cariche fuori palazzo Chigi verso disoccupati e operai TNT-FedEx sono state seguite dall’aggressione al magazzino Zampieri di San Giuliano Milanese dove la notte del 26 maggio una squadraccia al soldo dell’azienda ha teso un infame agguato con mazze e pistole taser ai lavoratori FedEx di Piacenza che erano in presidio fuori al magazzino, camuffandosi tra i dipendenti dell’azienda e col supporto attivo di padroni e capetti: il tutto con la complicità delle forze dell’ordine, subentrate ad aggressione conclusa solo per procedere alle identificazioni verso militanti e solidali. A questi due attacchi in grande stile da parte di stato e padroni, si aggiunge una lunga serie di episodi apparentemente “minori” (ad esempio lo sgombero del presidio alla Esselunga di Pioltello, le aggressioni ai delegati sindacali alla Miliardo Yida di Alessandria o il tentativo di aggressione ai lavoratori in sciopero da parte di alcuni autisti armati di martello alla DHL di Liscate), i quali indicano che siamo di fronte non più a dei casi circoscritti e/o a singole schegge impazzite, bensì a un tentativo di “soluzione finale” dei conflitti sui luoghi di lavoro, in cui appare sempre più evidente la presenza di una regia politica dedita a pianificare e a orchestrare un clima di terrore in chiave antisindacale. La violenza padronale ha un solo scopo: imporre con la forza i piani di ristrutturazione delle grandi multinazionali. In quest’ottica, l’esito della lotta dei lavoratori FedEx-TNT contro la chiusura dello stabilimento TNT di Piacenza rappresenta il principale banco di prova dell’attacco che si sta preparando contro tutto il proletariato, e al tempo stesso il primo terreno di sperimentazione della “linea dura” padronale, finalizzata a radere al suolo ogni sacca di resistenza operaia attraverso l’attacco frontale al sindacalismo conflittuale e al diritto di sciopero. Tutto ciò avviene con la complicità attiva dei sindacati filopadronali, in primis dei vertici di Cgil-Cisl-Uil.

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