Spazzatura Grillo – Comitato 23 settembre

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo commento a caldo all’ultima squallida sceneggiata di Grillo che è comparso ieri sulla pagina facebook del Comitato 23 settembre


Chi parla nel famigerato video che tutti hanno visto non è un qualunque avvinazzato uscito dall’osteria, ma il “garante” di una delle principali “forze politiche” italiane. 
Costui non si fa sfuggire l’occasione di attaccare le donne, indossando la maschera del padre afflitto, indignato, perché al figliolo viene negato l’innocente svago di gruppo di approfittare del giocattolo a portata di mano, una ragazza di 19 anni che si è trovata alle prese con questi poveri innocenti. 
Noi, a differenza di molti, non siamo affatto vicini al dolore del padre, che non trova di meglio che ripetere le trite, ripugnanti motivazioni che la ragazza era “consenziente”, anzi si divertiva, e per ignoti motivi si è decisa in ritardo a fare la denuncia. E nell’affermare simili bestialità, richiama ad un altro video, scatenando così la curiosità mediatica di chi è assetato di scene hard. 
Noi, a differenza di molti, non siamo garantiste, non valutiamo e giudichiamo secondo una legge che troppe volte ha avallato la violenza e ha stigmatizzato chi la subisce, perpetuando e legittimando un modo di essere e di colpire le donne diffuso e ramificato nella società. 
Noi, il colpevole ce l’abbiamo già, non tanto il figlio e i suoi compagni di merende, di sicuro il padre, che usa il suo peso politico per ribaltare le responsabilità e gettare fango sulle donne e sulle violenze quotidiane che simili prese di posizione alimentano. 
Attenzione: qui si tratta del capo politico di un movimento che è al governo, un trascinatore di folle, che con simili interventi, è in grado di avallare e trascinare il modo di pensare di masse di gente, di educare i ragazzi. “Divertitevi pure, trovate qualche sprovveduta, la faremo passare per una poco di buono, bugiarda e amante delle orge di gruppo.”
Ed il fatto che spazzatura del genere possa essere considerata “normale” e innocente, è uno specchio della barbarie in cui è già da tempo precipitata la società in cui viviamo. Una società che noi vogliamo cambiare da cima a fondo, liberandoci una volta per tutte di simili individui e dell’ideologia che spargono a piene mani, ai nostri danni e ai danni di tutti gli oppressi.
E’ una storia vecchia come il mondo, ma la faremo finita una volta per tutte con simili infamie!

“Ma non vorremo cascare di nuovo nell’errore” di ritenere i fuoriusciti dai 5Stelle “gente di sinistra”?, di E. Sargiotto

Riprendiamo con piacere dai commenti su “Sinistra in rete” questa freschissima testimonianza di “una ex-grillina della prima ora”, così si definisce, che è letteralmente sbottata nel vedere accreditati come “gente di sinistra” i deputati di recente fuoriusciti dal M5S. Ha apposto questo suo pepato commento alla pubblicazione del loro “manifesto”, una sbobba indigeribile che ha al suo centro la difesa della piccola-media industria e il ruolo salvifico dello stato borghese (salvifico, secondo costoro, verso i lavoratori e i bisogni “popolari”). E’ sbottata perché a postare sul proprio sito questa sbobba è stata niente meno che la “Rete dei comunisti”…

Noi non conosciamo questa persona, che per il sentimento che esprime (e se lei non si offende considerandola una prevaricazione) ci viene da chiamare compagna; ma leggendola, abbiamo provato per lei, per la sua schiettezza, una spontanea simpatia, tanto quanto proviamo uno spontaneo rigetto per i parolai e i ciarlatani.

Siamo tra i pochi, e fieri di esserlo, a non avere mai preso sul serio come “forza anti-sistema” i Cinquestelle, non di rado scherzandoli come Cinquestalle (le ‘stalle’ dei maneggi del potere capitalistico, internazionale e nazionale), sottolineando invece la loro funzione di canalizzazione istituzionale e di sfogatoio di certe forme, non profondissime, di disagio sociale; funzione tutt’altro che occulta, anzi rivendicata apertamente dal loro padre-padrone Grillo. Ne abbiamo, poi, fatto rilevare il loro originario razzismo anti-immigrati, che ha dato alimento al razzismo di stato e a quello popolare. Altri, invece, grandissimi strateghi e tattici “leninisti” (?) di primissimo ordine, vi si sono rapportati – dicendolo o sottacendolo – come ad un punto di riferimento in qualche modo “anti-istituzionale” nelle istituzioni del capitale. Eravamo disattenti verso le persone come Elena Sargiotto? Nient’affatto. Eravamo certi che si sarebbero sapute liberare dall'”incantesimo” di questa banda di impostori.

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Non vorremo cascare di nuovo nell’errore di considerare i firmatari di questo “manifesto” gente di sinistra e progressista?
Si svegliano ora, queste persone di sinistra, dopo che hanno tranquillamente digerito un governo con Salvini (terminato per volontà dell’alleato, non per loro decisione) e un altro con il PD, che non ha sostanzialmente alterato le politiche del precedente?
Dopo che hanno tradito tutte le cause civili e ambientali (Acqua Pubblica, Rifiuti Zero-No Inceneritori, NO TAV, per citare soltanto le principali) che avevano parassitato in campagna elettorale? Si scoprono progressisti dopo i due decreti sicurezza sostanzialmente conformi al programma elettorale del M5S in tema di immigrazione? Dopo che gli esponenti di spicco del loro partito (Di Maio e Di Battista, con la loro utile fittizia contrapposizione) sono stati selezionati tra i figli di funzionari del MSI, Movimento Sociale Italiano?

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Patrimoniale. E con Grillo come la mettete?

Il Giullare

La proposta di patrimoniale avanzata da Grillo si inserisce di diritto nella cortina fumogena che si è alzata da più parti a proposito di questo provvedimento e il cui scopo, sostanzialmente, è quello di sterilizzarne ogni possibile carica anticapitalistica, sia pure semplicemente ipotetica. Insomma, si gioca d’anticipo, un po’ come quando si lancia una candidatura al solo scopo di bruciarla sul nascere. Nel caso del nostro comico…

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